I Panthers cedono il passo ai Seamen. La Fidaf esulta: è l’Italian Bowl che “tanti auspicavano”

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Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2017

Non sono un giornalista avvezzo alla polemica, ma quanto ci ha scritto oggi l’ufficio stampa della Fidaf è francamente sconcertante e impossibile da ignorare. Ho seguito i Panthers con le telecamere di Sportparma per tutta la stagione, come sempre faccio con passione e, credo, correttezza professionale dal 2009; purtroppo oggi un impegno familiare imprescindibile mi ha impedito di essere al Tardini per la semifinale che vedeva i ragazzi del Presidente Tira opposti ai Seamen Milano.

Ovviamente sono rimasto per quanto possibile in contatto con i miei colleghi allo stadio e la delusione è stata grande per come i milanesi sono riusciti a ribaltare il risultato, senza dubbio con pieno merito. Onore ai vincitori. (domani saranno disponibili highlights e interviste su Sportparma)

Di solito non leggo i comunicati della Federazione Italiana di American Football, ma stavolta non avendo visto la partita ho aperto la mail con una certa curiosità; ma al comunicato non ci sono nemmeno arrivato!

Nella testo della mail, a firma Barbara Allaria, si legge: “ … in allegato il CS che racconta l’esito delle due semifinali di Prima Divisione, che hanno sancito il risultato che probabilmente tanti auspicavano: sarà il derby di Milano tra Rhinos e Seamen l’Italian Bowl 2017“.

Rileggo e penso: forse c’è un errore, forse è stato usato il verbo “auspicavano” invece di “si aspettavano“, così provo a rispondere alla mail; chiedendo semplicemente: “In che senso “che tanti auspicavano“?

La risposta arriva e non è una correzione alla quanto meno inelegante espressione precedente, anzi è una sconcertante sottolineatura del concetto: “Nel senso che un derby come quello di Milano, con due squadre che hanno tantissimi tifosi al seguito (nel CS è scritto e spiegato) naturalmente era auspicabile se si vuole tentare di riempire lo Stadio Menti“.

E in effetti il concetto è ribadito in apertura del comunicato, che compare anche sul sito ufficiale della federazione: “In molti lo speravano, perché il livello organizzativo e di gioco delle due squadre milanesi, nonché il grande seguito di tifosi che Rhinos e Seamen portano in dote avrebbe sicuramente garantito un ottimo spettacolo in quel di Vicenza, ma che fosse proprio il derby di Milano ad appropriarsi del palcoscenico dell’Italian Bowl 2017 non era affatto scontato“.

In altre parole la Fidaf ci dice: meno male che le altre squadre non si sono messe in mezzo, come speravamo saranno le due milanesi a giocarsi l’Italian Bowl allo stadio Menti di Vicenza. In questo modo ci sarà più pubblico e lo spettacolo sarà migliore rispetto a quello che qualsiasi altra squadra avrebbe potuto offrire.

Mentre De Coubertin si rivolta nella tomba, il presidente Lotito, quello che diceva che Carpi e Frosinone i serie A avrebbero causato un danno economico alla massima categoria, annuisce compiaciuto.

Sconcertante, non ci sono altre parole per definire questa posizione che viene dall’ufficio stampa della Fidaf ed è quindi da ritenersi quella ufficiale della Federazione e dei suoi dirigenti.

Ribadisco, merito ai Rhinos e ai Seamen che partivano con i favori del pronostico e meritano di giocarsi il titolo. Ma è desolante constatare che per chi governa il football italiano i valori dello sport si riducano a questo. Lo sappiano le altre compagini: possono allenarsi, impegnarsi allo stremo, ribaltare i pronostici e arrivare alla finale scudetto, ma la Fidaf non ne sarà felice!

Questa è una mancanza di rispetto gravissima, a mio modestissimo parere, per tutti quei ragazzi che, per pura passione, si dedicano anima e corpo a questo sport, spesso affrontando grandi sacrifici sia in termini affettivi che professionali. Gli stessi ragazzi che permettono alla Fidaf di esistere.

Tralasciando la considerazione che se la buona riuscita dell’evento principale della stagione di football dipende da quali squadre meriteranno di giocarlo, è evidente che ci sono dei limiti piuttosto pesanti nella organizzazione dello stesso; mi permetto di suggerire una location milanese per il prossimo Italian Bowl e mi costringo ad “auspicare” tanti altri meritati successi per Rhinos e Seamen. Per il bene del Football italiano.

  • Mah, proprio un attaccarsi al nulla per fare polemica. E allora come mai la FIDAF avrebbe lasciato retrocedere i Warriors Bologna, da sempre la squadra con più pubblico d’Italia, visti i 1200 spettatori di media per partita alla Lunetta Gamberini?

    Mi dispiace non sia passata Parma, squadra che stimo anche si ci hanno battuti in finale nel 2011, ma sarà effettivamente una grande finale. Speriamo ci sia tanto pubblico per continuare a rilanciare questo meraviglioso sport, che merita più attenzione.

  • Gentile Fulvio, nell’articolo di Daniele vengono stigmatizzate le parole usate in un comunicato ufficiale, sicuramente per una svista e comunque presumiamo non intenzionalmente, ma certamente non intendiamo discutere della volontarietà della federazione.
    Che siamo certi lavori per il bene di questo sport. Siamo altrettanto certi (facendo riferimento alla tua indicazione sui Warriors) che non sia la Fidaf a scegliere chi retrocede e chi no, o chi vince e chi no, ma solo la legge del campo.

    E infatti i Seamen hanno vinto e i Panthers hanno perso perchè i primi non hanno mollato fino all’ultimo e i secondi invece sono crollati. Come sempre abbiamo fatto, per quanto come testata locale non possiamo che tifare per i padroni di casa, non possiamo abbandonare un commento oggettivo sui fatti.

    Personalmente vorrei aggiungere che l’unico sold-out che mi ricordi nella recente storia del Football Americano (ultimi 10 anni) al Superbowl c’è stato proprio con i Warriors a Parma nel 2011 quando (come sarebbe giusto in questi casi) l’organizzazione di enti pubblici (comune), federazione, lega e squadre lavorò di comune accordo. In un luogo vicino ad entrambe le squadre e anche vicino alle squadre avversarie. E con una dimensione dell’impianto che, televisivamente parlando, ha permesso di offrire per la prima volta gradinate gremite in ogni ordine di posto. Probabilmente la misura giusta per questo (e altri) sport. Quindi piuttosto che di polemica, io parlerei di critica costruttiva.

    Per fare polemica avremmo potuto certamente utilizzare altri argomenti che si sono proposti durante questo campionato, ma che appunto, non essendo noi polemici abbiamo preferito non cavalcare. E ti assicuro che la polemica genera click e visualizzazioni.

    Qui il video del 2011: https://www.youtube.com/watch?v=10ZvxI4uV0Y

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