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Parma Calcio

COMMENTO: Parma, Gervinho e non solo

COMMENTO: Parma, Gervinho e non solo

L’1-0 tiratissimo contro l’Empoli è la sintesi perfetta del Parma di D’Aversa: carattere, corsa e coltello tra i denti, ma anche e soprattutto una difesa asfissiante, che pur non pressando alto toglie comunque spazio e respiro agli avversari, oltre a ripartenze micidiali che trovano in Gervinho l’interprete perfetto. Un Parma con il bollino autentico di squadra provinciale, affamato e senza troppo fronzoli, che bada al sodo e punisce quando meno te lo aspetti, come è successo oggi contro l’Empoli, con la sgroppata entusiasmante di Gervinho (lanciato da un ottimo Barillà) che vale 6 punti, essendo uno scontro diretto. L’ivoriano, l’uomo di riferimento di tutto il tridente offensivo (lo cercano tutti e sempre in profondità), si è infortunato ed è stato sostituito; la speranza è che non sia nulla di grave, né tanto meno l’inizio di un calvario, anche perché l’infermeria non ne ha bisogno (ai lungodegenti si sono aggiunti Inglese e Sierralta); c’è da dire che D’Aversa aveva ragione a dosarlo accuratamente nelle prime di campionato, pur beccandosi le critiche di mezza Parma. Gervinho è la chiave di questo Parma, difficile sostenere tesi contrarie, senza di lui è un’altra squadra, con un tasso offensivo dimezzato, con poca velocità, qualità e imprevedibilità.

Limiti che oggi sono coincisi con i meriti di un Empoli bello da vedere, tatticamente organizzatissimo, ma anche sfortunato (due pali e un miracolo di Sepe nel recupero). Non c’è stata differenza tra le due squadre, se non Gervinho, appunto, sebbene nel secondo tempo il Parma abbia avuto diverse occasioni, sempre in contropiede, per chiudere la partita, ma purtroppo Di Gaudio non è la “pantera nera” e Ceravolo ha caratteristiche e una condizione generale che non si addicono a partite di questo tipo.
Parma, Gervinho e non solo. Non è retorica, in questo Parma operaio c’è gloria per tutti, anche per quelli meno famosi come Barillà (prestazione superba impreziosita dall’assist), Sepe (fondamentale nel finale su La Gumina), Gagliolo (impeccabile anche oggi su Caputo), Stulac e Rigoni.
La classifica è bellissima, 10 punti in 7 partite, a metà strada tra la salvezza e la Champions League. Ma quello che conta è il +5 sulla terz’ultima, l’Empoli. Il resto sono bestemmie.

Il post scriptum è per i Boys 1977 e i Desperados: gli ultras sanno emozionare, ci mettono passione e amore. Il gemellaggio con gli empolesi è come un diamante “grezzo” da conservare in cassaforte, con gelosia e rispetto. Il clima che si respirava oggi al Tardini ha confermato tutto questo.

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