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Calcio Dilettanti

IL PAGELLONE di Eccellenza e Promozione

IL PAGELLONE di Eccellenza e Promozione

Da pochi giorni si è conclusa la stagione 2014/2015 (spareggi inclusi) per le squadre impegnate nei gironi A di Eccellenza e Promozione.
Il borsino delle parmensi è piuttosto sanguinoso: in Eccellenza, Carignano e Crociati Noceto retrocedono mestamente dopo una stagione stentata e – a patto che il Fidenza, impegnato in Serie D, non giochi brutti scherzi ai play out – il prossimo anno nel girone A rimarranno solo quattro club di Parma. Due retrocessioni anche in Promozione (Valtarese e Biancazzurra), dove farà la sua prima comparsa la ricca e ambiziosa Piccardo & Savorè, salita dalla Prima Categoria (girone B). Ma ora è arrivato il tanto atteso (e temuto) momento di tradurre in voti l’annata delle compagini del nostro territorio. Il pagellone di Sportparma è firmato da Lorenzo Fava.

ECCELLENZA

Salsomaggiore: 8
La stagione del club termale, che chiude a 50 punti, può essere definita in un solo modo: da record. Soltanto applausi per la banda di mister Voltolini che, dopo un avvio in sordina, ha saputo dapprima tagliare il traguardo della salvezza tranquilla – anche grazie ad una striscia di ben 15 partite (dal 9 novembre al 25 marzo) senza sconfitte e nelle quali sono arrivati ben 31 punti –, e poi è stata brava a raggiungere per il secondo anno di fila il 6^ posto finale in graduatoria. Molti meriti vanno riconosciuti al tecnico che ha valorizzato, come meglio non poteva fare, una rosa formata perlopiù da giovani del vivaio; inoltre, a Voltolini va dato il merito di aver impresso una certa solidità alla squadra, che alla fine è risultata esser la miglior difesa del torneo (con 25 gol incassati) e la miglior difesa casalinga (appena 7 reti subite in 17 match nello stadio amico). La ciliegina sulla torta: l’inviolabilità del “Francani” (il solo campo a non aver conosciuto la sconfitta in tutto il girone A), dove i gialloblù hanno conquistato 5 vittorie e 12 pareggi. Chapeau.

Fidentina: 6,5
I granata terminano la regular season con un saldo negativo di 13 punti in meno rispetto al 2013/2014, quando si piazzarono al 4^ posto a quota 60. Quella appena conclusa è stata una stagione dai due volti: dopo una buona partenza, la Fidentina al termine del girone d’andata colleziona un bottino di 29 punti e si trova a 8 distanze di lunghezza dal secondo gradino del podio. Nella seconda parte, invece, Lucev e soci calano alla distanza e dicono ben presto addio ai sogni di gloria. Al termine del ritorno i punti saranno appena 18 – motivo per cui togliamo un mezzo voto in pagella –, con la vittoria ritrovata (dopo due mesi di digiuno) solo all’ultima occasione utile, nel derby con il Colorno. Due piccole postille arrivate sul finire di stagione: l’addio al calcio della bandiera Mirri (in granata dal 2010/2011) e l’esordio in Eccellenza a 41 anni di Marco Palmucci, attuale preparatore dei portieri. Alla fine arriva un discreto 8^ posto, che per una squadra attrezzata come la Fidentina, sarebbe stato senz’altro perfettibile. Anche lo stesso tecnico dei borghigiani Mazza non si è detto proprio soddisfatto per un campionato che avrebbe potuto avere un sapore più dolce. Il lavoro svolto è stato comunque apprezzabile e la compagine fidentina – che ha confermato per il quarto anno consecutivo il sodalizio con Massimo Mazza – già si candida ad esser la superpotenza parmense in vista del prossimo torneo di Eccellenza. Scialbo.

