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Parma, la crisi infinita: contro la Lazio arriva un'altra sconfitta

Parma, la crisi infinita: contro la Lazio arriva un'altra sconfitta

L'involuzione continua e il pareggio con l'Inter era solo un'illusione momentanea. Il verdetto di Parma-Lazio (0-2) è un altro schiaffo in faccia per i crociati …

… che oltre ad incassare la sesta sconfitta nelle ultime otto partite, ha confermato tutte le difficoltà del momento: poche idee nella costruzione del gioco, condizione fisica appena sufficiente, difesa barcollante sui calci piazzati e non solo, attacco sterile e soprattutto confusione. E’ bene ricordarlo, l’ultima vittoria risale al 13 dicembre dello scorso anno (Parma-Bologna 2-1). Da allora solo due pareggi e una conferma che comincia a pesare: è crisi profonda. A poco servono le sterili polemiche di Leonardi che a fine partita ha attaccato la terna arbitrale (scandalosa per tutti i 90 minuti) per l’espulsione di Jimenez, quando il risultato era di 1-0. La Lazio ha vinto con merito, seppur grazie a due episodi, ma può recriminare a lungo per un gol non visto dall’arbitro e per un rigore non concesso, sempre nella stessa azione. Il Parma ha perso sul campo, perché non ha saputo trovare soluzione adeguate per superare una Lazio ingessata nei movimenti senza palla, ma efficace nel palleggio e in fase di copertura. Reja ha rispolverato Ledesma dal primo minuto (prima volta in questa stagione) e l’argentino ha disputato una prestazione convincente sotto tutti i punti di vista. Un’assurdità tenerlo fuori per tutto il girone d’andata.

La partita è stata bruttina, poche occasioni da gol, molti falli e gioco frammentato. Per non parlare dei continui lanci lunghi a cui si è affidata la squadra crociata che oggi, a differenza di altre volte, poteva contare su un trequartista (Jimenez) dietro due punte e ci sia spettava un gioco e una mentalità completamente diversi rispetto al passato. Guidolin, infatti, è passato dal 3-5-2 al 3-4-1-2 ma, ironia della sorte, complessivamente la squadra ha fatto un notevole passo indietro, forse perché non è abituata a giocare palla a terra e a comandare le danze in mezzo al campo. Il periodo no con cui è partito il 2010 fa sorgere molti punti interrogativi, soprattutto sulle scelte di calciomercato, ma questi sono altri discorsi. Quello che conta oggi è che il Parma deve ritrovare al più presto la condizione migliore e un gioco a cui affidarsi per ottenere gli ultimi punti che la separano dalla retrocessione. Le sconfitte, infatti, non fanno altro che sgretolare la sicurezza accumulata in tutto il girone d’andata, oltre a diffondere ansia e preoccupazione; brutti compagni di viaggio. Il distacco dalla terzultima in classifica – il Livorno – è di 7 punti. Al triplice fischio finale la curva Nord ha applaudito comunque, a differenza della tribuna centrale che ha fischiato, irritando non poco l’ad Leonardi, tant’è che ha invitato questi tifosi ad andare al Teatro Regio invece che al Tardini.
I primi 20 minuti della partita sono da censurare: nessun tiro in porta, anche perchè le due squadre sono imbottigliate a centrocampo. Il 3-5-2 di Reja si annulla con il 3-4-1-2 di Guidolin. Il pallone rimbalza a centrocampo come se fosse un flipper, le fasce sono chiuse e le difese sono corte e strette, impossibile passare. Servirebbe l’invenzione di qualcuno, ma un po’ la paura di perdere e un po’ la mancanza di qualità impediscono alla partita di decollare.

La giornata storta dell’arbitro De Marco di Chiavari (con lui il Parma non ha mai vinto) è iniziata subito, al 2′ infatti il Parma ha protestato per una trattenuta in area di Biava su Jimenez. Al 21′ il primo tiro in porta è di Brocchi (centrale); poi la partita si sblocca e il Parma va vicinissimo al gol dopo una discesa di Antonelli sulla sinistra e un assist perfetto per Biabiany che al limite dell’area piccola e con mezza porta sguarnita, inciampa e non riesce a segnare. Clamoroso errore. Al 27′ ancora Brocchi con un tiro sbilenco da fuori area. Al 33′ ci prova Floccari con un tiro da fuori che Mirante para centralmente. Al 34′ è la Lazio a protestare per una trattenuta in area di Lucarelli su Rocchi. Il primo tempo è tutto qui, fiacco e senza grandi sussulti.

