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Calcio Serie A

Caso plusvalenze: deferiti il Parma e altri 10 club di A e B

Caso plusvalenze: deferiti il Parma e altri 10 club di A e B

Con un tempismo al quanto discutibile, cioè alla vigilia della ripresa dei campionati e dopo 14 giorni di stop per gli impegni della Nazionale, la Figc ha recapitato in mattinata i deferimenti relativi al nuovo caso plusvalenze che coinvolge 11 club di serie A, B e C, tra cui il Parma; oltre a Juventus, Sampdoria, Napoli, Pro Vercelli, Genoa, Pisa, Empoli, Chievo Verona, Novara e Pescara.

Il tutto è partito alcuni mesi fa dopo la segnalazione della Covisoc su 62 operazioni sospette di calciomercato che secondo l’accusa configurerebbero un illecito amministrativo, la violazione dell’articolo 31 del codice di giustizia sportiva, comma 1 e 2, e la violazione dell’articolo 6 comma 1 (responsabilità diretta).
Accuse che gli ex amministratori del Parma respingono con forza tant’è che filtra fiducia e tranquillità sull’esito del procedimento, la cui udienza, secondo quanto appreso da Sportparma.com, dovrebbe essere fissata a fine mese (aprile) o nella prima settimana di maggio 2022. Nessuno degli attuali dirigenti o amministratori è coinvolto nel procedimento.

Sono 11 le operazioni di mercato contestate al Parma (2 con la Juventus e 9 col Pescara) in 3 sessioni di mercato, tra cui l’assenza dei requisiti necessari per l’iscrizione al campionato 2020-2021. Un circostanza che lascia perplessi in quanto, come risulta dai bilanci del club, il saldo finanziario del totale delle operazioni contestate al Parma, nelle sessioni di mercato di riferimento, sarebbe negativo di circa 5 milioni di euro.
Inoltre, sempre per quanto riguarda il capitolo dell’iscrizione al campionato 2020-21, a quanto pare la Covisoc non avrebbe considerato l’aumento di capitale di circa 8 milioni di euro sottoscritto dai soci di Nuovo Inizio il 18 giugno 2020; condizione indispensabile proprio per ottenere l’iscrizione alla serie A.

Nello specifico, al club crociato vengono contestati 7 milioni di plusvalenze ma come è noto l’argomento non è regolamentato da alcuna normativa della Figc e quindi salvo clamorosi colpi scena è molto difficile stabilire il reale valore economico del cartellino di un giocatore, come conferma la stessa giurisprudenza che si è già espressa in passato su casi simili.
Un esempio? Secondo la procura federale la cessione di Galano dal Parma al Pescara, nell’estate del 2019, per circa 2 milioni di euro, sarebbe dovuto avvenire a cifre nettamente inferiori, cioè circa 600mila euro.

Ora spetterà al Parma Calcio 1913 e a Nuovo Inizio difendersi davanti al Tribunale Federale Nazionale della Figc (TFN); stando ad una prima ipotesi il rischio a carico della società gialloblù e dei suoi ex amministratori potrebbe essere quello di una sanzione amministrativa con diffida; difficile, invece, supporre una penalizzazione in termini di punti in classifica, sebbene il comma 2 dell’articolo 31 – qualora accertata la violazione – preveda tra l’altro penalizzazioni e retrocessioni.
Da fonti vicine alla società trapela la forte convinzione di poter dimostrare la totale correttezza dell’operato del Parma e l’estraneità ai fatti contestati.

Clicca QUI per il comunicato ufficiale della Figc

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