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Angiolini a Sportparma: “Ho sentito delle chiacchiere, mi dispiace. Per vendere una società bisogna rivolgersi alle banche,
ma a volte è più efficace il passaparola”

Angiolini a Sportparma: “Ho sentito delle chiacchiere, mi dispiace. Per vendere una società bisogna rivolgersi alle banche,
ma a volte è più efficace il passaparola”

In un’intervista esclusiva a Sportparma l’ex presidente del Parma Guido Angiolini ha parlato del delicato momento che sta attraversando Tommaso Ghirardi e tutto il club crociato, a poche ore da alcune scadenze fondamentali (stipendi e tasse) che rischiano di generare ulteriore caos, soprattutto dopo le voci incontrollate (poi smentite) su presunti compratori (Taci, Qatar e Becchetti). Rammarico, delusione e “sano” realismo nelle parole di Angiolini, che guidò il Parma in amministrazione straordinaria e con l’aiuto di Bondi, Baraldi e Carmignani traghettò i crociati verso i lidi della salvezza. Poi le dimissioni e la successiva cessione proprio alla famiglia Ghirardi.

Buonasera presidente, è sempre aggiornato sulle vicende del Parma?
“Buonasera. Sì, faccio quello che posso”.

Allora cosa ne pensa del caos societario che tiene banco in questi giorni?
“E’ indelicato parlare in questo momento, ma ho sentito un po’ di chiacchiere. Mi dispiace pecrhè sono legato al Parma, in quegli anni ho lavorato con passione e sentimento. Purtroppo nel calcio servono molti soldi e questo è un dato di fatto”.

Similitudini con la sua avventura alla presidenza del Parma?
“No, noi ne siamo usciti fuori senza l’aiuto di nessuno, anche perché l’azionista di maggioranza (la Parmalat ndr.) non poteva aiutarci”.

Stando alle ultime voci che circolano in città il Parma Fc sarebbe in vendita, ma come si vende una società di calcio?
“Normalmente ci si affida a delle banche per trovare possibili investitori. Ai miei tempi i contatti per la cessione del Parma arrivarono da fuori, da ambienti finanziari; a volte il passaparola è uno strumento più efficace. E poi, oggi è sempre più difficile trovare imprenditori italiani interessati ad entrare nel mondo del calcio, quindi è logico rivolgersi anche all’estero”.

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