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Calcio Serie A

Tessera del tifoso: i romanisti scrivono a Platini e difendono il Parma

Tessera del tifoso: i romanisti scrivono a Platini e difendono il Parma

Tessera del tifoso e trasferte vietate da inizio stagione tengono banco nel campionato più "odiato" dagli ultras italiani nella storia.

Ogni domenica in ogni stadio non c’è una tifoseria che non dedichi al ministro Maroni un coro poco amichevole. Non ultima quella del Parma, che prima si è vista negare la possibilità di vedere Parma-Sampdoria insieme ai “gemellati” tifosi blucerchiati (i problemi peraltro ci si sono stati fuori dallo stadio e probabilmente proprio per questo motivo) poi ieri ha visto i propri supporters “non tesserati” eclusi dalla possibilità di seguire la trasferta del “Meazza”. A San Siro contro i campioni d’Italia e d’Europa, nonostante il maltempo, a chi non piacerebbe andarci? Una polemica destinata a non finire qui, e che ha visto scendere in campo un gruppo di tifosi della Roma, che hanno inviato una lettera a Michel Platini. Una lettera, quella inviata al presidente dell’Uefa, in cui i romanisti, che nella nostra città non hanno esattamente lasciato bei ricordi in passato, citano tra gli altri l’esempio di Parma-Sampdoria come una vera e propria ingiustizia per i tifosi, gemellati da 20 anni e ai quali è stata negata l’annuale “festa di sport”. Come dire “mal comune mezzo gaudio”. E se è il “nemico” a difenderti significa che nessuno come questo può essere considerato un problema comune.

Di seguito il testo integrale della lettera spedita a Michel Platini: “Signor Platini, ancora una volta La avvisiamo di quanto sta accadendo in Italia allo sport che tanto amiamo. Il Ministro degli Interni (onorevole Maroni, Lega Nord), attraverso l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, sta cercando di evitare che i tifosi che non sono d’accordo con il suo progetto della “tessera del tifoso” (una carta prepagata ricaricabile imposta ai tifosi, non regolata da alcuna legge e assolutamente inutile) possano assistere a partite di calcio, anche se NON a rischio. Vendono i biglietti creando discriminazioni territoriali. Chievo-Roma, per esempio, partita assolutamente non a rischio, che ha visto solo la scorsa stagione 20mila tifosi romanisti sulle gradinate senza alcun problema, solo pochi giorni fa è stata individuata come “partita a rischio”, cosicché i tifosi della Roma che sono residenti nella Regione Lazio non possono acquistare i biglietti. Deve sapere che i tifosi che hanno sottoscritto la “tessera del tifoso” non sono soliti recarsi in trasferta, cosìcché il risultato è che i settori ospiti degli stadi sono sempre vuoti, anche per partite non a rischio. Stanno indicando come partite a rischio anche match come Parma-Sampdoria, le cui tifoserie sono gemellate da 20 anni, solo perché i loro correttissimi tifosi hanno detto no alla tessera del tifoso.
Se paragona l’affluenza negli stadi con le precedenti stagioni potrà facilmente vedere come gli stadi siano mezzi vuoti e questo è dovuto ai sistemi diabolici che hanno pensato per vendere i biglietti. In molti casi non si può comprare più di un biglietto a persona e, quando lo si può fare, bisogna portare con sé un documento in originale per ogni persona che vuole acquistarlo. Lazio-Roma è stata giocata di fronte a una Tribuna Tevere quasi vuota, anche se le relative immagini non sono state mostrate dalla televisione, perché si preferisce escludere i tifosi piuttosto che gestirli con gli usuali sistemi di ordine pubblico. Stiamo scrivendo questo per suggerire all’UEFA di monitorare con attenzione quanto sta accadendo negli stadi italiani, perché i media nazionali al riguardo tacciono. Noi crediamo che l’Italia non abbia il diritto di organizzare alcun torneo internazionale fino a che non saremo liberi di andare alle partite di calcio, così come abbiamo fatto dal 1896 fino al 2008. Con i migliori saluti”.

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