E' l'ultima chiamata per i playoff e la Cariparma deve rispondere presente in modo molto forte: deve vincere tre partite a Grosseto. I campioni d’Italia in carica hanno tre partite di vantaggio sui ducali, ed una su San Marino, e possono giocarsela con una relativa tranquillità, potendosi permettere finanche di perderne due. Qualora questo accadesse si dovrà buttare un occhio in quel di Serravalle dove San Marino (in vantaggio negli scontri diretti con Grosseto) ospita la Danesi Nettuno, già qualificata, e per Gerali ed i suoi l’unico risultato utile sarebbe una tripletta nettunese. Se si pensa alla sfida col Godo, il cappotto parrebbe pura utopia, se si torna con la mente a San Marino le possibilità di compiere l'impresa ci sono. I tre reparti, come successo allora, devono "rendere" all'unisono.
Seconda sfida dell'estate, secondo 7-0 per il Parma
Finisce 7-0 la sfida tra il Parma e la Valtarese. Un risultato che pare proprio piacere agli uomini di Cagni che hanno sfidato (più che gli avversari) un caldo e un sole micidiali. Si parte a ritmi bassi, per la verità, con i crociati che non spingono più di tanto nel primo tempo. Da sottolineare la voglia di gol di Cristiano Lucarelli che dopo la tripletta di domenica ha aggiunto altre cinque reti alla conta. Tutte nel secondo tempo, che infatti ha regalato qualche emozione in più rispretto alla prima frazione di gioco. Merito anche della formazione quasi titolare e schierata con un 4 2 3 1, con Kutuzov dietro al bomber toscano. Soddisfazione quindi per i circa 700 spettatori che comunque hanno assistito ad una partita di allenamento, anche a causa della differenza tra le forze in campo. Più difficile e con i gialloblù al completo la partita che si giocherà domenica con il Carpenedolo. "Sarà un avversario certamente più forte" ammette Cagni.
Saluti, pacche sulle spalle, sorrisi: normale atmosfera festosa nel rivedersi dopo le vacanze. La stessa atmosfera che dirigenza, squadra, tifosi auspicano si ripeta a fine campionato. «La squadra si è rinforzata» ci dice Andrea Ghidini che arriva al decimo anno come sponsorizzazione Overmach «deve ancora arrivarne uno importante, speriamo bene». La società ha voluto ritrovarsi nella propria Clubhouse, un modo anche per far sentire i nuovi già partecipi del gruppo prima di cominciare a correre, saltare, provare schemi, sentire le urla, quando servono, di Cavinato. Assente solo qualche giustificato come Mazzariol, i neozelandesi, là inizia la nuova stagione di Air New Zeland Cup, Fontana, Tejeda e Vosawai.
Il passaggio di Masha Maiorano dal Lavezzini Parma alla Famila Schio potrebbe consigliare un titolo sulla falsariga di “Classe operaia al potere”. Eppure, la ragazza di Sesto San Giovanni, giunta a Parma, quasi per caso, due anni e mezzo fa, è salita di grado se l’ha voluta l’allenatore della squadra più forte d’Italia, il parmigiano Sandro Orlando. Quali i retroscena del tuo approdo nel club che ha vinto l’ultimo scudetto? “Nel gennaio di due anni fa, Sandro mi voleva con lui a Maddaloni, ma io declinai l’invito. La scorsa estate, poi, circolava la voce di un nuovo interessamento da parte sua, ma non ci furono contatti tra me e lui. Lo scorso maggio, invece, visto che tra me e Parma c’era una situazione di stand by, ho risposto presente alla chiamata di Sandro, visto anche che a Parma avevano appena riconfermato Iaia (Zanoni, ndr) e preso Marija (Micovic, ndr)”.
Calciomercato: ore frenetiche per Alessandro Lucarelli
Ha trascorso tutto il pomeriggio attaccato al telefono, anche durante la partita amichevole di ieri pomeriggio a Collecchio, contro una rappresentativa locale. Sono giorni frenetici quelli del direttore sportivo del Parma Andrea Berta, alla ricerca delle ultime due pedine per completare l’organico a disposizione di Gigi Cagni. Se fino a qualche settimana la priorità era l’acquisto di un difensore centrale, adesso la situazione è cambiata, seppur di poco. Le cessioni di Cigarini e Dessena, infatti, hanno privato il centrocampo di due pedine fondamentali, tant’è che oggi l’ex allenatore dell’Empoli può contare solo su quattro centrocampisti, Budel, Mariga, Morrone, e Parravicini.
di Pietro Carmignani - Fantasia e doping. Calcio e ciclismo. Strani binomi, ma è di questo che voglio parlare. E’ stata la settimana di Ronaldinho al Milan, ma anche di Morfeo al Brescia, senza voler fare paragoni, che sarebbero improponibili. Partiamo dal brasiliano: il suo tasso tecnico è devastante, purché i problemi fisici non lo tormentino. Lui, Kakà e Pato possono fare grandi cose, è scontato, ma non credo che il suo acquisto basterà per rendere vincente il Milan. Inter, Juve e Roma sono squadre più concrete; quello che voglio dire è che al Milan manca una punta di peso, uno come Adebayor. E poi anche in difesa mi sembra che manchi qualcosa, una valida alternativa ai titolari. Passiamo a Morfeo: sono convinto che a Brescia farà un grande campionato, anche perché ha voglia di dimostrare che non è un giocatore finito. Cerca rivincite e questo è un bene per un giocatore come lui, che deve sentirsi importante per rendere al meglio.