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Parma Calcio

COMMENTO: Parma, una sconfitta che non modifica il bilancio del 2018

COMMENTO: Parma, una sconfitta che non modifica il bilancio del 2018

La sconfitta e il brutto secondo tempo contro la Roma non cancellano un 2018 e un girone d’andata esaltanti. Il 2-0 di oggi è figlio del maggiore tasso tecnico dell’avversario e di una situazione di emergenza (infortuni) che è tornata di stretta attualità. Si poteva fare di più? Sicuramente sì, ma nel primo tempo il 4-3-3 disegnato da D’Aversa, con l’ex Gervinho “falso nueve” e una difesa rinforzata dai ripiegamenti difensivi di Biabiany e dal pressing di Barillà e Deiola (in crescita), aveva imbrigliato la squadra di Di Francesco, tant’è che Sepe non è andato oltre l’ordinaria amministrazione. Inoltre, l’occasione migliore per sbloccare la gara era capitata sui piedi di Siligardi (decisivo Olsen). La Roma ha avuto la pazienza di aspettare e lavorare ai fianchi l’avversario, fino al “solito” gol su calcio d’angolo di Cristante (3° gol nel mese di dicembre) che ha aperto la partita e sciolto il Parma, incapace di organizzare una efficace reazione. Gli ingressi di Ceravolo e Sprocati non hanno cambiato il volte dei gialloblù, mentre il centrocampo e la difesa hanno ceduto di colpo, tramortiti dai dribbling e dalle accelerazioni dei due folletti giallorossi Under e Kluivert.
D’Aversa non aveva altre soluzioni, anche perché Inglese non era neanche in panchina (così come Scozzarella), a centrocampo non se l’è sentita far esordire Dezi, evidentemente ancora indietro fisicamente, e Gervinho si è spento troppo presto, mal servito e assistito dal resto della squadra.
Conti alla mano per il Parma è la terza sconfitta interna, ma il nome degli avversari giustifica il risultato: Juventus, Lazio e Roma. La strada verso la salvezza resta inalterata, ma il distacco dal Bologna terzultimo resta sempre invariato (+12). Non è una magra consolazione, bensì il bilancio super positivo di un girone d’andata che nessuno avrebbe immaginato e pronosticato in estate. E il merito è di tutti: società, dirigenti, staff tecnico e giocatori. Un gruppo coeso che in campo ha sempre dato battaglia, tranne in rarissime occasioni. Ed è quello che conta di più, perché consentirà di trascorrere delle vacanze serene, in attesa di un mercato che non promette fuochi d’artificio, ma 2-3 rinforzi, funzionali al progetto attuale, sicuramente sì. Per sigillare una salvezza che richiede ancora anche molti sforzi e sacrifici.

 

 

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