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Pietro Doca

Calcio Serie A

Cessione Parma, nuovo comunicato di Doca: “Non esiste alcun atto ufficiale e non intendo partecipare alla conferenza di domani”

Cessione Parma, nuovo comunicato di Doca: “Non esiste alcun atto ufficiale e non intendo partecipare alla conferenza di domani”

Pietro Doca torna a parlare e lascia il segno, come aveva fatto ieri sera, quando aveva smentito l’imminente chiusura dell’acquisto del Parma per conta di una cordata russo-cipriota, della quale farebbe parte anche il petroliere albanese Rezart Taci. Doca ha fatto sapere che non parteciperà alla conferneza di presentazione in programma domani pomeriggio al Tardini, perché la trattativa non è conclusa.
Ecco il testo del comunicato: “Non esiste alcun atto ufficiale, non è stata firmata alcuna compravendita. Ad oggi non sono alla guida del club Parma Calcio, non sono il proprietario e non sono il presidente della società Emiliana, come invece è stato scritto sugli organi di informazione. La trattativa verrà ufficialmente conclusa se ci saranno i giusti presupposti. Pertanto al momento non intendo partecipare ad alcuna conferenza stampa ma ne verrà indetta una quando e se verrà stipulato il passaggio di proprietà tramite atto notarile di compravendita della società Parma Fc”.
L’imprenditore albanese, proprietario di una gioielleria nel centro di Piacenza, ha chiarito anche la propria posizione, smentendo alcune indiscrezioni di stampa: “Al solo scopo di tutelare la mia stimata attività di oreficeria in Piacenza, che ha rapporti con importanti clienti, mi rivolgo ai giornalisti che hanno divulgato informazioni con tono che definirei insidioso contribuendo a creare un’immagine ambigua del sottoscritto. Al fine di evitare errate interpretazioni, tengo a precisare che dall’età adolescenziale ho vissuto in una stimata e benestante famiglia lodigiana, famiglia di orefici dal 1947. Al mio fianco è da sempre presente il mio padrino Giuseppe Novazzi (farmacista) e la mia madrina Danila Rizzi (orefice). Si tratta di una famiglia meravigliosa alla quale va il merito di quello che sono diventato oggi. Anni fa – spiega – si èdunque ritenuto necessario trascrivere all’anagrafe del Comune, con atto della Prefettura, l’identificazione del cognome Doka in Doca proprio per non dare adito a sbagliate interpretazioni, ed è stata definita con atto pubblico l’identificazione e la riconducibilità alla stessa persona”. La telenovela continua, il mistero si infittisce, ora si attende la mossa del Parma e di Ghirardi.

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