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Valtarese-Solignano, il derby della val Taro e di “Casa Setti”

Valtarese-Solignano, il derby della val Taro e di “Casa Setti”

«Che barba, che noia, che noia, che barba!»: era questa la celeberrima battuta a conclusione degli episodi della storica sit-com “Casa Vianello”, in cui i protagonisti erano i coniugi Sandra e Raimondo, sempre pronti a mettere in scena bizzarri battibecchi. Una situazione simile, e non meno surreale, siamo sicuri che avvenga anche a “Casa Setti”, dove il derby calcistico tra il papà Alberto Setti e il figlio Leonardo è una cosa molto seria. Dall’estate 2017, momento in cui entrambi, cambiando colori sociali, hanno dato vita ad una sfida nella sfida inedita e particolare. Il capo famiglia – meglio noto come ‘Tino’ – è da allora alla guida della Valtarese (già allenata in passato dopo l’esperienza al Berceto e prima di quella sulle panchine di Solignano e Soragna); il figlio 23enne centrocampista veste, invece, la maglia di quel Solignano che proprio il papà contribuì a far crescere grazie alla vittoria della Seconda Categoria al termine della stagione 2012/2013.

In queste prime due domeniche di calcio, Valtarese e Solignano si sono sfidate nelle gare di Coppa Emilia di Prima Categoria. E per i Setti’s il clima da derby si sia fatto sentire tra le mura di casa. Leonardo, cresciuto nel vivaio della Juventus Club e approdato per due anni anche al Pallavicino (Eccellenza), rivendica con orgoglio il suo score, immacolato fino a domenica 27 settembre, quando a vincere era stata la Valtarese del papà Alberto: «Tra Coppa e campionato abbiamo giocato 9 partite contro: io ne ho vinte 7 e pareggiata 1, mentre l’unica vittoria di mio papà è arrivata settimana scorsa. Domenica abbiamo ribaltato il punteggio nel match di ritorno, ma siamo usciti ai rigori che sono una lotteria: di fatto, al 90′ avevamo vinto noi, quindi mi assegno pure quella». «Io la vivo molto serenamente questa rivalità – dice papà ‘Tino’ – anche perché non avevo ancora vinto contro Leo fino a una settimana fa. Passare il turno in Coppa non era un obiettivo primario per la mia squadra, per via della formula nuova che in questa fase mi sembra incomprensibile. Tra le due sono più contento di avere vinto il derby in famiglia. Ai miei ragazzi ho promesso che, se vinceremo in campionato, pagherò la pizza a tutti».

Il clima spensierato dei match di Coppa Emilia di inizio stagione non trova spazio, invece, quando in palio ci sono i tre punti. E a confermarlo ci pensano i diretti interessati. «In campionato c’è più tensione; quando c’è la Coppa diciamo che in settimana almeno ci rivolgiamo la parola… Altrimenti, silenzio di tomba» dice Leonardo. «Non è un derby storico, ma sta uscendo una bella rivalità fin dai tempi in cui allenavo il Solignano – aggiunge il papà/mister – perché sono i due club dell’alta val Taro che di recente hanno fatto le categorie più importanti. La sfida in famiglia, durante il campionato, era molto più sentita perché aveva un’importanza diversa. Le prime volte era sentita anche tra le quattro mura di casa». Pure gli altri componenti della famiglia, mamma Giovanna e il “piccolo” Riccardo (giocatore del Colorno, in Eccellenza), sono una componente importante di questo simpatico quadretto: «Mia moglie è imparziale, non si sa per chi faccia il tifo. Ma da mamma immagino che parteggi per Leonardo. L’altro figlio, Riccardo, invece si isola: di solito tiene per quello che è messo peggio in classifica» riferisce Alberto, che confida di non nutrire il desiderio di allenare un giorno il suo primogenito («Non sarei in pace con me stesso. Ma sono felice di avergli trasmesso la passione fin da piccolo, quando facevano girare la palla in casa: epiche le sfide in salotto o in corridoio»).

Leo spiega che nelle domeniche delle sfide in famiglia «si arriva al campo separati. Ci salutiamo a colazione e poi ognuno va al suo ritrovo»; poi, però, sul rettangolo verde, a prevalere è sempre e solo la sportività: «Tino si agita in panchina, ma contro di me si trattiene. Un aneddoto è legato al primo derby, nel 2017: un componente della panchina della Valtarese, in quanto avversario, mi rivolse un insulto – ricorda il difensore -, ma in quella circostanza mio papà intervenne mio papà per avvisarlo che ero pur sempre suo figlio». La prima vittoria in famiglia e il passaggio del turno in casa Setti hanno permesso ad Alberto di poter brindare allo storico traguardo tagliato e, soprattutto, «alla riapertura del calcio dilettantistico»; Leonardo non ha ancora digerito del tutto la batosta e, con velato sarcasmo, augura al papà «di vincere ancora altri derby, ma di arrivare un punto dietro al Solignano in classifica».

Un’intervista doppia e una qualche mezz’ora trascorsa ad ascoltare gli aneddoti di “Casa Setti” potrebbe far pensare davvero che un giorno verrà realizzata una sit-com calcistica. Il prequel è già andato in onda un anno fa…

 

(Nella foto, Alberto e Leonardo Setti dopo la partita di Coppa di domenica Solignano-Valtarese)

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