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Rugby e futuro. A Parma le altre riunite per non essere dimenticate

Rugby e futuro. A Parma le altre riunite per non essere dimenticate

Riunione fiume nella sede della Rugby Parma, presenti anche Colorno e Noceto.

E’ finito il tempo delle maschere, del professionismo a un tanto al chilo, della messe di oriundi perché “si accontentano” e di stranieri ad un tozzo di pane perché grazie all’Erasmus studiano qui e li tesseriamo. Il professionismo serio sta a due, come il dilettantismo sta a tutto il resto: il Canale, non Alejandro sr ne tanto meno i suoi figli, ci separa.
Nel consiglio federale di questo fine settimana si sbroglieranno alcune matasse, le più importanti per il movimento sono la ristrutturazione dei campionati e le famose fasce “contributive” dei vari azzurri che non saranno più tre ma di fatto dovrebbe essere una sola e che, secondo indiscrezioni, dovrebbe comprendere ben pochi di coloro che quest’anno sono passati dalla “A” con un bel mancato guadagno rispetto a quanto prospettato questa estate. Questi e parecchi dell’U20, la federazione intenderebbe spalmare sulle varie società partecipanti al campionato d’eccellenza, ma molte società non sono d’accordo. Abbiamo già detto a più riprese che è pressoché escluso che l’eccellenza sarà a 12 squadre (oltretutto dove sono 22 giocatori per rosa, limitandoci al foglio gara, qualitativamente eguali a quelli di quest’anno per il prossimo campionato?) stante la già paventata e confermata da tempo assenza certa di Viadana, dovendo buttare tutte le risorse disponibili nella Celtic, e Treviso. Ma la Rugby Roma, ad esempio, andrà ancora da sola? Se Venezia si salverà, resterà?
E Parma? Non è un mistero che le quattro sorelle siano destinate a diventare tre se non due. Chiaro che il problema di riuscire a fare una squadra, all’altezza, tocca moltissime squadre e provate ad intuire che bel campionato “d’eccellenza” si prospetta.
In quest’ottica si è tenuta oggi presso la sede della Rugby Parma una riunione, che mentre scriviamo è ancora in corso, riguardo le nuove strategie o per meglio dire, le soluzioni proposte da chi è fuori dalla Celtic. Alla riunione non hanno preso parte solo le società di Super10 citate nel comunicato di ieri, mancava L’Aquila, ma erano aggregate anche Colorno e Noceto. Due sostanzialmente i temi preminenti da sottoporre al Consiglio Federale nella due giorni di Parma. Uno riguarda il parco giocatori, leggasi avere comunque un riconoscimento per la loro crescita, in quanto se vengono meno i contributi per coloro che non sono più in lista alcune società, come detto, si ritrovano con un pugno di mosche, l’altro riguarda il discorso Challenge Cup. Le società vorrebbero proporre che la partecipazione, con le singole squadre e non a franchigia, possa contare anche sui giocatori migliori delle squadre non classificate per il torneo europeo in modo da poter essere più competitive (se la Erc non avrà nulla da obiettare).
Tempo alcune ore e sapremo se vi saranno orecchie da mercante o meno.

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