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Il transito parmense del Giro 2021 e l’amarcord di Malori

Il transito parmense del Giro 2021 e l’amarcord di Malori

Le indiscrezioni e le anticipazioni delle settimane scorse hanno trovato conferma nella presentazione odierna del 103° Giro d’Italia (in programma dall’8 al 30 maggio): il prossimo 11 maggio Parma e provincia verranno attraversati dalla carovana in occasione della 4a tappa, la Piacenza-Sestola di 186 km.

Come avvenne nel 2019 nella Carpi-Novi Ligure, ci sarà un transito di una cinquantina di km ma stavolta in senso inverso: i corridori entreranno nel parmense venendo da Alseno, passeranno Fidenza e restando sempre sulla Via Emilia raggiungeranno Parma (dovrebbero passare da Piazza Garibaldi, via Repubblica e quindi zona stadio Tardini) per poi dirigersi su Strada Traversetolo, Botteghino, Marano, Piazza, Traversetolo ed infine uscire dalla provincia dopo Vignale verso San Polo d’Enza, da cui poi inizieranno le prime colline reggiane, quindi sconfinare sull’appennino modenese a Sestola per il primo arrivo in salita.

La data, 11 maggio, e il passaggio da Traversetolo hanno in Adriano Malori il comune denominatore e non possono non farci tornare alla memoria la sua maglia rosa conquistata quel giorno del 2012 a Porto Sant’Elpidio quando era in maglia Lampre-Isd. Ma i ricordi e gli aneddoti legati al Giro d’Italia tra lui e il suo paese non si fermano qui, partono da quando era bambino fino a quando era un giovane professionista.

«Quando passerà la corsa – spiega Adriano Malori, ora preparatore atletico del suo centro 58×11 a Basilicanova e padre da 3 mesi, insieme alla moglie Giorgia, di Elettra Celeste – sarà una giornata senz’altro molto particolare, che vivrò col trasporto, forse con la deformazione professionale, del corridore che è ancora in me. Passeranno di qui forte ma sarò attento a notare quei dettagli che tante volte ho vissuto in gara. E pensate che sarà la terza volta che guarderò il Giro da vicino, tutte da un punto di vista diverso. Nel 1999 ero un giovanissimo, G5, e rimasi a casa da scuola per vedere il gruppo che sfrecciava accanto allo stradello di casa (era il 27 maggio, la Sassuolo-Rapallo, ndr) con la speranza un giorno di diventare uno di loro. La seconda volta passò ancora davanti a casa mia e fu nel 2011 (il 9 maggio, la Reggio Emilia-Rapallo, ndr), ero al secondo anno con la Lampre, avevo in programma di correre il mio secondo Tour de France ma quel giorno lo ricordo bene purtroppo perché fu la maledetta tappa in cui perse la vita il povero Wouter Weylandt scendendo dal Passo del Bocco. Il prossimo 11 maggio, data non indifferente per me, vedrò il Giro da addetto ai lavori e per salutare da bordo strada tanti amici».

La Piacenza-Sestola però riserverà un altro momento che strapperà più di un’emozione: la prima salita della frazione sarà verso Canossa, dove dal 2018 c’è una stele in memoria di Michele Scarponi, ex compagno di Malori alla Lampre e morto tragicamente in allenamento il 22 aprile 2017. E guardando la cartina, curiosamente, Canossa in linea d’aria è di fronte a Castione Baratti, dove abita Adriano.

«Michele – ricorda Malori – era un grande, manca uno come lui. Era il mio capitano quando io presi la maglia rosa e il primo flash che mi viene in mente è quando alla sera in hotel a cena lui arrivò, si complimentò ancora con me e poi disse “Malo ma ti rendi conto? Hai preso la maglia prima di me! Incredibile!”. Infatti lui non l’ha mai indossata (il Giro del 2011 lo vinse in modo postumo per la squalifica di Contador, ndr), incredibile davvero. In bici sono stato tante volte dove c’è la sua stele, ogni volta mi fermo, gli faccio un saluto e gli dedico qualche minuto».

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