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Calcio Dilettanti

IL PAGELLONE di Prima Categoria ’22/’23

IL PAGELLONE di Prima Categoria ’22/’23

Dopo l’appuntamento con Serie D, Eccellenza e Promozione, arrivano le pagelle di fine anno anche per le 17 parmensi di Prima Categoria della stagione 2022/2023.

Male le squadre della bassa parmense, tutte al di sotto delle aspettative (ad eccezione del Soragna, quantomeno per il percorso in Coppa) nel girone A, che viene salutato da Audax Fontanellatese e Viarolese Sissa. Nel gruppo B, invece, fa festa il Real Sala Baganza che, dopo un arrivo ex aequo, si aggiudica lo spareggio-promozione con la Valtarese; diverse le delusioni, Sorbolo Biancazzurra e Langhiranese in primis. Il bilancio delle retrocessioni è amaro: su quattro delle squadre che scendono tre (Ghiare, Montanara, Vicofertile) sono della nostra provincia. In compenso, la Prima Categoria 2023/2024 potrà contare sull’arrivo di due new entry dalla Seconda: lo Scnaderbeg, che ha dominato il raggruppamento C, e la Fulgor San Secondo, che avanza, nonostante la sconfitta ai playoff, ereditato il testimone lasciato dal Tonnotto.

Le pagelle sono a cura di Lorenzo Fava.


PRIMA CATEGORIA gir. A

soragna logo Soragna: 6,5
Voto di stima e apprezzamento per la continuità: 10 vittorie, 10 pareggi, 10 sconfitte permettono ai neroverdi di concludere un’annata (lontano dalle posizioni alte) in cui è comunque arrivata una salvezza diretta in un girone molto competitivo e forse ancora troppo difficile per uno sparuto numero di parmensi. La squadra di Balboni, aggrappatasi ai 17 gol di Testa (avrebbero potuto anche essere di più, se non fosse stato per qualche errore di troppo dal dischetto), ha però sognato e fatto sognare nelle serate di Coppa Emilia, dove ha dato il meglio di sé: sebbene non abbia mai vinto una partita entro i 90′ regolamentari (confermando una tendenza che dura da settembre 2019), il Soragna è arrivato fino alla semifinale regionale contro i forlivesi del Civitella, che hanno fatto conoscere il sapore amaro della sconfitta ai rigori. Bello di notte.


fidenza logo Fidenza: 5,5
Se la scorsa estate aveste chiesto a qualsiasi addetto ai lavori chi fosse in pole position per i primissimi posti del girone A, chiunque avrebbe risposto il Fidenza del nuovo tecnico Bazzarini. Il corso inaugurato dal centenario club bianconero sembrava avere tutto per poter esplodere con un risultato finalmente trionfante, ma non è stato così. Sebbene la batteria di giocatori non difettasse di acquisti di prestigio (Spanu, Piazza, Fontana, Tommasini, Provenzano) e talenti in erba (Ciervo e Federigi su tutti), i bianconeri fidentini non hanno mai ingranato e sono sempre rimasti lontani dalle posizioni playoff. Inaspettatamente. Con il traguardo già sfumato dopo l’andata (chiusa a 20 punti), il ritorno è stato un girone sulla falsariga del primo senza squilli di tromba, se non quelli emessi dal vice capocannoniere del campionato Cocchi (20 gol, 1 in meno di Caporali della Borgonovese). Il decimo piazzamento a quota 39 è un po’ poco. 
Floppino I.


zibello logoZibello Polesine: 5,5
Un’annata al di sotto delle aspettative, che già dall’avvio si era potuto intendere sarebbero state tradite. La sconfitta alla seconda giornata contro il Fiore Pallavicino, che aveva fatto perdere un’imbattibilità di 274 giorni, era il monito di una stagione che si sarebbe mantenuta costante tra gli alti e i bassi. Qualcosa non ha funzionato, il gruppo non è stato solido come quello dell’anno scorso e nei risultati non si è inanellato una serie utile duratura: il tecnico Mingozzi ne ha fatto le spese, appena prima che finisse il girone d’andata (18 punti in 14 partite). Ma con Brandolini il trend non s’invertito e di punti ne arriveranno 17 in 16, lasciando pressoché inalterata una media buona solo per una salvezza diretta con 90′ d’anticipo: l’undicesimo posto a 35 punti sa di magra consolazione. Per fortuna che c’è stato il “solito” Loschi, trascinatore con 16 reti. Floppino II.


