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Calcio Giovanile e Femminile

I nuovi quadri tecnici del settore giovanile del Parma: Catalano guiderà la Primavera

I nuovi quadri tecnici del settore giovanile del Parma: Catalano guiderà la Primavera

Il direttore sportivo del settore giovanile del Parma Calcio 1913 Luca Piazzi ha presentato, durante una conferenza stampa svoltasi oggi, nella sala media del Centro Sportivo di Collecchio, i quadri tecnici per la stagione 2018-19 del vivaio Crociato.

L’INTERVENTO DI LUCA PIAZZI, D.S. SETTORE GIOVANILE PARMA CALCIO 1913: “Oggi siamo qui a presentare l’area tecnica del Settore Giovanile del Parma Calcio: al mio fianco siedono gli allenatori dell’attività agonistica, a partire dall’allenatore della Primavera Pasquale Catalano e poi l’allenatore dell’Under 17 Claudio Gabetta, dell’Under 16 Sebastian Ghisolfi e dell’Under 15 Michele Saltori.
Pasquale Catalano lo scorso anno era allenatore del Prato in Lega Pro: noi lo abbiamo scelto perché pensiamo che abbia una filosofia di gioco molto simile alla nostra. Ha lavorato con De Zerbi al Palermo, conoscendo una categoria importante come la serie A. Ha un ottimo passato come calciatore. Noi pensiamo che sia un allenatore che possa darci grosse soddisfazioni.
Claudio Gabetta viene da otto anni di Juventus, dove è stato prima allenatore delle squadre giovanili e poi responsabile dell’Academy: i nostri destini si erano già incrociati a Mezzocorona, anche se non avemmo l’occasione di lavorare insieme perché io prima lo presi, ma poi passai al SudTirol.
Sebastian Ghisolfi arriva da una esperienza all’estero in Inghilterra al QPR, mentre in precedenza, qui in Italia, aveva collaborato con squadre come il Cuneo e il Torino.
A Michele Saltori abbiamo lasciato il gruppo dello scorso anno, gli Under 14 che ora sono gli Under 15 ed è uno degli allenatori che è rimasto.
Sono contento del gruppo che abbiamo formato, abbiamo rinnovato molto, pensiamo possano far crescere molto tutti quanti noi, Siamo convinti di aver fatto delle ottime scelte e di poter continuare il processo di crescita iniziato l’anno scorso.
Quando si cambia tanto vuol dire che qualcosa non è andato nel migliore dei modi: l’anno passato l’attività agonistica è stata di up and down, con periodi buoni ed altri meno buoni. Nell’attività di base, invece, abbiamo fatto delle ottime cose: abbiamo lavorato bene formando dei giovani importanti e con loro raggiungendo anche dei risultati, anche se non ritengo questo l’unico metro di giudizio, però anche i risultati contano.
L’anno scorso, in alcune categorie, siamo stati in difficoltà anche perché lavoravamo con delle rose che erano state ricostruite, dopo il fallimento, prendendo dei giocatori esclusivamente dai Dilettanti. Quest’anno ci siamo molto focalizzati sull’attività di scouting: speriamo di avere individuato dei giocatori che possano veramente rafforzare le nostre rose ed aiutarci a crescere e rendere competitive le squadre delle ultime annate come Primavera e Under 17. Ritengo che da lì in poi le rose erano già ottime prima.
Non è certo nostra intenzione nasconderci: noi, l’anno scorso, soprattutto nelle ultime due annate, non abbiamo fatto dei campionati positivi. Un po’ ce lo aspettavamo, ma non in questi termini. Noi quest’anno abbiamo lavorato per potenziare le squadre e sugli staff: come sempre in questi casi siamo convinti di aver fatto un buon lavoro, ma poi è chiaro che il banco di prova sarà il campo. Noi partiamo con entusiasmo e la voglia di fare bene: sappiamo benissimo che non potremo vincere quei Campionati, però essere competitivi con tutte le squadre. Il Campionato Under 17 è differente da quello di Primavera 2 il cui target è un po’ più basso dopo la divisione. In Primavera abbiamo una bella squadra e penso che potremo essere competitivi; nell’Under 17 un obiettivo importante per noi potrebbe essere quello di riuscire a giocarcela con tutti, restando nella parte sinistra della classifica e sicuramente lavoreremo per questo. Sono comunque squadre diverse e a mio avviso migliori rispetto a quelle dell’anno scorso, ma aspettiamo appunto il campo per vedere se sarà così…
Io penso che anche nell’annata 2003 avevamo delle ottime potenzialità, poi, però avevamo avuto la sfortuna di perdere quasi subito Cissè e avuto infortuni pesanti che ci avevan penalizzato, però si trattava già di una squadra buona, dal target alto, che sistemandola quest’anno con due o tre innesti possa risultare molto competitiva. Io ho grandi aspettative in queste categorie, perché vedo delle squadre che hanno un’ottima base e un’ottima struttura. Quindi partiamo già con delle certezze. Nelle due più alte dobbiamo in effetti verificare se quello che abbiamo fatto è nei giusti criteri, però penso che potremo stupire.
Abbiamo riavviato le pratiche di tesseramento per i nostri tre ragazzi che avevamo l’anno scorso, ma che poi non poterono proseguire la stagione per le vicende legate al loro arrivo in Italia. Speriamo di poterli avere a disposizione il prima possibile: i ragazzi stanno continuando ad allenarsi con noi. Io penso che soprattutto Camara e Cissè siano di una prospettiva molto alta. Sono le due stelle del nostro Settore Giovanile. Lo scorso anno la loro assenza aveva pesato, già dicevo prima di Cissè nell’Under 15, ma anche Camara ci avrebbe potuto dare una grossa mano nell’Under 16. Speriamo di riaverli il prima possibile con noi: sarebbero un grandissimo valore aggiunto”.

