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Parma Calcio

COMMENTO: Parma, 4 minuti pazzeschi

COMMENTO: Parma, 4 minuti pazzeschi

Dei cinque pareggi di fila, nuovo record gialloblù in serie A, quello odierno è probabilmente il più pesante, perché ottenuto nello stesso giorno in cui l’Empoli è tornata a vincere (1-0 contro la Fiorentina), riducendo il distacco sulle inseguitrici. Ma allo stesso tempo è probabilmente il pareggio più contorto e folle della stagione, tant’è che al 16’ della ripresa la Sampdoria conduceva 3-1 (doppietta di Quagliarella sempre più capocannoniere della serie A) e sembrava padrona del campo.
E il Parma? Per quasi un’ora è stata una squadra moribonda, in preda ad una crisi di identità, scoraggiata dai fischi di una parte dei suoi tifosi. Una squadra in cui gli infortuni e le scelte iniziali di D’Aversa hanno avuto conseguenze deleterie, su tutte la scelta di Ceravolo titolare, quando è stato evidente che il giocatore non era in condizione di reggere una partita del genere. I cambi del secondo tempo (Sprocati e Siligardi), il rigore sacrosanto su Siligardi, un pizzico di fortuna e il gol di Bastoni (regalo della difesa blucerchiata) hanno ribaltato tutto. 4 minuti pazzeschi, da 1-3 a 3-3. E di colpo i fantasmi e le paure sono sparite nel nulla. La Samp ha smesso di giocare e il Parma ha provato a fare l’impresa, ma onestamente sarebbe stato troppo, anche se il gol iniziale di Gazzola (invenzione di Gervinho), il primo in maglia crociata, aveva illuso un po’ tutti e in teoria messo la la partita sul binario preferito da D’Aversa.
E’ finita 3-3, pericolo scampato. Per la salvezza matematica in teoria mancano 4 punti (sempre che l’Empoli le vinca tutte), da ottenere contro Bologna (fuori casa), Fiorentina e Roma (fuori). In tanti speravano di poter festeggiare oggi e culminare un weekend speciale, all’insegna dell’amicizia e di una magia chiamata gemellaggio che si ripete dal 1990. Così non è stato, il girone di ritorno resta un disastro, a fine partita i mugugni e i fischi non sono mancati, ma questo è il bello e il brutto di Parma. Oggi conta solo la salvezza. La salvezza.

 

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