audax fontanellatese logo Audax Fontanellatese: 5
La trasformazione non è avvenuta: l’Audax Fontanellatese, in versione cigno nel girone di ritorno, non è riuscita a cambiare l’immagine di se stessa. I 19 punti conquistati nella seconda metà di stagione sotto la guida di Rovito, dopo il panettone indigesto al predecessore Zinzi, sembravano un buon viatico per potersi salvare. Ma le speranze sono state vane anche per uno strano incrocio di un calendario crudele, che all’ultimo ha messo gli aranciogialloneri di fronte alla Sarmatese in cerca di punti per laurearsi campione. Da salvare i 16 gol della coppia Mesoraca-Corbellini, i 4 punti strappati nel doppio confronto a una big come la Pontolliese Gazzola e i due successi di fila con Zibello (28ª giornata) e Borgonovese (29ª). E poco altro, perché la retrocessione è stata diretta. 
Brutto anatroccolo.


viarolese sissa logo Viarolese Sissa: 4,5
Secondo ultimo posto consecutivo: dalla Promozione alla Seconda Categoria nel giro di 24 mesi. Nemmeno una fusione fra le due compagini del Comune, che aveva fatto ritrovare l’entusiasmo, è bastata a scongiurare lo sprofondamento nel calcio 
provinciale. Sempre ammesso che si continui a fare la squadra… Tanti cambiamenti, anziché portare una ventata di aria fresca, non hanno fatto altro che causare una serie di errori. Il progetto Binchi è stato sconfessato dopo 6 punti in 11 partite (nel mezzo, ben 9 ko filati); la scelta ricaduta su Zambrelli, durato da fine novembre e dimessosi a inizio febbraio, non ha tamponato le falle (5 punti in 7 partite); il finale con il giovane Bercella ha fruttato solo 7 punti (tutti quelli del girone di ritorno), che ovviamente non sono serviti a restare in gioco per i playout. Unica nota positiva: la scoperta di Patera, bomber proveniente dagli amatori capace di segnare 9 gol mentre la barca stava affondando. Titanic.


PRIMA CATEGORIA gir. B

real sala baganza logoReal Sala Baganza: 7,5
Si sa che a vincere alla fine è sempre uno solo. Ma farlo come è stata capace la squadra salese è impresa degna del ruolo recitato da Cristopher Lambert nei panni dell’«ultimo immortale» Connor Mcleod. I gialloblù strappano il pass per la Promozione, frequentata solo nel 2018/2019 negli ultimi 13 anni, dopo aver condotto un campionato mai al di sotto del quarto posto, quasi sempre sul secondo gradino del podio e con un bilancio equilibrato fra andata (29 punti) e ritorno (28); ha funzionato il collettivo (ben 14 marcatori differenti per 43 gol totali), potenziato a dicembre con gli arrivi di Afieri, Colombini, Francesco Rossetti e Spaggiari; ha funzionato la difesa, che ha incassato appena 22 reti (soltanto 7 all’andata) e collezionato una serie record di inviolabilità (721′ senza prendere gol per il portiere Dessena) fra il 6 novembre e il 22 gennaio; ha funzionato la “rivoluzione” del ds Ghini e la scelta di affidare la panchina al debuttante Lombardi che, al primo colpo, ha sbagliato meno di tutti e ha vinto il suo primo titolo da mister con 57 punti in 30 partite. L’ultimo scontro, con la Valtarese, ha dato regione al Real Sala. Alla fine ne doveva restare soltanto uno. Highlander.


valtarese logo Valtarese: 7
Per il secondo anno di fila, la compagine di Borgo val di Taro ha sfiorato il ritorno in Promozione. A differenza di un anno fa, però, il traguardo quest’anno è stato sensibilmente molto più vicino ed è sfumato soltanto al fotofinish: il finale di una stagione in cui i ragazzi di Setti hanno preso consapevolezza di un obiettivo che poteva essere alla portata, dopo aver chiuso l’andata a 30 punti al secondo posto, ha tradito le speranze proprio sul più bello. Ai 27 punti conquistati al ritorno ne sarebbe bastato soltanto uno in più per poter far scattare la festa, che sembrava poter essere calendarizzata contro il Palanzano alla 29ª. Ma quel giorno l’errore dal dischetto del bomber Martini (autore di 13 marcature, nonostante diversi acciacchi fisici che lo hanno limitato) all’ultimo minuto è stato, oltre che l’imposizione del pareggio, il presagio dell’amaro epilogo. La squadra è arrivata col fiato corto all’appuntamento cruciale contro il Sala in uno spareggio-promozione a senso unico; poi, è mancata la fortuna in finale playoff contro la Casalese, ma forse il dado era ormai tratto. Inaspettatamente, si è fatto sentire meno del solito il fattore casalingo: la squadra di Borgotaro ha fatto più punti di tutti fuori casa (34) che non tra le mura amiche (23). Iella.


