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Cariparma in finale, le interviste a caldo

Cariparma in finale, le interviste a caldo

La coppia Corradini-Orta ha firmato la vittoria per la squadra di Gerali

Ci sono due out, un uomo in seconda, Snijders nel box. Gli applausi ritmati del pubblico a scandire il conto alla rovescia aumentano d’intensità ad ogni lancio di Orta; finché arriva la battuta, si trattiene il fiato, la pallina viaggia verso Yepez che raccoglie e tira in prima: è tripudio. Dopo il saluto gli applausi diventano fragorosi per tutti. Uno di quelli che il pubblico declama maggiormente è Roberto Corradini e se lo merita. Sono lontani i tempi in cui arrivò a Parma, era il 2004, con tanto di capelli raccolti a formare la coda di cavallo, con qualcuno del pubblico che ironizzava chiedendosi se quello poteva essere un lanciatore. Alla settima stagione è diventato il pitcher migliore della squadra. Ieri sera ha tirato per otto riprese e 128 lanci tenendo la partita in bilico «Non so quanti lanci ho fatto ma questa sera se avessi potuto ne avrei fatti altri cinquanta» dichiara con una gioia incontenibile che traspare non solo dal suo viso «Questa vittoria è la dimostrazione di come ha lavorato la squadra tutta la stagione; quando ti sostiene e ti tiene in partita di conseguenza vai avanti per inerzia. Sono riuscito a trovare un buon controllo sin dai primi,lanci con il sinker e con lo slider, la difesa poi mi ha aiutato».
Nel calcio li chiamerebbero “i gemelli del goal”: la coppia Corradini-Orta ha firmato un portentoso score combinato di 13 vittorie e 2 sconfitte in regular season: ieri sera un altro piccolo capolavoro con Pedro Orta che ha ottenuto la salvezza contro la squadra in cui militava lo scorso anno «Ero molto contento; ho lavorato molto durante l’anno poi purtroppo mi son fatto male ma oggi ho messo tutto il mio cuore per ottenere questa salvezza. E poi contro di loro “mi gustava” troppo, troppo» ammette il rilievo «Ringrazio la società per aver creduto in me e avermi portato qui, grazie a mia moglie: l’anno scorso non sono andato bene perché è nata mia figlia, la cosa più bella che ho adesso». Ed ora la sfida all’ultimo out con Bologna «Sempre forte, squadra che è abituata a giocare playoff e finali; dovremo giocare duro come stiamo giocando ora, una partita alla volta. Poi abbiamo un bel pubblico, l’unico in Italia che ti tiene così allegro».
Gilberto Gerali e i suoi la finale l’avevano sfiorata nel 2007, ora se la possono giocare; il tredici ha portato fortuna «Eh eh, sì. Mah, non abbiamo ancora fatto niente» si affretta a dire il “pompiere” Gerali «Abbiamo giocato bene, forse il miglior baseball della Lega, abbiamo fatto tutto bene, ora ci manca la ciliegina sulla torta. E’ una finale meritata. Oggi abbiamo visto la squadra coriacea, presente di sempre, abbiamo ribattuto colpo su colpo ed anzi siamo riusciti ad andare in vantaggio due volte; Corradini ha tirato molto bene, l’attacco ha risposto, anzi in un frangente magari potevamo fare qualcosina in più, tutto bene». Non sfugge nemmeno a lui la grande affluenza di pubblico quella cui era abituato quando era un po’ più giovane «Ho visto un pubblico che non vedevo da un po’ di tempo, ora spero che continui così e che continui così anche la squadra giocando un buon baseball; così facendo la vittoria non può sfuggirci». Parma-Bologna dunque, un classico del baseball italiano, anche se una prima assoluta per i playoff «Sarà una sfida molto equilibrata, in regular season è finita tre a tre, per cui … Loro ormai sono navigati, però se proseguiamo con questo spirito e con questa attitudine abbiamo tutte le carte in regola per poter avere la meglio».

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