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Il Baseball Club Sala Baganza spegne 50 candeline

Il Baseball Club Sala Baganza spegne 50 candeline

Cinquant’anni di sfide, dentro e fuori dal campo. Cinquant’anni di vittorie (tante), e di sconfitte (poche). Il batti e corri salese ha compiuto mezzo secolo, ma non ha rughe, né rimpianti.

Anzi, il Baseball Club Sala Baganza è una società giovane, giovanissima, con un florido vivaio e una squadra in serie A2, che per un paese con poco più di 5mila anime è un’orgogliosa conquista. Così come una conquista è il Torneo Internazionale Trofeo “Ermes Fontana”, capace di portare il nome di Sala Baganza in tutto il mondo e che l’anno scorso, per colpa del covid, non ha potuto spegnere le 36 candeline. Ma si rifarà.

A Sala Baganza si può giocare anche a calcio, pallavolo o ad altro, ma dal baseball, o dal softball, prima o poi ci passano tutti. Perché quello sport, tanto complicato quanto meraviglioso, è nel DNA di questa piccola, grande comunità, che proprio ieri ha voluto festeggiare i 50 anni della sua gloriosa società. Lo ha fatto attraverso una cerimonia semplice, con le presenze strettamente indispensabili come si conviene in tempo di pandemia, ma con tanta allegria, emozione e commozione.
Per ricordare la nascita del Baseball Club, costituito il 15 aprile del 1971 nella “Casa della Gioventù” della Parrocchia, il sindaco di Sala Baganza Aldo Spina ha consegnato una copia del primo statuto e una pergamena commemorativa ai sette padri fondatori: Fabrizio Amoretti, Fabrizio Comelli, Alberto Giordani (alla memoria di Alberto, ha ritirato i riconoscimenti il fratello Bruno), Nicandro Lucchetti, Carlo Mazzoli, Enrico Mulazzi e Corrado Pavarani.
La pergamena commemorativa è stata consegnata anche ai presidenti che si sono succeduti alla guida della società, tra i quali, oltre agli stessi Mulazzi e Pavarani, Bruno Giordani, Claudio Taverna e quello attualmente carica da oltre vent’anni, Giuseppe Oppici. Alla “festa di compleanno” ha partecipato anche Antonio Magriotis, presidente dei Carega Park Rangers, giovane società che fa parte sempre della famiglia del Baseball Club Sala Baganza con la prima squadra che milita in serie C.

A condurre la cerimonia è stato il vicesindaco con delega allo Sport Giovanni Ronchini: «La vostra è stata una bella scommessa – ha detto rivolgendosi ai fondatori dopo aver ricordato le tappe salienti del baseball salese –. Una scommessa che avete vinto. La vostra storia si identifica con la storia del nostro paese e testimonia la vostra avventura pioneristica. Grazie al Baseball Club Sala Baganza, tantissimi ragazzi e ragazze hanno potuto fare sport, in un ambiente sano e togliendosi anche delle belle soddisfazioni». «La nostra è una piccola comunità – ha sottolineato il presidente in carica Oppici –, ma abbiamo ottenuto dei risultati che altre realtà, ben più grandi e con maggiori disponibilità economiche non sono riuscite a raggiungere. Risultati che sono stati resi possibili dalla buona volontà e dal volontariato».

Ma com’è che a qualcuno di Sala Baganza è saltato in mente di mettersi a giocare a baseball? L’idea è nata una domenica per caso, quando Amoretti e Comelli sono saltati a bordo della Mini di Mulazzi per andare al Tardini a vedere Parma-Juventus: «Ma non la partita di pallone, era una partita di baseball». E fu inconsapevole amore a prima vista, perché «non ci abbiamo capito nulla, ma ci è piaciuta, così abbiamo iniziato a giocare e altri ragazzi si sono uniti a noi». E da allora il baseball di Sala ne ha fatta tanta di strada, diventando quella che il sindaco Spina ha definito «una comunità nella comunità.

Compiere mezzo secolo è un momento in cui è indispensabile avere la consapevolezza di sé, affermare che ci sono situazioni rispetto alle quali non si può non essere orgogliosi.
La vostra è un’esperienza molto “salese”, perché c’è entusiasmo, energia e non si temono le sfide. A Sala ci sono diverse situazioni che si trovano a confrontarsi con realtà molto più grandi della nostra – ha osservato Spina –, e non è un caso. Il futuro lo costruiamo solo se qualcuno inizia a percorrere strade nuove e qui, a cinquant’anni di distanza, figli e nipoti testimoniano la vostra grandezza, e non è una cosa scontata. Quella del baseball a Sala Baganza è una storia fantastica, fatta di ragazzi e famiglie che hanno vissuto la vostra realtà. Una storia che rappresenta il senso della vita. Ringrazio i padri fondatori – ha concluso il primo cittadino – e ci diamo appuntamento tra altri 50 anni».

Per ricordare il 50esimo, nella zona dei bullpen è stato inoltre piantato un acero canadese, uno dei legni migliori per costruire mazze da baseball. Un acero che continuerà a crescerà bello e forte. Come il Baseball Club Sala Baganza.

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