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Zaccheroni: l'obiettivo della Juventus è il sesto posto

Zaccheroni: l'obiettivo della Juventus è il sesto posto

à‚«Affrontiamo una squadra che ha ancora una buona gamba. Come tutte le squadre di Guidolin ha avuto una flessione nel periodo invernale, ma ora hanno ritrovato la condizione. Noi avremo ancora una volta quattro o cinque assenti, ma l'importante è che stiano bene gli altrià‚».

Alberto Zaccheroni è quanto mai concentrato sulla sfida contro il Parma, perché come ripete più volte, vuole chiudere il campionato nel migliore dei modi: «Le motivazioni le ho: sono quelle che mi portano a voler finire nel migliore dei modi il campionato e credo debbano averle anche i giocatori. In settimana ci siamo allenati bene, ma la verifica ce la darà la partita. Il Parma è difficile da affrontare, perché è una squadra camaleontica, che cambia atteggiamento anche tre volte nel corso della partita. Ha attaccanti importanti ed è una formazione aggressiva che sa tenere bene il campo. Serviranno la giusta testa e le giuste gambe, perché voglio fare molto, molto bene queste due partite. I mezzi li abbiamo e la squadra sa che pretendo il massimo».

L’obiettivo è agganciare il sesto posto, che eviterebbe alla Juventus di anticipare la preparazione ai primi di luglio. Una situazione che per Zac non sarebbe comunque un problema: «I giocatori faranno le vacanze come al solito. Si terminerà prima questa stagione e inizierà prima la prossima. Io ho disputato i preliminari di Champions con diversi giocatori impegnati nell’Europeo e problemi non ne abbiamo avuti».

Qualche difficoltà, secondo il tecnico, potrebbero invece crearla le tante partite che l’Europa League comporta: «Ricordo la partecipazione alla Champions quando si giocava tutte le settimane: per un allenatore è difficile perché non può lavorare sul piano fisico e tattico, ma solo su quello psicologico. E poi è una questione di abitudine: si deve spostare l’attenzione dalla domenica al giovedì ogni settimana e questo non è semplice. Infatti molte squadre non abituate ad affrontare l’Europa League hanno pagato».

Zac analizza quindi questi mesi alla Juventus: «Nel calcio ci si ricorda solo del risultato. Più che allenare ho fatto gestione. Una gestione che ha dato buoni risultati per un periodo, ma poi sono intervenuti troppi fattori che ci hanno impedito di portare i giocatori in forma. Nella famosa settimana in cui abbiamo perso tre portieri, quella delle partite contro Siena, Fulham e Samp, abbiamo pagato molto. Purtroppo non c’è stato il tempo di lavorare sul piano fisico e su quello tattico. Abbiamo lavorato solo sulla testa, ma non è sufficiente, perché se non girano le gambe si finisce per perdere brillantezza. All’inizio ho allenato solo Udinese e Milan e visti i risultati mi sarebbe piaciuto farlo più spesso. Considerandomi un allenatore di campo e non di microfono, mi piacerebbe prendere una squadra da inizio stagione».

Il tecnico ribadisce quindi quanto sia importante chiudere bene la stagione e, da questo punto di vista, i segnali che arrivano dalla squadra sono incoraggianti: «Entusiasmo non ci può essere vista la classifica, ma dovremo comunque trovare energie per finire bene. La squadra nelle ultime gare ha fatto la partita, ma domenica o a Milano non siamo riusciti a trovare il risultato. A Catania però tutte le grandi hanno sofferto e noi siamo riusciti a fare la partita, contro una squadra fortemente motivata. Ora riusciamo a stare nella partita per novanta minuti e questi è importante per cogliere le occasioni che si presentano».

Il discorso si sposta infine sul mercato e sui diversi nomi che vengono associati alla panchina della Juventus per il prossimo anno. A chi gli chiede se ritenga che l’appeal della Juventus possa essersi ridotto, Zac risponde così: « Da uomo di calcio ritengo che sia sempre molto alto. È uno dei club più prestigiosi del mondo. Quest’anno non è andato bene, ma da lì a discuterne il fascino… Se un allenatore dice di no alla Juventus è perché non ci può andare…Tutti dovrebbero sentirsi onorati anche solo di esserne interpellati, perché qui c’è storia e blasone…Poi si può anche fare una questione di soldi: se un’altra squadra ne offre di più e questi interessano più degli obiettivi, allora è un altro discorso». (www.juventus.com)

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