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Riparte il basket regionale, ma la Valtarese dice no

Riparte il basket regionale, ma la Valtarese dice no

Nei giorni scorsi avevamo anticipato la volontà della Federazione Italiana Pallacanestro di far ripartire i campionati regionali assieme a quelli giovanili e per questo motivo la FIP di Bologna ha avviato nei giorni scorsi diverse riunioni in webinair con le varie società coinvolte per presentare la proposta e ascoltare le decisioni delle varie società.

Per quanto riguarda le nostre due società, BC Valtarese 2000 e AS Valtarese Pallacanestro, abbiamo immediatamente fatto notare che, per noi, non erano presenti le condizioni per poter ripartire con i vari campionati e che la nostra unica richiesta era quella di poter permettere ai tesserati di allenarsi, applicando il protocollo FIP validato da CTS, ma soprattutto di poter riprendere con l’attività al chiuso per i bambini del minibasket.
Le motivazioni che ci hanno portato a questa decisione sono diverse e mettono al centro l’aspetto legato alla SALUTE sia dei tesserati sia dei famigliari di quest’ultimi.

In una fase dove la pandemia è ancora ampiamente presente e non essendo ancora possibile ottenere l’immunità di gregge, la disputa di partite ufficiali e, conseguentemente, l’incontro con altre persone provenienti da altri luoghi avrebbe aumentato il rischio di contagio.
Il protocollo previsto per disputare le gare impone alle società obblighi, prevalentemente di natura sanitaria, che, almeno per noi della Valtarese, risultano inapplicabili sia per aspetti logistici, organizzativi ed economici.
Muovere i nostri tesserati in lungo e largo della regione e non solo, visto che il campionato della Roby Profumi vede la presenza di squadre delle Marche, avrebbe aumentato il rischio di un eventuale contagio.

Il nostro “far Basket” è pensato per il tessuto sociale dove abitiamo e proprio per questo motivo riteniamo giusto non partecipare ai campionati evitando così possibilità di nuovi contagi.
A Borgotaro si gioca a basket per il pubblico che, a differenza di molte altre località, è sempre numericamente molto presente al PalaRaschi; giocare a porte chiuse farebbe venire meno una delle nostre prime missioni ovvero far passare due ore spensierate ai nostri affezionatissimi tifosi.
Ci siamo chiesti che stimolo avrebbero i nostri tesserati, quasi esclusivamente amatori, a giocare senza pubblico?
Riteniamo che i campionati che attualmente si stanno giocando (A1-A2-B maschile e A1-A2 femminile) abbiamo come presupposto la possibilità di far partecipare i tifosi in maniera indiretta attraverso Tv, social e quant’altro, ma noi della Valtarese non abbiamo questa possibilità.

Inoltre, nei campionati sopra citati, in larga parte sia i tecnici sia i giocatori sono professionisti o quasi; nel nostro piccolo invece buona parte dei nostri tesserati gioca a basket per divertimento e mettere a rischio la propria salute a causa della potenziale infezione da COVID avrebbe conseguenze anche dal punto di vista lavorativo e famigliare.
A Borgotaro, come in altre parti della nazione, la prima ondata del Virus ha fatto diverse vittime alcune delle quali proprio legate alla nostra società e questo ci deve far riflettere sul fatto che l’emergenza non è ancora superata.
Quello che oggi riteniamo FONDAMENTALE è il compito sociale, prima ancora che sportivo, che la Valtarese Basket cerca di realizzare nel tessuto sociale dell’Alta Valtaro.

Portare ragazzi, ragazze ma soprattutto bambini e bambine in palestra a fare un po’ di attività motoria aiuterebbe quest’ultimi ad affrontare un momento storico difficile e come educatori, prima ancora che allenatori o dirigenti, ci sentiamo obbligati moralmente a svolgere per dare una mano alle fasce più deboli, come i bambini e i ragazzi, a superare questo periodo così difficile.
Da questo punto di vista ci permettiamo, ancora una volta, di ringraziare i nostri sponsor che hanno capito la nostra scelta ed è proprio grazie alla loro presenza che possiamo portare avanti la nostra attività rivolta ai più piccoli non chiedendo nulla alle famiglie, assicurando anche lo svolgimento dell’attività nel periodo estivo e sostenendo le spese relative all’applicazione del protocollo FIP che impone controlli sanitari per chi entra in palestra e anche relative spese di sanificazione del palazzetto.

Come ribadito anche nelle sedi opportune, la nostra scelta, è motivata da queste considerazioni ma la speranza è che, già a partire dalla stagione sportiva 2021/2022. si possa tornare ad affrontare le competizioni ufficiali in maniera sicura per la salute di tutti.

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