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Calcio Serie A

Juve, nelle carte dell’inchiesta Prisma compaiono il Parma e altri 14 club

Nella foto il Palazzo di Giustizia di Torino

Juve, nelle carte dell’inchiesta Prisma compaiono il Parma e altri 14 club

Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta della Procura di Torino che dal 2021 indaga sui debiti e le plusvalenze fittizie della Juventus e per la quale, nei giorni scorsi, sono state presentate 13 richieste di rinvio a giudizio per i vertici del club bianconero. Intanto si susseguono indiscrezioni, intercettazioni e retroscena.

Come riportato oggi da diversi quotidiani nazionali, i pm torinesi scrivono che “la partnership” della Juventus “con società terze ha inquinato ulteriormente il settore. Le attività tecniche hanno permesso di acquisire elementi plurimi investigativi sui rapporti di collaborazione tra i club. L’impatto delle condotte illecite rilevate appare di rilievo allarmante“. Ma chi sono le società terze a cui fanno riferimenti i magistrati? Stando alle indiscrezioni che trapelano dalla Procura piemontese, si tratterebbe di 15 club, tra cui il Parma dell’era Nuovo Inizio.

Le altre società che sarebbe coinvolte sono Atalanta, Sampdoria, Sassuolo, Empoli, Udinese e Monza in serie A, oltre a Grosseto, Pisa, Cosenza, Pescara, Lugano, Basilea, Sion ed Olympique des Alpes.
Questi rapporti tra i club, scrivono i pm, “portano a operazioni di acquisto-cessione dei calciatori, talvolta conclusi a condizioni di favore (…). Emergono rapporti di debito-credito opachi e non corrispondenti alla rappresentazione pubblica“.

Al momento non si conoscono ulteriori dettagli riguardo il possibile coinvolgimento del Parma e degli altri club citati nelle carte della Procura, ma secondo alcune fonti giudiziarie pare che i pm torinesi si stiano concentrando su tutte quelle operazioni di mercato tra i vari club che avrebbero generato delle plusvalenze fittizie e per cui il tribunale sportivo della Federcalcio, sette mesi addietro, aveva prosciolto il Parma e altri 10 club di serie A e B (61 indagati), tutti accusati di aver contabilizzato nelle relazioni finanziarie “plusvalenze e diritti alle prestazioni dei calciatori per valori eccedenti a quelli consentiti dai principi contabili”.

Allora come oggi, il processo mediatico sta facendo il suo percorso e ha già emesso le prime condanne, ma il processo deve ancora cominciare (un ‘dettaglio’ fondamentale che in molti trascurano). Di sicuro il calcio italiano, già schiacciato da una montagna di debiti, è vicino ad una pericolosa implosione che potrebbe travolgere un intero sistema.

 

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