Colorno: 6,5
A differenza dei cugini di Fidenza, la sufficienza piena della pagella del Colorno non ha bisogno di essere arrotondata, né per eccesso né per difetto. I gialloverdi centrano l’obiettivo salvezza in anticipo e arrivano 9^ totalizzando 45 punti; peccato per l’8^ posto, che scivola di mano solo nell’ultimo impegno stagionale, proprio contro la Fidentina. Ma il campionato dei ragazzi allenati da Piccinini – alla sua seconda parentesi sulla panchina del Colorno – è assolutamente soddisfacente: i 21 punti raccolti al giro di boa facevano presagire un girone di ritorno che si sarebbe potuto disputare senza troppi affanni. E così è stato. Al termine della stagione, rispetto a quella precedente (che si era conclusa con la tribolata salvezza ai play out) si contano 7 punti in più. Bravo Piccinini a saper dare la propria impronta alla squadra, che spesso – soprattutto nelle patite in trasferta – ha dimostrato di non voler rinunciare al gioco spiccatamente offensivo (e lo testimoniano i 53 gol realizzati in totale); positivo l’ingresso in gruppo del giovane talento Mastay nel finale del torneo, sentiremo parlare di lui sicuramente. Da rivedere, invece, la difesa: 50 gol subiti sono un po’ tanti… Promosso.

Pallavicino: 6
Un campionato nato male, ma finito nel migliore dei modi. Il voto è figlio di un 4 in pagella dopo il primo quadrimestre e di un bell’8 conseguito con un crescente recupero nel secondo. Il Pallavicino paga dazio, soprattutto, per i molteplici infortuni susseguitisi uno via l’altro, in particolare all’inizio del torneo, e per l’assenza di un bomber d’area di rigore (Pellegrini si è fermato a 6 gol). L’avvio di stagione è da brividi: tant’è che il 26 novembre Ciceri viene esonerato, con la squadra che si trova sui bassifondi della classifica con il misero bottino di 12 punti (che resterà tale fino al termine del girone d’andata). Il nuovo tecnico dei blues, Michele Pietranera, nelle settimane successive trova la giusta quadratura del cerchio ed è bravo a saper gestire una situazione che, per molti, sembrava essere irrecuperabile. I bussetani raddoppiano la loro media e alla fine di uno splendido girone di ritorno ottengono 24 punti, assicurandosi un posto ai play out. Nello spareggio contro la Meletolese si afferma la squadra parmense, che può finalmente alzare le mani al cielo e gioire per una meritata salvezza. Sospiro di sollievo.

Crociati Noceto: 4,5
Che la stagione sarebbe stata una sofferenza continua (le partenze in estate di Guglieri e Montali erano state un primo campanello d’allarme) ce lo saremmo aspettati un po’ tutti; che sarebbe potuta culminare con un retrocessione, forse, no. Fatale – anche se obbligata dalle impoverite casse societarie – la scelta di costruire una rosa dalla media età di soli 20,5 anni e senza la presenza di leader navigati. Il “top player” Beccaria (ex Vibonese) si rompe quasi subito e la squadra rimarrà orfana di quello che sarebbe dovuto essere il trascinatore. Non bastano i 16 gol del baby duo Carpi-Reverberi e i 20 punti conquistati dopo il giro di boa per arrivare a salvarsi: il team nocetano chiude 16^ a 35 e nel play out, decisivo per la permanenza in Eccellenza, si arrende dinnanzi alla supremazia dell’Axys Valsa. La retrocessione dei Crociati Noceto getta ombre sul futuro della società: all’orizzonte s’intravede una possibile fusione. Fiasco.

Carignano: 5
I giallo-rossi, al primo anno di Eccellenza, erano considerati come i grandi favoriti per il pronto ritorno in Promozione. Copione rispettato: la “cenerentola” del girone A di Eccellenza, alla fine, conquista solo 24 punti, non riuscendo ad evitare l’ultimo posto e la retrocessione. Tuttavia il Carignano – passato a novembre sotto la guida di Bertolotti, subentrato all’esonerato Abbati –, pur essendo dato per spacciato dopo un girone d’andata da incubo (in cui erano arrivati solo 10 punti), ha sempre provato a afre bella figura anche contro formazioni dalla caratura tecnica superiore. Encomiabile il finale di stagione, quando nel mese di marzo quando sono arrivati 3 pareggi (contro Axys, Rolo e Salso) e 2 successi (contro Bibbiano e Castelvetro) che ad un certo punto avevano fatto sperare nella più clamorosa delle rimonte. Nel corso della stagione si sono messe in luce alcune buone individualità che certamente non stenteranno a trovare un ingaggio in altre compagini di Eccellenza. Il Carignano, se dovesse mantenere buona parte dell’intelaiatura, potrebbe avere poche rivali nel prossimo campionato di Promozione. La prima certezza è che si ripartirà da un nuovo tecnico: Alessandro Piscina, ex Carpineti, avrà il compito di cercare il ritorno in Eccellenza. Matricola e meteora.

