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BUFFON: «Emozionato e orgoglioso, ho ancora voglia di sognare»

BUFFON: «Emozionato e orgoglioso, ho ancora voglia di sognare»

Camicia bianca, vocione e occhi spiritati. Un unico filo condittore: entusiasmo e umiltà. Una leggenda come lo ha definito lo stesso presidente Kyle Krause.

E’ stato il giorno di Gianluigi Buffon, prima la presentazione nella sala stampa e poi il palco sul manto erboso del Tardini.

Il Buffon day è durato quasi due ore, quanto basta per accendere i riflettori su una storia d’amore che sembra uscire dalle pagine di un romanzo.
A fare gli onori di casa ci ha pensato il presidente Kyle Krause, orgogliosissimo di aver convinto Gigi a tornare nel ducato. Il patron americano ha iniziato il corteggiamento circa due mesi fa, negli spogliatoi dell’Allianz Stadium, dopo l’ultimo Juventus-Parma. <Giornata entusiasmante per la mia famiglia e tutto il Parma – ha spiegato il presidente -. Non abbiamo riportato solo uno dei più grani portieri al mondo ma un grandissimo uomo. Ci ho sempre creduto, fin dal nostro primo incontro a Torino. Buffon fungerà da modello per tutta la squadra”.

Un ritorno a casa tra ricordi e fotografie del passato, ma anche tante differenze, perché quando Buffon lasciò la via Emilia nel 2001, il Parma era marchiato Parmalat e non si trovava in serie B: “E’ passato tanto tempo ma quando sono entrato nello stadio ho provato tante emozioni – ha ammesso Buffon -. Krause è una persona di grandi valori. Ho impiegato 15-20 giorni prima di decidere, ma un giorno la risposta mi è salita dalle viscere e l’ho comunicata a mia moglie. I tifosi mi hanno mandato tanti messaggi, mi hanno toccato nel profondo, e in parte hanno contribuito alla mia decisione di tornare. Il mio aspetto da guascone irriverente che avevo in passato sono riuscito a dominarlo, ma per alimentarmi ho ancora bisogno degli stessi sogni che avevo da ragazzo. Sono passati 20 anni, ma sembra ieri. Sono orgoglioso, in pochi possono dire di essere tornati nella stessa squadra dopo 20 anni”.

Le parole di Buffon lasciano il segno, messaggi da tramandare ai più giovani. “Il Parma è il sedicesimo club in Europa e il quarto in Italia per numero di trofei vinti; e questo è un valore importante. Avevo altre offerte ma ho deciso di emozionarmi, perché solo così posso continuare ad essere forte. Ho la certezza di dire che sono un portiere forte solo se il mio coinvolgimento emotivo è totale, altrimenti rischio di fare brutte figure. Parma è la scelta perfetta per lanciare l’ultima sfida. Qui ci sono obiettivi importanti e io porterò la mia esperienza e la mia umiltà”.
Il futuro è la serie B, un campionato che Buffon ha conosciuto nella stagione 2006-07 con la maglia bianconera: “Non credo sia cambiato molto, il pallone è sempre tondo e la vittoria vale tre punti. Le regole per vincere non cambiano. L’anno in serie B con la Juve fu molto divertente. Noi in quella stagione eravamo talmente forti che potevamo fare i globetrotter. Ma alla fine ci siamo riappropriati di una dimensione calcistica che ti riporta a quando eri ragazzo, a quando ti sei avvicinato a questo mondo. Ma nelle prime 10 partite fu molto difficile, per questo dico che ci vorrà tanta umiltà”.

E poi c’è qualche altro record da battere: attualmente le presenze in maglia gialloblù sono ferme a quota 220, ne basteranno altre otto per superare Bucci e Thuram ed entrare nella top 10 della storia del Parma. Dulcis in fundo la Nazionale e i Mondiali in Qatar: “Non può essere un mio obiettivo, la Nazionale ha iniziato un nuovo corso ed è giusto così. Comunque mi sono posto l’obiettivo di arrivare a giugno 2022 con grande prestazioni”.

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