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IL COMMENTO: una magia di Lauria accende la festa e allontana ancora di più l’Altovicentino

IL COMMENTO: una magia di Lauria accende la festa e allontana ancora di più l’Altovicentino

Una magia di Lauria è il timbro sul certificato di promozione del Parma. L’altovicentino torna a +9 quando alla fine del campionato mancano solo 7 giornate. Un gol in rovesciata, quello di Lauria (entrato 3 minuti prima al posto di Baraye), arrivato ad una manciata di secondi dal 90′ che suona come una liberazione. Una liberazione dopo una gara spigolosa, bruttina e senza grandi sussulti, se non una traversa colpita dal Romagna Centro nella ripresa con Rizzitelli e l’espulsione per doppia ammonizione di Agrifogli, sempre nel secondo tempo. Un’espulsione che comunque non ha scoraggiato il Parma, il quale ha sempre cercato di vincere, seppur in maniere un po’ arruffona e senza mai impensierire seriamente il portiere romagnolo Semprini.
C’è da dire che l’atteggiamento dei primi 45 minuti ha sfiorato l’arroganza: si è vista in campo una squadra troppo sicura di se, che ha commesso diversi errori in disimpegno e concesso qualcosa di troppo al Romagna Centro, una squadra che lotta per non retrocedere, mica il Barcellona. Il 4-3-1-2 di Apolloni ha fatto un passo indietro rispetto alla vittoria di domenica scorsa al Tardini, ma questi sono solo dettagli, o meglio, il classico pelo nell’uovo. Le grandi squadre vincono anche quando non brillano. Ed è quello che è successo oggi ai crociati, incapaci di sfondare sulle fasce, con Giorgino guardiano disattento davanti alla difesa, Ricci un po’ spaesato, Longobardi volenteroso ma pericoloso solo con un destro da fuori area (parato facilmente). Vittoria a parte, la terza consecutiva,
non è tutto da buttare, anche perché alla fine la pazienza è stata premiata. E che premio: una sforbiciata da manuale del calcio (o se volete, da copertina dell’album Panini) che Lauria ha regalato a se stesso e soprattutto a tutto il Parma, confermando ancora una volta l’importanza di una rosa ampia e lo spirito giusto di tutti quei giocatori che entrano dalla panchina. Nella ripresa si è rivisto anche Guazzo dopo le scintille di 7 giorni fa con Apolloni, questo significa che lo strappo è stato ricucito con diligenza e professionalità.
Un applauso al Romagna Centro che oltre alla traversa, nel primo tempo è andato vicino al vantaggio con un destro dal limite di Dall’Ara, l’unica vera occasione di un primo tempo brutto e avaro di occasioni.
L’1-0 finale premia forse eccessivamente i crociati, ma non sminuisce il coraggio di Apolloni che anche in inferiorità numerica per un’ingenuità di Agrifogli (fallo inutile a centrocampo), mandato in campo tre punte, dimostrando una fame da cannibale.

(foto Parma Calcio 1913)

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