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Prima Categoria gir. B

Il Palanzano si oppone al protocollo. Il dg Ghini: «Non ci presentiamo»

Il Palanzano si oppone al protocollo. Il dg Ghini: «Non ci presentiamo»

L’avvio della stagione 2020/2021 è sempre più incerto, sebbene sia stato stabilito, nelle due riunioni tenutesi a Bologna in questa settimana tra il CRER e le società di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria, che i campionati dilettantistici avranno inizio a partire da domenica 11 ottobre. Ma i dubbi, le perplessità e le paure di tutti i club, sovraccaricati di responsabilità (anche penali) e di impegni impossibili da mantenere, non sono stati risolti. Anzi, un primo significativo gesto “rivoluzionario” di opposizione è arrivato, nel pomeriggio di ieri, dall’ASD Palanzano 1946, fresco di ritorno in Prima Categoria dopo ben 14 anni di assenza.

Infatti, la società della val Cedra ha pubblicato un comunicato stampa sui propri social (Facebook e Instagram, ndr), nel quale – dichiarandosi «totalmente spiazzati e allibiti per tale decisione in quanto è stato emanato in data 10 agosto un protocollo sanitario non attuabile per tutte le società di piccole realtà come la nostra» – ha “minacciato” la propria volontà di non riprendere a giocare a queste condizioni, assumendosi la responsabilità del fatto che «se le cose non dovessero cambiare, la prima categoria […] rimarrà un sogno».

La redazione di SportParma, in mattinata, ha contattato il direttore generale del club biancoblù, Gabriele Ghini, il quale ha fatto trapelare tutto il suo scoramento per la situazione poco rassicurante, al netto dell’incontro con i vertici del CRER, circa la ripresa dell’attività: «La mia società da quattordici anni non vede la Prima Categoria e ritengo sia giusto fargliela assaporare nelle migliori condizioni, che non sono quelle che sono state prospettate nel corso della riunione di mercoledì sera a Bologna, quando mi è stato risposto che avremmo dovuto cercarci un altro campo qualora la nostra struttura non avesse garantito il rispetto del protocollo sanitario».
Da qui la decisione a caldo di non (poter) partecipare al prossimo torneo. Decisione comunicata subito al gruppo squadra: «Questo protocollo è inattuabile in tutte le categorie, oltre che nei settori giovanili – ha sentenziato il dirigente palanzanese – e non è corretto che parta il calcio in questo modo; i presidenti, ma anche gli allenatori e gli stessi giocatori, avrebbero troppe responsabilità che andrebbero a creare soltanto degli alibi. I nostri ragazzi hanno compreso le motivazioni alla base della nostra decisione e, per voce del capitano Ollari, addirittura ci hanno detto che sono convinti di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, perché siamo un club che ha la testa sulle spalle».

Il sodalizio della val Cedra, naturalmente, aveva già provveduto a iscriversi al campionato FIGC di Prima Categoria nello scorso mese di luglio, pertanto non potrà rinunciare al proprio titolo sportivo. Ma allora in che termini si traduce la “minaccia” fatta trapelare dal comunicato di ieri? «Il calcio deve essere passione, divertimento, spirito delle regole. Non si doveva avere avere fretta in questa situazione; a mio avviso, bisognava aspettare l’inizio delle scuole e lasciare i canonici quindici giorni di tempo, prima di decidere le date di partenza della nuova stagione, per le quali certamente noi non potremo essere né pronti né preparati. Voglio presentarmi alla prima di campionato e non far giocare i miei ragazzi, perché allo stato attuale non possiamo far altrimenti». La «forzatura» prospettata da Gabriele Ghini non si traduce in un gesto di ripicca nei confronti delle istituzioni, ma in un appello al ritorno al buon senso collettivo: «Le società siano credibili e spieghino i protocolli ai propri tesserati. Il Palanzano prende una posizione: chiedo agli altri club di seguirci e di portare a Bologna questa istanza nella prossima riunione, per provare a cambiare le cose. Ne vale davvero la pena che realtà come le nostre partano senza certezze? Preferisco pagare delle multe pur di non mettere in difficoltà la società. Una riflessione tutti la dobbiamo fare. Facciamo un passo indietro, come ha fatto il comitato umbro. Con questo protocollo vengono a mancare i principi per giocare a calcio e le condizioni per mantenere la lealtà sportiva nei confronti dell’avversario».

(In copertina, la squadra del Palanzano nella stagione 2019/2020)

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