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Ciclismo

Marco Marzano, vi racconto il mio Giro: pronto a fare la mia parte, come corridore e come inviato

Marco Marzano, vi racconto il mio Giro: pronto a fare la mia parte, come corridore e come inviato

AMSTERDAM – Finalmente si comincia. Dopo tanta attesa domani si parte e per fortuna sono tra i primi al via, corro subito e non ci penso più, senza subire troppo stress. E da oggi vi racconto il mio Giro, tappa dopo tappa, per spiegarvi le sensazioni e le emozioni che si vivono correndo la corsa rosa.

Non sono un cronoman e quindi parto in questa prima tappa senza velleità di classifica; pensando a risparmiare energie per le prossime tappe. Io sono un gregario principalmente per Damiano Cunego, quindi devo tenere le batterie cariche per l’ultima settimana quando si scaleranno le montagne. Ma dovrò lavorare già dalla seconda e terza tappa che si corrono qui in Olanda, gare per velocisti che vedranno sicuramente il mio compagno Petacchi a giocarsi la vittoria.

Lui ha il suo treno per le volate, ma anche noi gregari avremo un compito importante e difficile: dovremo cercare di controllare la corsa per chiudere le fughe e garantire l’arrivo in gruppo perchè Alessandro possa giocarsi le sue possibilità. Un compito difficile dicevo, reso ancora più duro dal vento che da queste parti è davvero forte, cui oggi si è aggiunta anche la pioggia. Secondo le previsioni domani non dovrebbe piovere, ma devo dire che anche se questa prima parte di Giro in Olanda non mi entusiasma, la scelta degli organizzatori è comunque condivisibile: Amsterdam è una città affascinante, la città è a misura di ciclista e le due ruote sono quasi una religione; portare qui la carovana rosa è una bella cosa.

Questa edizione del Giro torna al classico, con l’ultima settimana che torna ad essere caratterizzata dalle vette storiche su cui si sono compiute le imprese espiche che hanno reso gloriosa la storia di questa corsa. Una settimana in cui si deciderà il vincitore e nella quale potrebbe esserci spazio per me. Certo il mio primo compito è quello di gregario e bisognerà valutare il piazzamento di Cunego e Simoni, i nostri uomini di classifica, ma probabilmente ci sarà lo spazio per provare a vincere una tappa.

Del resto io sono Professionista dal 2005 (l’anno prima ho vinto il Giro Dilettanti) e questa è la mia terza partecipazione al Giro, ma mi manca ancora un successo di tappa. Mi piacerebbe coglierlo quest’anno su una delle frazioni più prestigiose come il traguardo dell’Aprica dopo aver scalato il Mortirolo, quello del Tonale dopo il passo Gavia, lo Zoncolan o il Monte Grappa.

Sarà un finale pirotecnico, un’ultima settimana da non perdere. Ma anche prima ci sarà da divertirsi, i corridori sono pronti a dare battaglia e a regalare spettacolo. E io sono pronto a fare la mia parte; come corridore e come inviato.

Marco Marzano

Le dichiarazioni della vigilia: Evans, Sastre e Basso si candidano alla vittoria. Cunego tiene un basso profilo

“Punto a qualche successo di tappa e a dare spettacolo” ha detto nell’odierna conferenza stampa Damiano Cunego della Lampre, che preferisce non sbilanciarsi, almeno non prima che si arrivi alle ultime tappe, quelle che saranno decisive. Perchè sotto sotto, ovviamente, ci spera: “Tutto dipende da come sarà la situazione di classifica dopo il Terminillo. Se sarò in corsa e la condizione sarà buona allora potrei pensare anche a un’ultima settimana con un ruolo diverso”.

Chi invece non si nasconde e punta dritto alla vittoria finale è il campione del Mondo Evans: “In passato non mi ha certo aiutato – sorride riferendosi ai due secondi posti al Tour de France -. Ho perso qualche chilo e sono arrivato a questo appuntamento nelle condizioni che volevo, ma a me interessa solo progredire dal primo all’ultimo giorno”. Ancora più diretto Sastre: “Il Giro è l’obiettivo più importante della mia stagione. Non voglio fallirlo, sono tranquillo e non vedo l’ora che si cominci a correre”. Ivan Basso manifesta le sue ambizioni, non senza rivolgere un pensiero a Pelizzotti che non sarà al via: “Sono vicino a Franco perché è un amico, ma sulla sua situazione è già stato detto tutto da lui e dalla squadra. Nibali ha talento e correrà un grande Giro. Io voglio vincere, e anche se sono un po’ sotto condizione credo di avere le possibilità per crescere in queste tre settimane”.

Nessun proclama invece dagli altri favoriti alla vittoria finale: Garzelli, Simoni, Vinokourov e Wiggins scelgono, come Cunego, di tenere un profilo basso.

La prima tappa, sabato 8 maggio 2010

Cronometro individuale, Amsterdam, 8,4 km

Si apre con una cronometro di 8,4 km la 93esima edizione del Giro d’Italia, su un percorso che si sviluppa lungo i vialoni alberati e i canali di Amsterdam, tutto all’interno della città scelta da Zomegnan per la partenza della corsa rosa. Una crono totalmente pianeggiante, fatta di lunghi rettilinei interrotti da 13 curve e 8 semicurve. L’ultimo chilometro è tutto sull’Apollolaan, un largo vialone con due semicurve nella prima parte e una curva a sinistra ai 200 m dall’arrivo

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