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Calcio Giovanile

Bassa Parmense, con l’autofinanziamento lievitano anche i numeri

Bassa Parmense, con l’autofinanziamento lievitano anche i numeri

La Bassa Parmense riduce le squadre ma raddoppia gli iscritti. Sembra un paradosso ma è proprio così.

Fino all’anno scorso la società del presidente Iofre Azzali si occupava sia dell’attività di base che di quella agonistica, coprendo 6 categorie, con circa 110 ragazzi all’attivo; l’estate scorsa, però, il ds Tito Cofano ha raggiunto un accordo col Tonnotto San Secondo, che oggi sta seguendo l’agonistica, mentre tutta l’attività di base è rimasta in carico alla Bassa Parmense. Tale sinergia, oltre alla qualità della proposta formativa per i ragazzi, ha fatto lievitare il numero dei tesserati della società di Trecasali da 110 a 180 ragazzi.

«E’ vero – dice Tito Cofano, diesse e vice presidente della Bassa Parmense – Per la prima volta nella storia abbiamo unito la volontà di due società di due comuni diversi, ma limitrofi, San Secondo e Trecasali. Tale accordo rappresenta per noi un nuovo inizio dopo 25 anni di attività. La nostra società si sta occupando infatti dell’attività di base, mentre il Tonnotto sviluppa tutta la parte agonistica. Unendo le forze del territorio oggi la Bassa Parmense annovera 180 ragazzi, che si dividono in 4 categoria, dai 2015 ai 2012, un numero mai visto prima per solo quattro annate. Parallelamente, abbiamo creato una sezione chiamata “motricità”, per i ragazzini dai quattro anni in poi, finalizzata a gettare le basi a livello postulare e coordinativo grazie alla collaborazione con tre studi medici».

Quante territori abbraccia la vostra società?
«Quelli limitrofi, anche se la Bassa parmense come area geografica, va dai comuni di Mezzani fino a Busseto, passando per Colorno, Sorbolo, Viarolo, Soragna, Fantanellato e via dicendo. Oggi abbiamo iniziato a collaborare col San Secondo, ma in futuro sarei felice di allargare la sinergia anche ad altre realtà del nostro territorio».

E’ vero che la Bassa Parmense è un po’ una mosca bianca in quanto si autofinanzia con tornei, iniziative, bar e iscrizioni, senza alcuno sponsor?
«Fino ad ora è sempre stato così. Noi siamo solo una società di pura attività di base e ci autofinanziamo perché crediamo fermamente nel servizio che offriamo ai ragazzi del nostro territorio. I nostri ricavi nascono dalle quote annuali, dai vari tornei che organizziamo durante l’anno e dall’attività del bar e tutto ciò che va al di là delle spese vive lo reinvestiamo per migliorare i servizi offerti ai ragazzi e le nostre strutture. E’ ovvio che non ci dispiacerebbe avere qualche azienda al nostro fianco, ma finché riusciremo ci manterremo con le nostre sole forze continueremo a farlo e saremo orgogliosi di riuscirci. Il fatto che ogni anno i numeri crescano significa quindi che stiamo facendo un buon lavoro, anche a livello gestionale».

Secondo lei qual è la prospettiva di crescita della Bassa Parmense?
«Cercheremo di allargare il nostro bacino d’utenza, concedendo a ogni ragazzo il proprio spazio, il proprio obiettivo e la possibilità di giocare. Mi auguro che questo progetto, nel corso del tempo, possa essere sposato anche da altre realtà limitrofe, per rendere ancora più solida e professionale l’offerta formativa per i nostri ragazzi».

Avete fatto anche investimenti importanti sulle strutture: avete un campo a nove in sintetico e due splendidi campi in erba dietro alla tribuna…
«Per il nostro nuovo sintetico dobbiamo ringraziare l’Amministrazione comunale che ci ha aiutato, permettendoci di realizzare un vero gioiello sul quale giocheremo la prossima Winter Cup, la più grande che c’è in regione, organizzata in sinergia con l’Audace: fra poche settimane scenderanno in campo 120 squadre, divise in 6 categorie e si giocheranno 340 partite in due mesi sul nostro sintetico e su quello di Taneto. Grazie al nostro impianto riusciamo ora a organizzare manifestazioni in grado di farci entrare risorse importanti che anche quest’anno reinvestiremo per continuare a crescere, creando una sala ristoro esterna all’attuale struttura con una nuova cucina. Solo la nostra fatica, la nostra volontà e il nostro desiderio di creare sempre qualcosa di migliore per i nostri ragazzi ci permettono di raggiungere i risultati che stiamo ottenendo e dei quali andiamo fieri».

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