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Calcio Dilettanti

Intervista al presidente del Marzolara Barbuti: “Salvarsi sarebbe come vincere il campionato. Avanti con Savi, sulla nostra panchina per quasi vent’anni”

Intervista al presidente del Marzolara Barbuti: “Salvarsi sarebbe come vincere il campionato. Avanti con Savi, sulla nostra panchina per quasi vent’anni”

Nell’anno in cui il piccolo Leicester ha scritto una delle pagine più memorabili del calcio contemporaneo, vincendo la Premier League e sbaragliando l’agguerrita concorrenza di club più prestigiosi, c’è anche una bella storia del calcio “di casa nostra” che oggi SportParma vi vuole raccontare. È la favola del Marzolara, compagine dell’appenino parmense che, grazie ad un sorprendente cammino che l’ha portata sino alle soglie della conquista della Coppa, si è conquistata il pass per il prossimo torneo di Promozione. Abbiamo dunque intervistato il presidente Mauro Barbuti per rivivere l’ultima esaltante stagione e per proiettarci sul prossimo campionato che vedrà i biancoblù, allenati da Giorgio Savi, protagonisti per la terza volta in assoluto nel torneo di Promozione (dopo le esperienze del 2009/2010 e del 2010/2011, ndr), a cinque anni dall’ultima partecipazione.

Benvenuto su SportParma, Presidente. A Marzolara stanno ancora proseguendo i festeggiamenti per il salto dalla Prima Categoria alla Promozione?

«La società non aveva programmi di salire di categoria, anche perché il paese è piccolo. Però, una volta arrivata la Promozione, abbiamo festeggiato, non ci siamo tirati indietro… C’è mancata la conquista in finale della Coppa, peccato! Sarebbe stata la meritata ciliegina sulla torta».

Ed è proprio grazie all’approdo in finale di Coppa, contro i ferraresi del Casumaro (già sicuri della vittoria del loro girone di Prima Categoria, nda) che vi siete guadagnati il ritorno in Promozione dopo cinque stagioni. Che emozione sarà per lei, Presidente, e per il suo club tornare a competere in un campionato di un certo livello?
«Devo dire che, già prima di disputare la finale, tutti noi – giocatori compresi – eravamo consapevoli di quello che sarebbe successo: il risultato era relativo per la conquista della Promozione, visto che, a prescindere da come sarebbe andata, sapevamo di aver ottenuto il diritto di salire di categoria. E forse questo ha condizione un po’ la partita. Nella sua storia, il Marzolara ha sempre disputato campionati di Seconda Categoria e, principalmente, di Prima, con l’eccezione di due anni consecutivi in Promozione, nelle stagioni 2009/2010 – in cui ci salvammo bene, senza nemmeno fare i play out, e 2010/2011: il prossimo sarà il terzo anno in assoluto in questo torneo. Le emozioni e le aspettative ci sono, anche perché da quello che si sente dire in giro ci sono tante società che puntano all’Eccellenza. Sarà un torneo sicuramente affascinante. Su diciotto squadre dovrebbero essercene – anche se ancora manca l’ufficialità – quattro di Piacenza, due di Reggio, addirittura dodici di Parma. Sappiamo che andremo ad affrontare sette o otto squadre che si stanno attrezzando per fare campionato di vertice e di alto livello».

In campionato (nel girone B di Prima), nonostante il lungo ed estenuante percorso fatto in Coppa, siete riusciti a rimanere ai vertici della classifica per tutta la stagione e avete chiuso al quarto posto con 51 punti, assicurandovi la semifinale play off (poi persa) contro la Biancazzurra. Ve la aspettavate ad inizio stagione un’annata così? Era un obiettivo sensibile quello di puntare alla Promozione?
«Siamo stati, all’incirca per tre mesi, primi in classifica; poi, nel periodo primaverile abbiamo avuto infortuni importanti, anche se il calo principale è stato dovuto al cammino in Coppa, in cui abbiamo disputato ben dodici partite: mentalmente la squadra ne ha risentito e la concentrazione non può essere totale. Anche perché a certi livelli non penso si possa chiedere di più. È stato un campionato fantastico comunque: noi ci eravamo attrezzati per fare una bella stagione, ma non c’erano obiettivi precisi. La nostra realtà è quella che è: il paese è piccolo, il bacino pure e non possiamo fare settore giovanili. Non ci saremmo tirati indietro se fossimo andati in finale play off, ma a quel punto sapevamo già di aver ottenuto un traguardo importantissimo».

In questi momenti non si può non esaltare la forza del gruppo. Perciò, non le chiederò di farmi nessun nome nello specifico. Quanto al gruppo, confermerete in blocco i giocatori della rosa?
«Lo scorso anno avevamo tesserato ventidue giocatori. Purtroppo, non tanto per nostra volontà, ma per via del regolamento del campionato che prevede l’obbligo di inserire tre giovani in campo, dovremo adeguarci: sicuramente verranno confermati undici-dodici elementi della rosa dello scorso anno, tra cui il capitano Marco Adorni. Ma dovremo per forza inserire dei classe ’97 e ’98. Da questo punto di vista cercheremo di svecchiare un po’ la rosa; era inevitabile che si sarebbe dovuto fare così in Promozione, ne erano consapevoli anche i ragazzi più “vecchi” (sempre parlando di vita calcistica) del gruppo. Tutti quanti avrebbero meritato la conferma e sono da ringraziare per il contributo che hanno dato e per la stagione che hanno fatto, ma dobbiamo fare i conti con i regolamenti. Purtroppo non sarà possibile fare una rosa di trenta giocatori e quelle che ci aspettano saranno sicuramente scelte dolorose».

Ovviamente, mister Giorgio Savi, un guru del calcio parmense, sarà ancora in panchina.
«Sicuramente. Abbiamo un debito di riconoscenza verso Giorgio: innanzitutto, perché è un amico. In secondo luogo perché un conoscitore di calcio; e, terzo motivo, perché se siamo andati due volte in Promozione (la prima volta nel 2009, la seconda nel 2016 nda) è tutto merito suo. Ormai Savi si avvicina ai vent’anni, seppur non consecutivi, sulla panchina del Marzolara. Anche questo è un piccolo record…».

Quale sarà l’obiettivo del Marzolara nella stagione 2016/2017? E cosa crede che, allo stato attuale delle cose, possa mancare a questa squadra per poter colmare eventuali lacune?
«L’obiettivo sarà cercare di arrivare alla salvezza in Promozione, che per la nostra realtà sarebbe come vincere un altro campionato. In questo momento cosa ci manca? Dei giocatori nati nel 1998, di cui siamo alla ricerca disperata. Ma li troveremo. E poi ci vorrebbe una prima punta veramente forte, possibilmente da doppia cifra, per completare una rosa, che negli altri reparti ci sembra piuttosto completa: ecco, questa sarà difficile reperirla, ad oggi non ce la possiamo permettere economicamente. E non ci sembra nemmeno il caso di comprare qualcuno tanto per farlo. Vedremo se ci sarà qualche occasione, ma temo che la punta da venti gol non potremo permettercela».

Grazie per la disponibilità, Presidente. In bocca al lupo, dunque, fin da adesso al Marzolara per la prossima stagione.
«Grazie a voi. Facciamoci un “in bocca al lupo” a vicenda…».

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