sorbolo biancazzurra logoSorbolo Biancazzurra: 5
«Voglio trovare un senso a tante cose, anche se tante cose un senso non ce l’ha». Suona un po’ come una canzone di Vasco Rossi la pagella dei rossoblù. Il senso di una fusione nata da una doppia retrocessione; il senso di affidarsi all’esperienza di un maestro come Bizzi; il senso di essere una squadra solida con una difesa quasi imperforabile; il senso di valorizzare due baby talenti come Railan (ceduto al Sassuolo) e Seye; il senso di saper non perdere quando, magari, non era possibile vincere; il senso di stare più in alto di tutti dall’11ª alla 26ª. Il senso di aver costruito tutto questo, annichilito via dal non-senso di un finale suicida. Sì perché, dopo aver piegato il Real Sala a domicilio e aver messo in tasca un pezzo di scudetto, dalla 24ª giornata (ko interno con la Valtarese), Margini e soci hanno scialacquato quanto di buono fatto in precedenza. Ha inciso l’assenza, per motivi di salute, di mister Bizzi e qualche infortunio di troppo: ma 1 pareggio, contro il Vicofertile, e 5 ko nelle ultime 6 gare è stato davvero un rendimento troppo misero, anche per la qualificazione ai playoff che non c’è stata. Harakiri.


marzolara Marzolara: 6
Tanti punti all’andata quanti al ritorno (24) non bastano al Marzolara per superare quota 50 e arrivare a disputare i playoff. I 48 punti permettono a mister Estasi, alla sua miglior stagione di Prima, di prendersi un quinto posto finale che vale solo per l’onore, ma con la squadra potenziata a dicembre (grazie agli arrivi di Cugini e Ganazzoli per la difesa e, soprattutto di Zanetti per l’attacco) si puntava con convinzione agli spareggi. Annata piena di rammarichi (per le diverse occasioni sprecate) e di contraddizioni: basti pensare al rendimento casalingo dei biancoblù, primi fra tutti con 10 vittorie e 3 pareggi all’«Amoretti», contro quello in trasferta, che li vede migliori solo delle retrocesse Vicofertile e Montanara. Ottimo l’attacco (49 gol fatti), anche grazie al contributo da 14 gol in mezza stagione di Zanetti (che, alla fine, resterà a giocare qui; scongiurato il viaggio in Spagna…), meno bene la difesa (43 reti subite). Si può dare di più.


langhiranese Langhiranese: 5
Secondo annata di fila da dimenticare per la Benemerita che, dopo la retrocessione dalla Promozione, era data per favorita. E, invece, non è mai stata dentro i giochi per la lotta ai primi posto della classifica. Il mercato operato in estate è stato sconfessato dal gioco praticato dal riconfermato Bianchi, il quale ben presto ha messo ai margini gli acquisti, senza trarne benefici: dopo 19 giornate con 27 punti in tutto (12 in meno della capolista) i nodi sono venuti al pettine e la sua panchina è inevitabilmente saltata in favore del ds Magnani e di Caggiati, mister della Juniores. I due  hanno traghettato la squadra fino in fondo a un torneo che, incredibilmente, avrebbe anche aspettato il passo lento di una confusa Langhiranese, che ha terminato settima a 47. Grande assente.


palanzano logo Palanzano: 6,5
La rivelazione dell’avvio di campionato: capoclassifica per diverse giornate (dalla 5ª alla 9ª), la compagine della val Cedra ha perso la propria imbattibilità addirittura il 13 novembre al 10° appuntamento: quel ko ha segnato il momento critico dei ragazzi di mister Musi (1 punto solo nelle successive 4 gare), subito superato dal pre-natalizio contro la Povigliese che, permettendo di conservare un prestigioso quinto piazzamento a 25 punti, aveva illuso di una seconda metà di percorso ancora a ritmi alti. Invece, i biancoblù ammucchieranno un gran numero (8) di pareggi da gennaio in avanti, motivo per il quale il secondo girone farà registrare un saldo di -8 nel confronto. Tuttavia, un finale giocato senza sconti per nessun avversario (chiedere alla Valtarese per credere) e l’ottavo posto conclusivo sono motivi di grande soddisfazione per una compagine molto giovane che si presenta come incognita ai nastri di partenza. Calante.


juventus club parma logo Juventus Club Parma: 6,5
Praticamente lo stesso campionato tranquillo di un anno fa, con 4 in più (ma anche 4 giornate in più). Non è riuscito l’obiettivo di alzare l’asticella, ma mister Soldi ha chiuso il suo positivo ciclo trascorrendo un campionato tranquillo: con i 18 punti a Natale (+2 sui playout) si era capito che si sarebbero dovuti abbandonare i sogni playoff e accelerare il passo per salvarsi quanto prima. Così è stato: 20 punti nella seconda metà di stagione, che ha avuto nel 6-0 al Vicofertile e nel 5-1 al Ghiare le due maggiori prove di forza, mentre nell’1-1 di Sala la prestazione sbarazzina di un collettivo che avrebbe potuto insidiare chiunque. Bene bomber Polastri che ha più che raddoppiato i suoi gol stagionali (quest’anno 13). Garanzia.


