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Parma si appresta a vivere l'atmosfera della Coppa Campioni

Parma si appresta a vivere l'atmosfera della Coppa Campioni

Da mercoledì in campo a Parma, due gare, e a Collecchio, una gara, per scegliere chi andrà Â  alla Final Four. Il Cariparma ha scelto, quasi obbligatoriamente, i suoi tre stranieri: Burlea, Yepez e Medina. Parma, San Marino. Neptunus Rotterdam: una delle tre è di troppo

Miglior viatico non poteva esserci per il Cariparma in vista dell’impegno di Coppa Campioni, dal 2008 più calcisticamente denominata European Cup. La tripletta sul Grosseto, abbinata alla doppietta col Nettuno, mette nuova carica nelle batterie di una squadra che si fortifica nonostante le peripezie sul monte di lancio «Volevamo arrivarci nella miglior forma, in senso lato, migliore e le ultime cinque vittorie con le dirette antagoniste ci danno una bella spinta e fiducia» conferma manager Gerali così come del resto anche il presidente Rinaldi che non nasconde il fatto che «il nostro è probabilmente il girone più forte ma questo serve da stimolo ulteriore». Il Cariparma ha così chiuso il girone d’andata col terzo posto solitario e può guardare con maggior fiducia non solo alla Coppa ma quello di ritorno sul quale peserà non poco la salute di Silva e che rendimento potranno dare Cozzolino ed il neo arrivato Leonardo D’Amico. Intanto Medina comincia ad andare “più lontano” di quanto non abbia fatto fino a una settimana fa. Da mercoledì, dunque, il Nino Cavalli surrogherà il compianto Europeo nell’ospitare la massima competizione europea per club. Saranno molti i flashback che appariranno ai più datati; dalle prime imprese della magica Germal dei Castelli e dei Varriale, dei Gioia, dei Ciccone (e quel fantastico 6-4 sugli Harlem Nicols) e così via, passando per tempi di Remmerswaal, Fochi, Manzini, Poma fino a quelli in cui Corradi dopo averla alzata da giocatore la Coppa la alzò anche da allenatore. Sono ben 13 i trofei nel palmares ducale, un record intersportivo, conquistati tra il 1977 ed il 1999; con un unico trait d’union: Sal Varriale. Anche Gerali ne ha già vissute, sotto tutte le vesti «Tanti bei ricordi ma anche uno non piacevolissimo come la finale persa di misura con gli olandesi a San Marino. Non è la fase finale ma giocare in casa dopo tanti anni è una bella sensazione».
Nel girone di qualificazione di Parma e Collecchio, l’altro si disputa ad Amsterdam, i ducali se la vedranno con Draci Brno, Tenerife Marlins, Rouen Huskies, San Marino e Door Neptunus Rotterdam. Il posto, dei due, che conta per la Final Four di Brno, Parma se lo giocherà, è evidente, con San Marino e Neptunus ma guai a sottovalutare francesi o spagnoli, per il discorso dei tre stranieri «Dipende da che rotazione useranno “le altre”; non li conosciamo molto per cui anche il loro pitcher straniero può metterti in difficoltà» afferma Gerali. Solo 3, per l’appunto, gli stranieri schierabili. E come stranieri vengono considerati tutti coloro che non fanno parte della nazione rappresentata, quindi anche Burlea. Lo staff tecnico aveva scelte pressoché obbligate: Burlea, Yepez e Medina sono stati nominati. Olenberger è rimasto un sogno e Cicatello si spera possa essere pienamente recuperato per le ultime due partite. Coi Tenerife Marlins, mercoledì, pallina a Grifantini.
Non solo Parma ma anche Collecchio, un campo che ha già vissuto i grandi eventi, dall’allora serie A ai mondiali, e il cui coinvolgimento va letto anche nell’ottica franchigia. Il sindaco di Collecchio Bianchi e gli Assessori comunale e provinciale Ghiretti e Zannoni hanno rimarcato questo aspetto sinergico durante la conferenza stampa di questa mattina.
Ci si aspetta, se non altro con San Marino e Neptunus, il pubblico delle grandi occasioni; la politica dei prezzi praticata dalla società è da plaudire e come hanno sottolineato sia il presidente Rinaldi che il gm Fochi «noi vogliamo lo stadio pieno, uno stadio con le famiglie: per questo abbiamo tenuto prezzi molto contenuti. Dov’è che si possono vedere 15 partite con 25 euro? In questo caso l’incasso per noi viene in secondo piano».
Novità importante sarà la presenza nei due stadi, grazie alla collaborazione col Seirs, di un defibrillatore semi automatico da utilizzare in caso di arresto cardiaco. Una novità che è il lancio di un progetto per dotare tutti gli stadi di Parma di tale dispositivo.

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