Entra in contatto:

Ciclismo

Schleck conquista il Tourmalet, Contador mette le mani sul Tour. Malori: Dalla cima vedevo i Campi Elisi

Schleck conquista il Tourmalet, Contador mette le mani sul Tour. Malori: Dalla cima vedevo i Campi Elisi

Chi si accontenta rode. Il Tourmalet ha emesso il suo verdetto: tappa ad Andy Schleck e Tour de France a Contador, salvo clamorosi ribaltoni nelle ultime tre tappe, con buona pace del pubblico.

La frazione odierna, con l’arrivo sul gigante pirenaico, era l’ultima chiamata per il lussemburghese della Saxo Bank per sbancare Tour e pronostici, ma si è dovuto rassegnare quando, ormai solo verso il traguardo seguito da un’incombente ombra gialla, ai – 3,8 km ha subito un violento scatto da parte di Contador, ricucito con una discreta brillantezza ma che a quel punto gli aveva rimosso le già ridotte speranze di staccarlo.

Negli ultimi 10 km il Tour era tutto lì, un uomo in bianco ed uno in giallo reciprocamente contro, con il resto che non contava nulla ed a fare appena da semplice cornice.

Le condizioni per sovvertire la classifica appesantita di soli 8”, Schleck ce le aveva tutte: tanti chilometri di montagna, spirito di iniziativa, rabbia da scatenare (in un gioco di parole dopo il celeberrimo salto di catena di lunedì), un Contador da stanare presto e un meteo freddo ed uggioso; insomma la classica situazione da impresa.

Inizialmente la tappa vive su una brutta caduta di Samuel Sanchez al km 25 (il 3° in classifica ripartirà dopo qualche minuto di apprensione generale) con la fuga di 7 battaglieri di rango già evasa (Flecha e Boasson Hagen-Team Sky, Koren-Liquigas, Kolobnev-Kathusha, Burghardt-BMC, Perez Moreno-Euskaltel e Pauriol-Cofidis) tutto il giorno rincorsa con spreco dal solitario Sastre (in cerca anche lui di un’azione d’altri tempi) e con il gruppo attardato fino a 9’.

I chilometri passano, il tempo stringe, le montagne non fanno selezione e non danno spettacolo, se si eccettua un simpatico gregge di pecore e capre che, in prossimità del gpm del Soulor, si infilano nel gruppo maglia gialla improvvisandosi tifose impaurite e difficoltà per i corridori al tempo stesso.

I 19 chilometri che portano al Col du Tourmalet volevano e valevano l’attenzione della Grande Boucle, lasciando la scena per i due contendenti finali, con il giovane Andy a studiare il “coup du théatre” da piazzare ai danni del pistolero Contador proprio sul palcoscenico più prestigioso.

E come già anticipato, a 10 km dall’arrivo l’uomo in bianco e l’uomo in giallo non si sottraggono a ruoli e responsabilità: Andy parte, Albertino risponde e gli altri (Sanchez, Menchov, Van den Broeck, Gesink, J. Rodriguez, Hesjedal, Kreuziger Horner ora in quest’ordine nella generale) si mettono seduti comodi in prima fila inseguendoli come da copione e giocandosi fra loro i premi per i migliori attori non protagonisti, con il buon Cunego che sarà 11° sul traguardo.

E’ anche un gioco di sguardi oltre che di pedalate, che certamente potrebbe e poteva offrire di più; Schleck ci prova ma non sgancia Contador (che nel frattempo ipoteca la vittoria finale) riducendo le proprie pretese della nottata da un belligerante “o tutto o niente” ad un ovvio “un secondo posto è meglio di un terzo”, sotterrando l’ascia di guerra in cima al Tourmalet e godendosi il bis di primi – posti di tappa – in questa Grande Boucle.

Sms di Malori:
“Oggi dalla cima del Tourmalet ho visto meglio Parigi…..direi che i Campi Elisi si vedevano molto bene nonostante la nebbia!!!….oggi volavo ma sono rimasto con il gruppetto di Petacchi per dare una mano, ma va bene uguale…..ora sto bene e sapere che l’obiettivo si avvicina mi fa stare ancora meglio. Domani si lavorerà per vincere e riprendere così anche la maglia verde….A presto gente”

Presentazione 18a tappa Salies de Bèarn – Bordeaux 198 km – 23 luglio 2010

Ci si avvia verso la conclusione della 97a edizione del Tour partendo da un distacco (8”) tra i primi due che ricorda molto da vicino la classifica finale del 1989, quando l’americano Greg Lemond battè della stessa misura Laurent Fignon (in vantaggio di 50” alla penultima tappa) volando nell’ultima frazione a cronometro (grazie all’allora innovativo e sperimentale manubrio da triathlon) e conquistando il suo secondo Tour de France.

Mancano ancora 3 tappe e quindi il divario tra Contador e Schleck è destinato a crescere in vista della crono di sabato e date le difficoltà del lussemburghese nelle prove contro il tempo, però il Tour 2010 sarà ricordato anche per questo esiguo vantaggio.

Domani si lasciano definitivamente le montagne per arrivare dopo 198 km a Bordeaux attraversando prima la pianura atlantica della Gironda nella regione vinicola dell’Aquitania.

Tappa ed arrivo classico per i velocisti superstiti che torneranno a prendersi la scena dopo aver stretto i denti sui Pirenei.

Facile prevedere il lavoro della Cervelò e della Lampre-Farnese Vini (con il nostro Malori a guidare il treno blu-fucsia) per contendersi gli ultimi punti per la maglia verde, ora indossata da Thor Hushovd che ha 4 punti di margine su Ale-Jet Petacchi (191 a 187).

Commenti
Pubblicità

Commenti Recenti

Pubblicità
Pubblicità

Altri articoli in Ciclismo

© RIPRODUZIONE RISERVATA