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Collecchiello, anomalie di una storia ancora tutta da scrivere

Collecchiello, anomalie di una storia ancora tutta da scrivere

“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Il proverbio, reso famoso dal mitico Giovanni Trapattoni – l’allenatore più vincente della storia del calcio italiano – calza a pennello per descrivere quanto successo nelle ultime ore in casa Parma. Al centro del contendere il Centro Sportivo di Collecchio che fino a qualche settimana fa sembrava essere tornato nelle mani del Parma Calcio 1913 (provvisoriamente ma non ufficialmente), tant’è che la società aveva celebrato l’evento con toni entusiasti.

I FATTI
Poco dopo, cioè oggi, attraverso il curatore fallimentare di Eventi Sportivi S.p.A. (ex proprietaria del Centro Sportivo), il dottor Vincenzo Piazza, veniamo a sapere che la gara per l’assegnazione di “Collecchiello” deve essere riaperta in quanto nei giorni scorsi è arrivata un’offerta irrevocabile di 3.150.000 euro per l’acquisto del Centro Sportivo di Collecchio “ad uso sportivo polifunzionale ed attualmente in uso (in affitto ndr) a Parma Calcio 1913 Srl”. L’offerta (leggi qui) supera del 10% (2,8 milioni) quella presentata precedentemente dal Parma, e questo riapre tutti i giochi (con conseguente sospensione della vendita), sebbene a metà mattinata il club crociato, presieduto da Jiang Lizhang, abbia cercato di rassicurare i propri tifosi con un comunicato nel quale si rimarca la “forte volontà – all’interno di un perimetro di razionalità e dei budget programmati – di concludere definitivamente l’acquisto di quello che ritiene un asset fondamentale per la propria crescita e per il proprio futuro”.

I MOTIVI
Fin qui i fatti e le note ufficiali (in sintesi). Ma dietro c’è dell’altro e merita un approfondimento a parte, perché diversi aspetti di questa vicenda non sono stati resi noti, per privacy e forse anche per imbarazzo e/o negligenza. Innanzitutto il nome di chi ha presentato la seconda offerta e perché: si tratta dell’Istituto per il Credito Sportivo, il quale negli anni passati concesse un mutuo ipotecario di circa 6,5 milioni al Parma Fc di Tommaso Ghirardi per la costruzione di quello che fu celebrato, da quasi tutti i media locali, come il regalo per il 98° compleanno del club crociato (poi sappiamo tutti come è andata a finire). Il motivo del perché la banca mi milanese abbia presentato un’offerta più alta rispetto al Parma Calcio 1913 è presto detto: i soldi ricavati dalla vendita del Centro Sportivo finiranno direttamente nelle casse dei creditori di Eventi Sportivi (come sempre succede in Italia dovranno accontentarsi delle “briciole”), il cui maggiore creditore è proprio il Credito Sportivo che, ovviamente, ha tutto l’interesse di alzare il prezzo per tutelare i propri interessi e rientrare il più possibile dal cattivo investimento (mutuo ipotecario) fatto negli anni passati, vittima delle parole e dei progetti stellari di Ghirardi e del suo entourage.

DUBBI E INCERTEZZE
Da una parte c’è il progetto sportivo (e non solo) di Lizhang e soci parmigiani, dall’altro l’interesse “difensivo” del Credito Sportivo che non ci sta a perdere oltre metà dell’investimento. La partita è apertissima e incerta. Purtroppo. Se il 9 maggio 2018 (data in cui si svolgerà la nuova asta, la base di partenza è 3.150.000 euro) il Parma presenterà l’offerta più alta, allora l’allarme sarà rientrato. Diversamente, se sarà l’Istituto per il Credito Sportivo ad aggiudicarsi l’asta, allora la situazione diventerà problematica e intricata, e, a quel punto, salvo follie della nuova proprietà del Parma (costruire un nuovo Centro Sportivo in pochi mesi), bisognerà mettersi d’accordo su come andare avanti. Con o senza il Parma? Affitto o cessione? Al momento l’unica certezza è che il Centro Sportivo non ha un proprietario.
L’altra anomalia è che – secondo indiscrezioni – le componenti parmigiane interessate a questa vicenda, al momento dell’annuncio del riacquisto di “Collecchiello” (seppur provvisoriamente), sapevano benissimo dell’esistenza del forte interesse del Credito Sportivo e del rischio concreto (direi scontato) che avrebbe presentato un’offerta successiva e vincolante. Offerta che, logica vuole (secondo quanto spiegato in precedenza), sarebbe stata superiore a quella di Lizhang. E così è stato.

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