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Calcio Dilettanti

Calcio dilettanti: chi vuole chiudere e chi spera di ripartire

Calcio dilettanti: chi vuole chiudere e chi spera di ripartire

Le posizioni, i pensieri e le speranze di centinai di club dilettantistici: riprendere o chiudere la stagione? E’ questo il dilemma principale, dalla serie D fino alla Terza Categoria. In Emilia Romagna il presidente del Crer Paolo Braiati ha detto più volte che la ripresa dei campionati è difficile ma non impossibile, purché venga garantita la sicurezza e la salute di tutti i giocatori e addetti ai lavori.
La nostra redazione ha raccolto i pareri e le sensazioni delle altre federazioni regionali; pareri discordanti tra loro.

ABRUZZO – Attesa e incertezza, la speranza è di riprendere a fine maggio.

LOMBARDIA – Si va verso chiusura definitiva, il 90% dei club ha fatto sapere alla federazione di essere d’accordo con la chiusura anticipata della stagione. Quindi, niente ripresa.

MARCHE – La federazione e i club sono intenzionati ad annullare la stagione 2019-20.

PIEMONTE – In una lettera inviata al presidente della LND i presidenti di 28 squadre di Alessandria, Asti, Novara, Verbania-Cusio-Ossola e Vercelli hanno annunciato che i loro giocatori non scenderanno più in campo per proseguire la stagione 2019-2020 a causa dell’emergenza coronavirus. Nelle ultime ore molti altri club hanno chiesto la chiusura totale dei campionati.

PUGLIA – L’idea della federazione pugliese e di molti club è di voler portare a termine la stagione, eventualmente giocando anche in estate e con il rischio di una partita ogni 3-4 giorni.

SARDEGNA – Al momento regna l’incertezza, ma molti club sono preoccupati delle conseguenze economiche per la stagione 2020-21.

TOSCANA – Pochissime speranze di tornare in campo, ma al momento regna l’incertezza: da una parte c’è chi vuole finirla qui e chi vuole continuare anche in estate.

VENETO – Il presidente regionale Giuseppe Ruzza si è già espresso sull’argomento: “Siamo razionali, la stagione è finita. Gestire le classifiche è il problema, intervenga il Coni o il Ministro dello Sport”.

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