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Bellinazzo a ParmaTalk: «Il Parma ha una proprietà forte, ma è sempre in perdita»

Bellinazzo a ParmaTalk: «Il Parma ha una proprietà forte, ma è sempre in perdita»

L’ospite d’eccezione della 17esima puntata di ParmaTalk è stato Marco Bellinazzo, noto giornalista de Il Sole 24 Ore e scrittore, esperto in materia di finanza calcistica.

Bellinazzo ha analizzato la situazione del Parma di Krause: “L’attivismo del Parma sul calciomercato non è passato inosservato, a volte è sembrato anche confusionario con una girandola di nomi. Rinforzi imposti dalla classifica e dal bilancio”.
Il penultimo posto in classifica è un rischio molto alto: “In caso di retrocessione – continua Bellinazzo –  il paracadute è un sollievo, ma passare dalla A alla B significa perdere 30-35 milioni di euro di diritti tv. Questo dà l’idea del rischio che si corre”.

Una situazione diffusa in tutto il panorama del calcio italiano: “Il Parma, come il Bologna e la Fiorentina, hanno un problema essenziale: un fatturato strutturale bassissimo rispetto a quelle che sono le esigenze del calcio, inoltre aggravate dalla pandemia.
Il fatturato strutturale del Parma è di circa 35 milioni di euro. Ha un costo della rosa alto (ingaggi e ammortamenti dei cartellini), il bilancio al 30 giugno 2019 le voci di costo assorbono quasi tutto il fatturato. Ingaggi e ammortamenti arrivano quasi a 50 milioni (2019).
I dati dei bilanci successivi dovrebbero essere peggiori. Il Parma è in perdita strutturale che ha bisogno di una società forte e di restare in A. Il Parma ha ricavi troppo bassi per permettersi la rosa che ha. O devi andare in Europa, o devi fare ricche plusvalenze. E’ un problema che riguarda molte piazze italiane”.

E’ un calcio non sostenibile, “aggravato dalla pandemia. Il calcio italiano è in recessione da 20 anni. La crisi pandemia impatta direttamente e indirettamente sul calcio. Il problema sta esplodendo.
La sfortuna di Krause è che la pandemia è intervenuta a bloccare un processo di investimenti che doveva essere propiettato a realizzare un piccolo modello di azienda calcistica. Le prime parole di Krause mi erano piaciute, però evidentemente le migliori intenzioni si scontrano con la burocrazia italiana.
Fare lo stadio nuovo permette al club di raddoppiare i propri ricavi da stadio. Se non riesci a fare questo, non si va da nessuna parte, soprattutto in una piazza ambiziosa come il Parma. Servono società sostenibili, che non significa “sparagnine”, ma fare progetti stile Atalanta, su medio e lungo termine.
Il Parma – conclude Bellinazzo ospite di ParmaTalk – non è messo male dal punto di vista economico finanziario. Non è tra le squadre messe peggio, anche perché ha sempre avuto una proprietà forte che ha fatto aumenti di capital per coprire le perdite. La stagione del Parma sta andando male e questo rischia di togliere lucidità nelle scelte. Il Parma senza interventi della proprietà è destinata a rimanere in una posizione di retroguardia. Oggi con 50 milioni di fatturato difficilmente si possono scavare posizioni in classifica”.

 

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