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Calcio Dilettanti

IL PROTAGONISTA – Scottu, presidente del Carignano, racconta le otto vittorie di fila: «Bagno d’umiltà necessario, ma abbiamo dei valori. Obiettivo play off»

IL PROTAGONISTA – Scottu, presidente del Carignano, racconta le otto vittorie di fila: «Bagno d’umiltà necessario, ma abbiamo dei valori. Obiettivo play off»

Borgo San Donnino, Marzolara, Agazzanese, Piccardo, Montecchio, Il Cervo, Brescello, Fontana Audax: questi sono i nomi delle squadre e l’ordine in cui sono state battute dalla schiacciasassi Carignano, attuale seconda forza del campionato di Promozione (girone A). I giallorossi da otto turni non fanno altro che vincere, a prescindere da chiunque gli capiti di fronte: e questo trend positivo li ha proiettati a un passo dalla vetta della classifica, sempre di dominio del Pallavicino. E pensare che la partenza degli uomini di Marcotti era stata piuttosto problematica (11 punti in 7 partite); ma, alla luce degli ottimi risultati ottenuti da un mese e mezzo a questo parte, la compagine parmense è a tutti gli effetti la squadra “protagonista” del momento. E la straordinaria serie positiva – ancora aperta -, inaugurata al settimo turno, ha ravvivato la lotta per il primato, che dopo poche settimane dal via sembrava una chimera. I nostri microfoni, dunque, hanno intercettato il presidente del club, Massimo Scottu, che in esclusiva ha rilasciato a SportParma un’intervista per parlare dei segreti celati dietro questo invidiabile record.


Benvenuto su SportParma, Presidente. Cosa si prova a vincere addirittura da otto partite consecutive? Vi siete abituati bene…
«Non è mai facile vincere otto partite di seguito. Grossa soddisfazione da parte di tutto il gruppo, formato da squadra e società. Siamo partiti un po’ zoppicando – diciamo così -, ma partita dopo partita il gruppo si è compattato. La soddisfazione è tanta, non lo nascondo. Come dicevo, non è facile vincere otto partite e, soprattuto, contro squadre competitive per la lotta al primo posto, senza nulla togliere alle altre ovviamente».

E’ evidente che qualcosa da inizio stagione sia cambiato. Qualche passo falso di troppo, soprattutto in casa (vedi sconfitte con Monticelli e Langhiranese e pareggio a reti bianche con il Fidenza), vi stavano costando caro. E invece, ora, grazie ad una serie utile aperta lo scorso 12 ottobre, siete la squadra del momento. Quali sono state le difficoltà incontrate in avvio di campionato?
«Non voglio avere la presunzione di dare un giudizio tecnico ma, secondo me, ogni partita c’era una formazione diversa, con sette o otto cambiamenti rispetto a quella precedente; la squadra non era molto omogenea e forse ne ha risentito. Era difficile trovare la giusta amalgama. Anche adesso ci sono questi cambiamenti (ad esempio, domenica è stato fuori Fiordelmondo, quella prima era fuori Pin), ma non sono così radicali. Siamo stati anche fortunati, perché nell’ultimo periodo ci sono stati pochi infortuni e poche squalifiche. E la squadra è diventata più coesa. Diciamo anche che abbiamo un’ottima panchina: abbiamo ottimi ricambi in ogni ruolo, che sarebbe titolari praticamente ovunque, e avere una rosa così ampia è un nostro punto di forza. E poi soprattutto abbiamo trovato quell’umiltà che all’inizio non c’era: i ragazzi si sono calati nella realtà Carignano. E poi da lì sono arrivati i risultati, anche nei momenti di difficoltà».

Tra le mura amiche quattro vittorie, un pari e due sconfitte. Come mai così tante difficoltà al “Padovani”, soprattutto all’inizio? 
«Probabilmente i molti giocatori nuovi non conoscono ancora bene il nostro campo, che è più stretto rispetto agli altri. E giocare in campi larghi o in campi stretti comporta anche un diverso approccio alle partite e un diverso tipo di gioco. Poi, se analizziamo partita per partita, c’è sempre una storia diversa. Affrontare in un campo piccolo squadre che si difendono a risultato raggiunto, come avvenuto con Fidenza e Langhiranese, ovviamente ci rende più difficile il compito».

