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Calcio Dilettanti

Playout: il Fidenza si gioca tutto in 90′, ma può bastare un pareggio

Playout: il Fidenza si gioca tutto in 90′, ma può bastare un pareggio

FIDENZA – Ormai ci siamo: domenica prossima 24 maggio, il Fidenza giocherà allo stadio Ballotta la finale secca play out contro il Romagna Centro. In palio ci sarà la permanenza nella serie D.
In forza del piazzamento a fine campionato, il Fidenza disputerà questa gara in posizione dominante rispetto agli avversari. Se al termine dei novanta minuti e dei successivi due tempi supplementari il risultato fosse inchiodato sulla parità, il Fidenza sarebbe salvo. In poche parole: se vorrà rimanere in serie D, il Romagna Centro, in 90 o 120 minuti, dovrà necessariamente vincere.
I difetti e le qualità delle due squadre sono esattamente speculari. Il Fidenza condivide il peggiore attacco col retrocesso Formigine (36 gol fatti), ma ha la quinta migliore difesa del campionato (45 gol subiti). Al contrario il Romagna Centro ha il sesto attacco del campionato (50 gol fatti) ma condivide col fanalino di coda Formigine la peggiore difesa (67).
Il Fidenza arriva a questa partita dopo una lunghissima corsa ad ostacoli durata 38 partite. Per tutto il girone d’andata la squadra ha faticato a trovare l’assetto giusto. Diversi giocatori sono partiti senza essere rimpiazzati e Gilioli ha faticato molto per trovare una condizione accettabile. I limiti della squadra sono emersi soprattutto nei turni infrasettimanali, dove l’assenza di turn over, gli infortuni e le squalifiche hanno tolto forza alle gambe dei giocatori. Fatali sono state le tre giornate di squalifica rimediate da Grillo contro il Piacenza: nelle tre domeniche successive il Fidenza è scivolato all’ultimo posto perdendo gli scontri diretti contro la Ribelle e il Romagna Centro. Recuperato Gilioli, dalla ventesima giornata in avanti il Fidenza ha cambiato marcia. L’arrivo di Diedhiou, Palmieri e Bellavigna ha portato ossigeno ad un organico sempre ridotto all’osso. Tra alti e bassi il Fidenza si è poi tolto alcune grosse soddisfazioni: ha interrotto una serie impressionante di vittorie del Rimini, inchiodandolo sul pareggio e infrangendo l’imbattibilità del portiere che durava da 7 gare. Successivamente nel secondo tempo della trasferta a Rovigo, ha impartito una dura lezione di calcio al Porto Tolle, che è costata l’esonero dell’allenatore deltino. Una partita che possono raccontare in pochi per averla seguita in tribuna. Altra grande soddisfazione, ha mandato al Torneo di Viareggio il giovane 1996 Lorenzo Reggiani. Ma alla fine dei conti per il Fidenza è stata determinante l’impossibilità di attuare il turn over nel girone di ritorno. Lo si è visto nella gara interna contro il Montemurlo e soprattutto contro la Correggese. Il “fuorigiri” delle 4 partite in 11 giorni a fine marzo è stato pagato duramente nel mese di aprile con le fatali sconfitte contro Castelfranco e Mezzolara.
Ma nonostante tutto il Fidenza è ancora qui e può ancora giocarsela, grazie al tenace lavoro di Francesco Montanini e del suo staff in questi ultimi lunghi e tormentati nove mesi.. Domenica la squadra scenderà in campo con un’ingombrante assenza sulla panchina. Sarà compito di Gilioli e Grillo prendere per mano la squadra. E non sarà facile.

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