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Michelini: Non racconto favole, io e il Lavezzini stiamo rischiando

Michelini: Non racconto favole, io e il Lavezzini stiamo rischiando

Identità Â . La carta, quella del nuovo coach del Lavezzini Stefano Michelini, dice 11 giugno 1956, Bologna. Per identità Â , però, Michelini intende altro: società Â , squadra, pubblico e ambiente devono essere la stessa cosa. E remare, tutti, nella stessa direzione.

E’ la missione del coach gialloblù, insediatosi sulla panchina gialloblù al posto di Maurizio Scanzani su chiamata del massimo dirigente ducale, Gianni Bertolazzi. Sposando un progetto: metà budget rispetto all’ultima stagione, giovani in rampa di lancio con ruoli da protagoniste, obiettivi ambiziosi da raggiungere nel medio periodo. Traguardi da tagliare dopo aver raggiunto quell’identità di cui Michelini ha parlato da subito, in sede di presentazione ufficiale alla stampa, ha continuato a parlarne durante la preparazione, lo ripete oggi; e lo farà sino a quando – è questo l’obiettivo – Parma e il Lavezzini si immedesimeranno l’una nell’altro. Concetto semplice a parole, complicatissimo da realizzare nei fatti.

Un’impresa, proprio così, quella a cui è chiamato Stefano Michelini: “Ho 53 anni, non racconto favole – spiega, con la sua proverbiale schiettezza, il coach giallobù -; stiamo rischiando moltissimo, so quello che faccio e i rischi che corro con una squadra così giovane. Pieropan, Bestagno, Narviciute sono ragazze che devono imparare ad allenarsi, a costruire una mentalità. Compito mio sarà insegnare loro tutto questo, aiutato dalle più esperte, prime fra tutte Zara e Franchini, che si stanno dimostrando delle grandi professioniste in questo senso. La nostra è una sfida che mi carica di adrenalina. Non dimentichiamo che anche Halman, da me fortemente voluta, è molto giovane (classe 1986, ndr) e che spesso ci troveremo a giocare con due giovani in campo contemporaneamente”. Ancora incompleto, senza le straniere Halman (sbarcata a Parma solo ieri), Screen e Summerton, il Lavezzini ha già disputato tre amichevoli di precampionato, due contro Como, una contro Faenza, ottenendo un successo, contro le lombarde alla prima uscita stagionale, e due sconfitte. “Stiamo lavorando moltissimo sulla resistenza e la forza – è l’analisi dell’allenatore bolognese -, con tutte le giocatrici che sì si allenano insieme dal 18 agosto, ma che lavorano singolarmente, con una preparazione personalizzata e molto dettagliata, da tutta estate. Questa, per la pallacanestro femminile è una novità”.

Novità importata dal coach dal settore maschile, quello che l’ha visto protagonista per più di vent’anni sia nelle vesti di vice (nel ’79, in Fortitudo, nella stagione ’81-’82 in Virtus, e agli Europei del 1993 alle spalle di Ettore Messina) e di allenatore capo, tra A2 e B1 (al tempo si chiamavano così) a Montegranaro, Montecatini, Ferrara, Trapani, Ferrara, Modena, Battipaglia, Forlì, Sassari, Livorno, Borgomanero, Rimini e Porto Torres, prima di approdare a Parma. In mezzo, dal 2003 al 2007, quattro stagioni a Venezia, alla Reyer, dove ha incontrato quel mondo femminile che oggi torna ad essere suo. “Io alleno le donne come gli uomini – sottolinea Michelini -; la differenza è il carico dei lavoro, per il resto non cambia nulla. Lo dice uno che ha allenato sia gli uni che le altre”. Si imparerà a conoscerlo, non ha certo peli sulla lingua. A Parma si è ambientato “stupendamente – racconta -: una città a passo d’uomo, dove si sta benissimo. L’unico cruccio è l’attenzione che devo fare nel non abusare della deliziosa cucina parmigiana”. Qualche grattacapo glielo procura anche la stagione alle porte: “Halman, grande protagonista con la sua Nazionale, arriverà solo martedì (ieri per chi legge, ndr); Screen il 20 settembre, Summerton addirittura il 24”. Nell’ottica di ammortizzare al massimo tali ritardi, si potrebbe leggere l’arrivo in prova di Diana Razmaite come anticamera della firma di quella che sarebbe la quinta straniera. Ipotesi categoricamente smentita dal coach ducale: “Razmaite è stata presa solo ed esclusivamente per fare numero in allenamento: lei ci aiuta in palestra, noi le diamo la possibilità di tenersi in forma fino a quando non troverà una squadra. Noi abbiamo Summerton (infortunatasi il 16 aprile scorso, ndr) nei confronti della quale abbiamo fatto un atto di grande fiducia”.

Nonché Marija Micovic, per la quale, dopo essere stata messa fuori rosa, sembra essersi aperta una porta: “La ragazza – conferma Michelini – ha un contratto che la lega al Basket Parma con il quale ha risolto i problemi che erano intercorsi; pertanto io ho il compito di recuperare una giocatrice importantissima non solo per il Lavezzini, ma anche per la pallacanestro italiana; un’atleta di ottimo livello, secondo me ancor più forte di quanto abbia dimostrato fino ad oggi”. Infine, d’obbligo di questi tempi, un pronostico per la stagione ormai alle porte: “Ci sono tre compagini che si sono dichiarate per lo scudetto – conclude MIchelini -: Taranto, la vincente; Schio, la storia; Venezia, la sfidante. Poi tutte le altre a combattere per un posto nei playoff. Ecco, noi siamo tra queste”.

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