Quel è stato, a suo avviso, l’episodio che ha rappresentato la svolta?
«Dopo la sconfitta con la Langhiranese abbiamo fatto quadrato e insieme con il mister abbiamo fatto un’analisi nello spogliatoio, facendo capire ai ragazzi l’importanza di avere più umiltà in campo. Adesso nei momenti di difficoltà escono questa umiltà e questa voglia di emergere, oltre che i valori tecnici di una squadra che – mi sento di dirlo – ha qualità».

La posizione di mister Marcotti è mai stata, anche solo una volta, in discussione?
«No, da parte nostra non è mai stato in discussione. Era lui che, non sentendosi tranquillo per le iniziali difficoltà, si era messo in discussione. Ma sono bastate poche parole, noi con Marcotti abbiamo un rapporto che dura da anni, insieme avevamo già vinto il campionato di Prima Categoria (stagione 2011/2012, ndr). In estate, ci eravamo accordati su un progetto iniziale per puntare ai play off. Non ti nascondo che ci sono stati un po’ di diverbi nei momenti di difficoltà, ma erano cose che si sono risolte subito. Roberto è una persona molto intelligente, che ascolta molto e che sa tenere molto bene allacciati i rapporti società-giocatori, oltre ad essere competente sul piano tattico. Credo che bravi come lui in questa categoria ce ne siano pochi».

Innegabile che per le qualità della sua squadra e per la piega che ha preso la stagione l’obiettivo sia quello di salire in Eccellenza direttamente, senza passare dai play off. «È vero, siamo vicini. Ma credo che il Pallavicino abbia qualcosa in più rispetto a noi. Anche se non siamo andati in grandissima difficoltà, quando abbiamo giocato contro (2-2 a Bussetto nella 6^ giornata, ndr), ho notato che c’era qualcosa in più in loro. Non so cosa, ma mi hanno fatto una bella impressione. Credo sia la squadra più completa di tutte. Poi magari i risultati prendono direzioni diverse e il campionato lo vince un’altra squadra… Io comunque non mi posso lamentare, i ragazzi stanno facendo molto bene. Il nostro obiettivo rimane qualificarci per i play off».

Domenica avrete la possibilità di portare a nove la serie di gare vinte consecutivamente. Sarebbe un record storico e davvero importante. Ma di fronte ci sarà il Noceto, una squadra che può essere un ostacolo per chiunque.
«E’ una squadra un po’ altalenante e questo aspetto mi fa paura. Non bisogna commettere l’errore di sottovalutarli: in Coppa li abbiamo affrontati e battuti 4-0, ma loro nell’occasione avevano fatto giocare tanti giovani. La Coppa è sempre un’altra storia. Loro avranno la possibilità di giocare molto tranquilli, visto che la classifica non crea assilli particolari. Perciò mi auguro di non cadere in una di quelle domeniche come contro il Fidenza, la Langhiranese o il Monticelli, dove i nostri erano scesi in campo pensando di essere i già bravi… So che per la regola dei grandi numeri, il nostro record prima o poi s’interromperà…».

Meglio poi che prima…
«Mi piacerebbe continuare così almeno fino al girone di ritorno. Ma sono molto scaramantico».

Pronostico: dove vede il Carignano al termine del campionato?
«Mi auguro nella zona play off».

Ultimissima. Se dovesse fare una panoramica sulle altre pretendenti al primo posto…
«Il Pallavicino mi sembra la squadra più completa. La Piccardo è una squadra dai tanti volti, ma ultimamente arriva da buoni risultati e può essere una squadra insidiosa. Soprattutto perché, nel mercato di dicembre che ha appena aperto, sicuramente farà di tutto per rinforzarsi. L’Agazzanese mi sembra in fase in fase calante, soprattutto adesso che ha perso il proprio bomber (Burgazzoli, ndr) per infortunio. Il Brescello, invece, contro di noi non mi è sembrato che potesse tenere il passo delle prime, nonostante avesse disputato un’ottima prestazione e arrivasse da tanti risultati positivi. La sorpresa può essere il Monticelli: ammetto che mi sarei aspettato un loro calo, che invece non è ancora arrivato. Hanno un mister, Gussoni, che conosco bene: è molto bravo, riesce a farsi dare tutto dai suoi giocatori». Lorenzo Fava

 

(Nella copertina, la foto di squadra del Carignano per la stagione 2016/2017)

 

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