L’INTERVENTO DI PASQUALE CATALANO, ALLENATORE DELLA PRIMAVERA – “Sono contento di essere qui: l’ambizione è quella di fare il meglio possibile sia come crescita dei calciatori e la cooperazione con gli altri allenatori del Settore: per me è una esperienza importante che mi servirà per completare la mia formazione. L’anno scorso ero a Prato, in Lega Pro: siamo retrocessi, ma avevo allenato una squadra di 17 ragazzini su 22, penso, quindi, di saper fare il lavoro con i giovani. Quest’anno ne avrò 20-22: credo di poter essere all’altezza della situazione: ho le mie idee da portare sul campo. Sono contento che il Parma mi abbia scelto, ma anch’io ho scelto di venire in questa realtà importante per provare a dimostrare il mio valore”.

L’INTERVENTO DI CLAUDIO GABETTA, ALLENATORE UNDER 17 – “Ringrazio il Direttore che mi ha dato l’opportunità di venire in un Settore Giovanile come quello del Parma. Vorrei seguire la mission della Società che è quella che parte da noi allenatori di creare un gruppo coeso tra noi che possano contribuire a far crescere i ragazzi del Parma per poterli preparare a un futuro nel calcio professionistico. Questo è il nostro obiettivo primario: poi si punta sul miglioramento individuale per far sì che la squadra possa raccogliere dei buoni risultati collettivi. E’ ovvio che mettiamo sempre la crescita del ragazzo davanti a tutto e tutti. Poi il campo dirà se saremo una squadra in grado di valorizzare anche l’aspetto dei risultati. L’obiettivo primario è quello di far crescere al meglio tutti i ragazzi e di arrivare alla vittoria come conseguenza. Per questa crescita individuale, per questo star bene insieme, per questo lavoro di gruppo, la squadra Under 17 sarà sicuramente a disposizione e in sinergia con la Primavera e collaborerà in modo attivo anche con l’Under 16. Siamo categorie vicine per cui sarà anche giusto portare avanti questo discorso comune che ci chiede la Società”.

L’INTERVENTO DI SEBASTIAN GHISOLFI, ALLENATORE UNDER 16– “Sono felicissimo di essere tornato in Italia,soprattutto in un club importante come il Parma e ringrazio il Direttore per avermi dato questa possibilità. Io arrivo da una esperienza all’estero, a Londra, al QPR, che mi ha dato tantissimo sia dal punto di vista calcistico sia e soprattutto da quello umano, perché mi sono dovuto comunque adattare a un’altra cultura e ad allenare in un’altra lingua e alle volte trasferire quello che si ha dentro o delle emozioni, in un’altra lingua, non è facile. Ho fatto il primo anno come allenatore dell’Under 13: ero arrivato là, ma non conoscendo nessuno mi sono messo a bussare alle porte dei club fino a quando mi è stata data una chance direttamente sul campo. Sono stato messo alla prova senza preavviso e da lì è partito il mio percorso. Poi alla fine dell’anno sono stato promosso all’Under 16, perché il Direttore Tecnico ed io ci siamo trovati d’accordo nel ritenere che io fossi più adatto in quella categoria. L’Under 16 è stata l’età nella quale mi sono specializzato, anche perché l’avevo già allenata in Italia: avevo fatto una esperienza, da assistente, al Torino, perché prima di tutto volevo imparare questo mestiere. Ho fatto una esperienza, sempre nell’Under 16, a Cuneo, in un Campionato Regionale e prima in un campionato Dilettante provinciale. E’ vero che sono giovane, ma sull’Under 16 ho un discreta esperienza. Avevo deciso di andare in Inghilterra perché volevo migliorarmi e quindi sono partito. E’ stata una esperienza importante perché ora arrivo in un club serio, professionistico: condivido il discorso del Direttore circa la collaborazione tra staff e la filosofia del club. E’ una cosa che ho vissuto in Inghilterra e che là è molto sentita: lo sviluppo dei giocatori arrivava prima del risultato. Il risultato doveva essere una conseguenza. Dovevamo convincere i ragazzi che si trattava di una conseguenza del lavoro. Io penso di essere arrivato nel posto giusto e ci tengo anche a specificare questo: l’Inghilterra è famosa per i Centri Sportivi, ma io avevo voglia di tornare in Italia per dare il mio contributo nel mio Stato: penso di essere arrivato nel club giusto per me, non solo come filosofia, ma anche per le strutture: il Parma è uno dei pochi club in Italia che ha delle strutture davvero all’avanguardia anche nel Settore Giovanile e ognuno di noi è messo nelle condizioni di potere lavorare bene”.

L’INTERVENTO DI MICHELE SALTORI, ALLENATORE UNDER 15– “Come ho detto l’anno scorso per me è un onore allenare al Parma e poter continuare adesso un percorso con i giocatori che avevo allenato l’anno scorso. Lo ritengo un ottimo gruppo, anche come mentalità. L’anno scorso abbiamo fatto dei buoni passi in avanti, quest’anno cercheremo di continuare a proporre la nostra idea di calcio nel Settore Giovanile, cercando di migliorare dal punto di vista individuale, collettivo e di conseguenza cercare di ottenere i migliori risultati. La categoria è difficile, però aiuta i giocatori a crescere tanto. Per me è importante provare questa esperienza alla guida dei miei giocatori dello scorso anno”.

 

 

(Foto Parma Calcio 1913)

 

 

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