PROMOZIONE

Traversetolo: 7,5
Partito con l’ambizione di salvarsi senza affanni, il Traversetolo all’inizio sembra essere una piacevole sorpresa, ma col passare delle giornate si conferma come una delle squadre meglio attrezzate per poter competere nella lotta play off, da quest’anno estesi fino al 5^ piazzamento. I gialloblù concludono un girone d’andata ben condotto con 27 punti; poi con il passare delle giornate riescono anche ad entrare in pianta stabile nella top five. Purtroppo, però, la forbice dei 6 punti è troppo ampia per poter sperare di sfidare la seconda classificata nello spareggio; la squadra di mister Germini, allora, tira in remi in barca prima del previsto e nelle ultime 7 giornate di campionato raccoglie appena 6 punti. Un bottino esiguo, che fa scivolare Brembilla e compagni al 7^ posto finale (tagliando comunque soglia 52). Il Traversetolo rispetto al 2013/2014, quando terminò 10^ in graduatoria, scala ben 3 posizioni e aggiunge 6 punti in più al proprio cammino, risultando essere la migliore parmense di questa Promozione. Nota di merito per il tandem Traina-Zoina, che ha fruttato 20 dei 45 gol stagionali. Sbarazzino.

Soragna: 6,5
Bene, ma non benissimo. I neroverdi, arrivati 8^ a pari punti (51) con la Castellana, rispetto alla passata stagione evitano la bega dei play out, ma rimangono con l’amaro in bocca per non aver saputo fare di più in una stagione che li avrebbe potuti vedere protagonisti. Il duo Guarini-Testa (13 gol il primo, 17 gol il secondo) sotto porta ha fatto gli straordinari ogni domenica, manco fosse il minatore sovietico Stachanov; peccato che la formazione del tecnico Gianpaolo Barbieri sia vittima di se stessa e dei risultati troppo spesso altalenanti. Basta prendere a modello le ultime quattro partite – quelle che sarebbero servite per dare una accelerata alla stagione, almeno per lasciare un bel ricordo – in cui i neroverdi hanno alternato 2 vittorie ad altrettanti ko. Il prossimo anno ci attendiamo il definitivo salto di qualità. Floppino.

Terme Monticelli: 7
I termali chiudono due punti sotto i cugini del Soragna e non tagliano per un pelo la soglia dei 50, ma va loro riconosciuto mezzo voto in più per la veloce risalita dopo un inizio col freno a mano tirato. Dopo due pareggi e cinque sconfitte nelle prime 7 giornate, mister Marcotti ha saputo far cambiare registro al giovane gruppo a sua disposizione, mettendolo in riga e facendogli ottenere buoni risultati nelle settimane seguenti, con tanto di serie positiva di 5 vittorie di fila tra ottobre e novembre. Il Monticelli ha chiuso il girone d’andata girando a 25: nel ritorno non ha dovuto far altri sforzi che confermare una media più sufficiente. Gran parte del merito va a Roberto Marcotti che, però, non continuerà il suo percorso in biancoceleste: per il prossimo anno è già stato ufficializzato l’arrivo dell’ex Carignano Abbati. Annata da ricordare per capitan Graziano, trascinatore del gruppo; bene anche il giovane Cantelli, sbocciato nel ruolo di bomber (capocannoniere della squadra con 11 gol). Nota lieta: il ritorno in campo del centrocampista Gennari, dopo due anni di inattività a causa di altrettanti interventi alle ginocchia. Rivelazione.

Il Cervo: 6
La neopromossa compagine di Collecchio si sarebbe meritata più di una semplice sufficienza per quello che ha fatto vedere nel girone d’andata, in cui per gran parte dello stesso ha tenuto testa a squadre del calibro di Gotico Garibaldina, Brescello e Luzzara. Poi i neroverdi, arrivati al giro di boa quarti in classifica con il ricco bottino di 30 punti e orfani del bomber principe Martini (ceduto a dicembre), hanno staccato la spina e si sono messi a pensare alle prossime vacanze con grande anticipo, accontentandosi così di una salvezza tranquilla, che era comunque l’obiettivo primario in estate per la società del presidente Picelli. Il club di Collecchio, al suo primo anno di Promozione, alla fine taglia il traguardo per 11^, dopo aver macinato in stagione 44 punti. Sul futuro restano da valutare ancora tante cose,tra cui la permanenza del mister Simone Bertani, che fino a pochi giorni fa sembrava destinato ad altri lidi, e di uno dei giocatori cardine della rosa, l’attaccante Angelo Palumbo. Sorprendente ma incompiuta.

