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Calcio Serie A

Le verità di Melli: “Prestai 100mila euro a Ghirardi, ci ho messo tre anni a recuperarli. La società era in mano a Leonardi”

Le verità di Melli: “Prestai 100mila euro a Ghirardi, ci ho messo tre anni a recuperarli. La società era in mano a Leonardi”

In un’intervista esclusiva a Sky Sport Alessandro Melli, storica bandiera crociata e da anni team manager del Parma, ha lanciato messaggi di fuoco alla vecchia proprietà, in particolare a Tommaso Ghirardi. Melli rracconta dei particolari fino ad oggi rimasti chiusi nel cassetto, ma servono per capire la figura contorta dell’ex patron crociato, uno dei due principali responsabili del crac Parma.
“Nonostante le cose andassero molto bene a livello sportivo, l’anno scorso non sono riuscito a gioire un solo istante, perché avevo intuito dove stessimo andando a finire. L’ho fatto presente dentro lo spogliatoio, allo staff tecnico diverse volte, però la mia era una voce isolata, urlavo contro il vento: i risultati sportivi coprivano tutti i problemi. Io ho sempre paragonato il Parma dell’anno scorso al Titanic: tutti pensavano di viaggiare in prima classe, e invece è bastato uno scoglio, cioè la mancata licenza Uefa, per far saltare fuori quello che tutti sapevano lì dentro. Da Ghirardi pensavo di meritare più rispetto, io e mia moglie gli siamo sempre stati vicino. Oggi siamo creditori di 19 mensilità. Quattro o cinque anni fa (ai tempi di Guidolin), preso dall’entusiasmo dopo una vittoria, Ghirardi promise alla squadra un premio pari a 100mila euro. Dopo qualche giorno mi disse che lui quei soldi non li aveva, e mi chiese se potessi prestarglieli. Mi faceva un po’ specie il fatto che un presidente potesse chiedere un prestito di quel genere ad un dipendente, però, visto che i rapporti erano veramente ottimi, non ci pensai due volte. Gli prestai quella cifra, senza garanzie o pezzi di carta. Ci ho messo tre anni per riavere quei 100mila euro. Un dipendente che fa un gesto del genere, meriterebbe un premio. Io non ho ricevuto neanche un grazie”.

Poi Melli si è addentrato nei meandri dei oltre 240 giocatori tesserati, una politica voluta da Leonardi. Il problema è che molti di questi giocatori non sarebbero mai arrivati a indossare la maglia del Parma: “Una persona mi disse dentro che eravamo arrivati a 242 contratti federali (giocatori tesserati ndr.). Quante di queste persone ho incontrato? Non tantissime, perché erano tutte in giro in categorie inferiori, molte in C. Molti nomi non li conoscevo nemmeno, e non si trattava nemmeno di giocatori di prospettiva. Non credo sia emerso nessuno di questi giocatori a livelli importanti. Poi si tratta di giocatori anche di età avanzata, non sono dei ragazzini. Io mi chiedevo: ‘Abbiamo la possibilità di pagare una cifra così importante?’. Mi sembrava molto strano. Quanti osservatori abbiamo avuto in questi anni? L’anno scorso il Parma aveva 1-2 osservatori, non di più. Quest’anno zero. Credo che questi giocatori venissero portati dai procuratori. Abbiamo venduto giocatori con plusvalenze di un certo livello: mi riferisco ad Antonelli, Paloschi, Dzemaili, Borini, Pellé, Acquah, Pabon, Parolo, Benalouane, Sansone, Chibsah, Rosi. Non abbiamo però mai comprato giocatori che costassero più di 3 milioni di euro… La gestione della società era totalmente in mano a Leonardi: Ghirardi veniva in media una volta a settimana al campo: il mercoledì era il giorno di visita del presidente. In questi 5-6 anni non volava una foglia se non lo decideva Leonardi. Io sono andato in conflitto con Leonardi e Ghirardi da due anni buoni, forse anche di più. Ho manifestato dubbi a più riprese, ma mi è sempre stato intimato di stare in silenzio, di aspettare”.

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