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Calcio Serie A

Superlega, una giornata di dichiarazioni e prese di posizione

Superlega, una giornata di dichiarazioni e prese di posizione

E’ l’argomento degli ultimi due giorni, un terremoto che ha scosso il pianeta calcio.

Anche oggi è stata una giornata di dichiarazioni forti, di prese di posizioni e di accuse. Proviamo a riassumenre la giornata raccogliendo le parole dei principali protagonisti del calcio italiano e internazionale, con il Parma che ieri, attraverso un Tweet del presidente Krause, ha preso posizione (no alla Superlega) e durante l’assemblea straordinaria della Lega Calcio pare si sia schierato a favore dell’esclusione dal campionato di serie A di Juve, Inter e Milan, tre delle società fondatrici della Superlega.
Tra le posizioni più forti c’è quella di De Zerbi, tecnico del Sassuolo, il quale ha annunciato la sua contrarietà a giocare domani contro il Milan.

 

DE ZERBI (All. Sassuolo): “Il calcio è di tutti ed è meritocratico. Sono molto toccato e arrabbiato di questa cosa, ne abbiamo parlato con la squadra. Questo è un colpo di stato. Domani non vorrei giocare la partita perché il Milan fa parte di queste tre squadre. Queste società sono gestite da potenti e prepotenti ma non per questo debbono farla pagare alle piccole società che fanno le cose per bene”.

RANIERI (All. Samp): “Leggendo quello che vogliono fare alcuni club europei, la prima cosa che mi è venuta in mente è l’impresa del mio Leicester. Il bello del calcio sta proprio nella possibilità del più piccolo di poter competere con i più grandi: è l’essenza dello sport. Credo che questa Superlega sia una cosa sbagliata e spero che Fifa e Uefa abbiano gli strumenti idonei e la voglia per contrastare questo gigante”.

FERRARI (Pres. Nuovo Inizio): “Il calcio è il gioco più popolare del mondo solo perché da oltre cento anni permette alla gente di sognare. Sognare di vedere un giorno la squadra del tuo cuore competere e vincere contro le squadre più grandi. Una sera di 30 anni fa, nel tempio del calcio, a Wembley, c’erano 15 mila parmigiani. Venuti ad applaudire una squadra che pochi anni prima era in Serie C. Rubare questo sogno, chiudere per sempre le porte di Wembley ad una piccola squadra, non è solo una cosa avida, ma è una cosa stupida”.

KROOS (Real Madrid): “Purtroppo non spetta a noi giocatori decidere. Siamo burattini della Fifa e della Uefa. Se ci fosse un’unione di giocatori, non giocheremmo una Nations League o una Supercoppa spagnola in Arabia Saudita”.

GAZIDIS (Ad Milan): “Il Milan è lieto di confermare di essere uno dei dodici principali club europei che si sono uniti per dare vita a una nuova competizione infrasettimanale, la Superlega. Siamo fiduciosi che questa nuova competizione a 20 squadre catturerà l’immaginazione di miliardi di tifosi di calcio in tutto il mondo e rappresenterà l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo del gioco del calcio”.

CEFERIN (Pres. UEFA): “I grandi club di oggi non erano necessariamente grandi club in passato e non vi è alcuna garanzia che diventeranno grandi club in futuro. Il calcio è dinamico, imprevedibile. Questo è ciò che lo rende un gioco così bello. I club che pensano di essere grandi e intoccabili oggi dovrebbero ricordare da dove vengono. Abbiamo bisogno di squadre come l’Atalanta, la Dinamo Zagabria. Se il calcio europeo è al massimo livello mondiale sia per quanto riguarda i club che le nazionali, lo deve in gran parte alla sua diversità. Comunque c’è ancora tempo perché i 12 club cambino idea”.

ULIVIERI (Pres. Assoallenatori): “La Superlega è una porcheria nei confronti del sistema calcio, anche ai livelli inferiori, pensata per risolvere i problemi economici delle squadre che hanno sbagliato tutto nella gestione delle società. I tre club italiani non possono continuare a stare nella serie A andando nella Superlega”.

UEFA: “Le 55 federazioni membri e partecipanti al Congresso Uefa condannano la dichiarazione di una cosiddetta Superlega. Proteggeremo il calcio da un clan egoista a cui non importa nulla del gioco. Siamo il calcio europeo, loro no. Va contro il concetto stesso di ciò che deve essere europeo: unificato, aperto, solidale e basato sui valori sportivi”.

INFANTINO (Pres. Fifa): “Come Fifa non possiamo che fortemente condannare la creazione di una Superlega, che è un qualcosa di chiuso, che è una fuga dalle attuali istituzioni calcistiche.

TRIBUNALE MADRID: “Il Tribunale di Madrid ha adottato misure precauzionali per impedire qualsiasi misura che impedisca il lancio della Superlega. E’ quanto si legge su Mundo Deportivo, come riporta l’agenzia Efe”.

ROMA (comunicato): “La Superlega è totalmente in contrasto con lo spirito del gioco che tutti noi amiamo. Certe cose sono più importanti del denaro e noi restiamo assolutamente impegnati nel calcio italiano e nelle competizioni europee aperte a tutti”.

AL-KHELAIFI (Pres. PSG): “Riteniamo che qualsiasi proposta senza il supporto della Uefa non risolva i problemi che attualmente la comunità calcistica deve affrontare, ma è invece guidata dall’interesse personale”.

AMAZON: “Non siamo stati coinvolti in alcuna discussione per questa Superlega”.

RUMENIGGE (Bayern Monaco): “A nome del consiglio posso affermare espressamente che il Bayern non partecipa alla Super League. Il club è solidale con la Bundesliga. È stato ed è sempre un grande piacere per noi poter giocare come rappresentante tedesco in Champions League”.

GUARDIOLA (All. Machester City): ” Lo sport non è sport quando non c’è un rapporto fra sforzo e ricompensa. Settimana prossima giocheremo una semifinale di Champions perché l’abbiamo meritata. A questo punto possiamo dire che la Uefa ha fallito, tutti pensano a loro stessi”.

SACCHI: “La visione elitaria è un concetto diametralmente opposto a quello dello sport, che è inclusivo e non esclusivo. È evidente quindi che la Superlega vada contro lo sport e contro il calcio”.

MIHAJLOVIC (All. Bologna): “Secondo me è una cosa brutta, non la condivido, perché toglie la possibilità alle piccole di battere le grandi. Non facciamo i falsi moralisti: sicuramente la Superlega è una questione di soldi, tutti questi club sono indebitati. Se piace vincere facile vadano a farsi il loro campionato”.

 

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