Medesanese: 5,5
Stagione da dimenticare, e anche alla svelta, quella del club parmense che, in estate, con la conferma di Mino Franzese e il ritorno del figliol prodigo Thomas Terranova si candidava ad essere una delle 5 superpotenze del girone A. Almeno sulla carta.
E invece, dopo una prima parte di stagione da horror, il tecnico Francesco Bertani si dimette e viene scelto come suo successore l’ex giocatore di Serie A (a cavallo degli anni ’80 con le maglie di Avellino, Udinese, Fiorentina e Sampdoria) Federico Rossi. Il cambio di panchina e il mercato di dicembre – che porta in bianco-blù l’attaccante Pasquariello e il portiere Bocchi – non imprimono il cambio di marcia alla squadra, che nel ritorno ottiene un punto in meno (17) rispetto al numero di punti conquistati all’andata (18). Nel frattempo se ne va pure la star Franzese. E la Medesanese, classificatasi 15^ a quota 35, deve solo vincere nel play out in casa del Fiore meglio classificato. La salvezza arriva in modo rocambolesco, per “merito” (si fa per dire) del presidente piacentino Rizzo che, sul risultato di 2-2, a causa delle sue intemperanze (prende a calci l’arbitro) fa sospendere la gara, condannando i suoi alla matematica sconfitta a tavolino. La Medesanese resterà per il sesto anno di fila in Promozione, ma anche in questo caso il futuro è nebuloso: da giorni si parla con insistenza di una possibile fusione con i Crociati Noceto. Staremo a vedere: il “patron” Ceci potrebbe accettare aiuti provenienti da nuove forze fresche, dopo una stagione logorante. Di certo occorre voltare pagina. Miracolata.

Biancazzurra: 4
A Massimo Bizzi non riesce l’obiettivo della seconda salvezza consecutiva con il team sorbolese, dopo l’11^ posto centrato al termine del campionato 2013/2014 con 45 punti. Il navigato tecnico non viene mai messo in discussione dai vertici della società nel corso della regular season, ma non riesce a dare il cambio di passo ad una squadra che rispetto alle altre pretendenti – Medesanese esclusa – sembrava avere qualche giocatore di livello superiore. Uno su tutti il bomber Piro, i cui 19 gol non sono bastati a portare al riparo dalle acque più calde il Titanic Biancazzurra che lentamente, giornata dopo giornata, si avvicinava al naufragio. Il terzultimo posto, con 8 punti di distacco dalla 13^ classificata, la Castelnovese, è costato un’inaspettata, quanto amara retrocessione diretta alla formazione di Sorbolo, che ha racimolato solo 32 punti (16 all’andata e 16 al ritorno). Fallimento.

Valtarese: 4
Seconda retrocessione consecutiva dalla Promozione alla Prima Categoria nel giro di due anni. Ma quella della passata stagione era poi stata cancellata da un miracoloso ripescaggio estivo che aveva regalato un one more time alla compagine della Val Taro. E pensare che la squadra, affidata alla bandiera Gianmarco Bozzia (al secondo anno da allenatore), aveva inaugurato la stagione conquistando un bottino di 14 punti nelle prime 8 gare che aveva fatto sognare un annata da protagonisti. Merito anche della scoperta del giovane bomber Ismael Camara, autore di 10 marcature nelle prime 9. Poi, parallelamente all’infiacchirsi della vena realizzativa del centravanti (che ha chiuso a quota 15) si è spenta la luce anche sulla squadra, che nel ritorno ha fatto solo 9 punti e che inevitabilmente è crollata fino al penultimo posto, dove ha terminato il torneo con la soglia di 28. Retrocessione diretta scontata. Mister Bozzia paga i limiti di una rosa troppo corta e troppo giovane, spesso costretta ad attingere al bacino della propria Juniores: le difficoltà che incontrano le squadre di montagna nell’allestire squadre competitive è comprensibile, ma è altresì vero che è impossibile pensare di salvarsi in un campionato così equilibrato con molti molti ragazzi di sedici anni che si ritrovano titolari alla domenica. A posteriori, anche la scelta di cedere a dicembre capitan Delnevo al Fornovo (squadra di Seconda Categoria), uno dei pochi esperti della squadra, senza trovarne un degno sostituto, è stata scellerata.
Desaparecido.

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