FB7F251E 51F2 4998 A4A1 09BA3AAABD0E Basilicastello: 6,5
Per conquistare la seconda salvezza consecutiva anticipata, mister Delmonte e lo staff dirigenziale, capitanato dal ds Ricchetti, hanno dovuto fare gli straordinari, sul campo e fuori. Ai rivali del rettangolo di gioco, a un certo punto del mese di novembre, si sono aggiunti quelli della giustizia sportiva che, in un sol comunicato, aveva sottratto i 4 punti regolarmente conquistati durante i match contro Berceto e Casalese. I ricorsi hanno dato l’esito sperato e, nel frattempo, i rossoblù non si sono fatti scalfire dalle difficoltà, anche grazie a uno straordinario Michele Nardi, autentico trascinatore con 20 reti (con appena 3 rigori), il 46,5% del totale. Il contributo del capocannoniere ha permesso al club di Basilicanova di barcamenarsi fra i 18 punti dell’andata e i 15 del ritorno: stesso bottino del Berceto, ma con salvezza garantita a 90′ dal termine grazie agli scontri diretti a favore. Fiuuu.


terre alte berceto logo Terre Alte Berceto: 6
I 20 punti nelle 15 partite d’andata, frutto di un provino degno di X-Factor (8 pareggi) e senza stecche per le prime 7, ci hanno fatto narrare per una buona metà una bella favola di una compagine dell’appennino che tornava in Prima dopo l’ultima apparizione nel lontanissimo 2010/2011. La seconda parte del racconto, però, ha preso una piega dai contorni horror: solo 3 successi (tutti di fila, fra 21ª e 23ª), 13 punti fatti (-7 rispetto all’andata), i ko casalinghi contro Ghiare (alla 28ª) e Viadana (30ª). Inevitabile lo sprofondamento al playout, vinto poi contro pronostico (sebbene fosse al “Mendez”) solo grazie alla forza del gruppo, che ha saputo sopperire alle pesanti assenze dei lungodegenti Cucchi e Gianmarco Cavazzini (ma non solo), alle condizioni dell’acciaccato Dellapina e a un trend pericolosamente calanteMiracolato.


ghiare logo

Ghiare: 6
Fosse stata salvezza, avremmo assegnato una lode, ma il sogno s’è infranto al playout e la retrocessione impone di calibrare il giudizio entro e non oltre una sufficienza (di stima). L’avvio orribile (0 punti nelle prime 6 giornate, con l’esonero di Morini dopo la 3ª) aveva confermato le previsioni della vigilia. La lunga e faticosa rincorsa, al termine di un’andata chiusa a 7 punti da penultimi, s’è trasformata in clamorosa rimonta dei ragazzi di Brusca, capaci di 22 punti al ritorno: i colpacci contro Real Sala Baganza e Valtarese sono stati la benzina che ha riempito il serbatoio, il successo di Berceto alla terzultima l’accelerata che ha dato lo sprint. Ma il motore s’è inceppato all’arrivo, nel replay dello spareggio al “Mendez”, per colpa di un rigore fallito da Benassi (8 gol). Fine a se stesso l’acquisto-ombra di Montali, one more time sui campi impalpabile. Incompiuto.


montanaraMontanara: 4,5
Tanti gli allenatori finiti in distinta (6, fra ufficiali e accompagnatori) quante le vittorie sul campo. Con Brandolini arrivano 8 punti nelle prime 9 partite; poi, l’esonero per far spazio alla scommessa Ferrari (coadiuvato a turno da Terzi, Colzato e Balestrieri), con cui ne se ne ottengono altrettanti ma nelle successive 12; infine, il ritorno di Baudoi, l’uomo-promozione, che nelle ultime 9 conquista lo stesso bottino di punti. 8 x 3 = 24, cioè retrocessione diretta. Bocciatura netta per la rappresentante della città, che presentava un attacco con Bottarelli (uomo 13 gol) e Lauriola (8 fino all’infortunio) e diversi altri buoni giocatori. Fiasco.


vicofertile logoVicofertile: 4
Le credenziali per fare bene, benché da neopromossa, c’erano; ma ben presto le aspettative si sono scontrate con la dira realtà dei fatti. A partire dal mercato incompleto per via del buco sulla quota dell’under fino all’inizio choc (4 pareggi e 6 sconfitte) costato la panchina a Zambrelli e la scrivania a Marano. E dopo un mesto girone d’andata senza uno straccio di vittoria (6 punti in tutto), è servito attendere la 17ª giornata per urlare il primo “urrà!”. Tre, in tutto, i successi con mister Casisa: gli scalpi a sorpresa con Casalese e Povigliese hanno salvato l’onore, ma non la pagella. Silurato.

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