Il secondo tempo è un piatto più ricco rispetto al primo: Guidolin sostituisce uno spento Bojinov con Paloschi ma l’ex rossonero è sfortunatissimo dato che dopo appena 7 minuti si procura un infortunio muscolare che lo costringe ad uscire in lacrime, tra gli applausi di tutto il pubblico del Tardini e dei suoi compagni di squadra. Entra Lanzafame ma raramente riuscirà a rendersi pericoloso. Se il buon giorno si vede dal mattino…

La Lazio cresce a vista d’occhio con il passare dei minuti, anche per demerito del Parma che continua a produrre inutili lanci lunghi per Biabiany, invece, di passare dai piedi di Jimenez, il trequartista tanto invocato nei mesi scorsi. Al 10′ Rocchi ruba palla a Paci e tenta una conclusione forte che Mirante non ha problemi a parare a terra; un minuto dopo Biabiany dribbla Ledesma al limite dell’area a tira di destro, Muslera respinge con la mano destra. Al 18′ la Lazio protesta per un clamoroso errore dell’arbitro: cross dalla sinistra di Kolarov, deviazione sotto porta di Floccari (ha corso per 90 minuti su tutto il fronte d’attacco), la palla supera la linea di porta di pochissimi millimetri (per capirlo è necessaria la moviola) ma trova Paci che con il braccio destro respinge e sventa il pericolo. In questa azione c’è tutto e di più: gol regolare, rigore ed espulsione. Reja prova a sbloccare la situazione togliendo Rocchi ed inserendo Zarate, è la svolta. I difensori gialloblù, infatti, vanno in tilt davanti ai dribbling e alla mobilità dell’attaccante argentino. Il gol dell’1-0 arriva al 23′: angolo di Kolarov, Stendardo è ben piazzato all’interno dell’area piccola, Mirante è in ritardo e il difensore segna il gol del vantaggio. Passano 5 minuti e la situazione peggiore ulteriormente: Jimenez protesta con il collaboratore dell’arbitro e viene espulso (forse per colpa di una parolaccia). Al 29′ angolo di Galloppa, Lucarelli svirgola clamorosamente al centro dell’area, è l’ultimo sussulto targato Parma. Dopo due tentativi di Zarate e Floccari al 44′ arriva il raddoppio: Floccari pennella un bel cross dalla destra che Zarate trasforma in gol con un tocco sotto porta che anticipa tutti, difensori e portiere. Finisce 2-0 e per il Parma è notte fonda.

PARMA – LAZIO 0 – 2
Marcatori: st 23’ Stendardo, 44’ Floccari.

PARMA (3-4-1-2): Mirante; Paci, Panucci, Lucarelli; Zaccardo, Morrone, Galoppa (37’ st Zenoni), Antonelli; Jimenez; Bojinov (1’ st Paloschi, 8’ st Lanzafame), Biabiany.
A disposizion: Pavarini, Dellafiore, Castellini, Lunardini. All. Guidolin
LAZIO (3-5-2): Muslera; Biava, Stendardo, Radu; Liechtsteiner (41’ t Diakitè), Brocchi, Ledesma, Mauri (37’ st Firmani), Kolarov; Rocchi (19’ st Zarate), Floccari.
A disposizione: Berni, Siviglia, Baronio, Hitzlsperger. All. Reja

Arbitro: De Marco di Chiavari
Note: cielo coperto, terreno non in perfette condizioni. Spettatori totali 15.410 (13.691 abbonati) per un incasso complessivo di 131.874,88 euro. Espulso al 28’ st Jimenez per proteste. Ammoniti Muslera, Radu e Morrone. Angoli5-4 per la LAzio. Recupero: pt 0; st 3′.

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