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Parma Calcio

Cambio modulo, dubbi e incertezze

Cambio modulo, dubbi e incertezze

Le tre sconfitte consecutive contro Brescia, Perugia e Empoli hanno aperto ufficialmente la crisi del Parma e azionato la tastiera di centinaia di tifosi che, soprattutto sui social, hanno scaricato tutta la loro delusione in merito alle ultime prestazioni della squadra di D’Aversa. Il tecnico è finito sul banco degli imputati, ma c’è da dire che questa è un cattiva abitudine tutta italiana, che a volte non tiene conto delle innumerevoli variabili che possono incidere su una partita o su un periodo più o meno lungo.
La verità è che tre sconfitte, pur essendo un pericoloso campanello d’allarme, non possono fare saltare il banco definitivamente, ma quantomeno mettere in discussione tutto e tutti (come ripetiamo da un paio di giorno). Il 4-3-3, ad esempio, sta mostrando varie crepe e difetti, anche se un sistema di gioco dipende dall’intepretazione e dall’approccio dei giocatori che scendono in campo.
Comunque, il modulo con una punta centrale e due esterni offensivi in questo momento sembra avere poche soluzioni e poca inventiva, forse perché al momento manca un ariete da area di rigore (Ceravolo). Qualcuno in grado di trasformare in gol almeno uno dei tanti cross che provengono dalle fasce. E invece niente, in area di rigore c’è il “deserto”.
Le caratteristiche di Calaiò impongono alla squadra di giocare palla a terra, ma poi ci devono essere i “tagli” degli esterni o dei centrocampisti. La velocità di Baraye sulla sinistra non è più una sorpresa per gli avversari. Insomma, ci sono diverse problematiche da risolvere, probabilmente frutto di un’improvvisa depressione, oppure semplicemente di un’idea di gioco che non si addice alla caratteristiche (solo) di alcuni giocatori.
E’ anche vero che in estate la squadra è stata costruita per poter applicare il 4-3-3 in modo naturale, tant’è che sono arrivati Di Gaudio, Siligardi, Insigne e Frediani. Una “fabbrica” di esterni e cross. Questo per dire che con la rosa attuale sarà difficile pensare ad un rivoluzione tattica che escluda proprio quest’ultimi. In virtù di questo ragionamento, il 3-5-2 sarebbe da scartare a priori (sarebbe un bagno di sangue con almeno 3-4 giocatori che rischierebbero di essere esclusi dal progetto tattico), sebbene consentirebbe di avere due punte vicine e forse esalterebbe ancora di più le caratteristiche (l’ultimo passaggio) di Calaiò. Più probabile il 3-4-3 e il 4-4-2 (diamante). Numeri e supposizioni che animano il web e i social, (e non solo), ma che difficilmente influenzeranno d’Aversa, il quale comunque è obbligato a invertire la rotta, onde evitare che la parola “esonero” diventi un incubo con cui convivere nell’immediato.
D’Aversa è un tecnico che studia molto gli avversari e in base alle loro caratteristiche fa le sue scelte. A proposito: il Venezia di Inzaghi gioca con lo stesso sistema di gioco, il 4-3-3, quindi è difficile pensare che sabato in laguna possano esserci delle rivoluzioni tattiche.

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