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D’AVERSA: «C’è rammarico per il finale». SARRI: «Dovevamo chiuderla prima»

D’AVERSA: «C’è rammarico per il finale». SARRI: «Dovevamo chiuderla prima»

Il commento dei due allenatori, Maurizio Sarri e Roberto D’Aversa al termine di un combattutto Juve-Parma decisa da una doppietta di Ronaldo (2-1).

 

D’AVERSA: “Nel primo tempo siamo stati bravi in fase difensiva, meno nella costruzione del gioco e nell’offendere. C’è rammarico perché nel finale abbiamo creato le occasioni per poter far male. Purtroppo sul primo gol subito siamo stati ingenui, troppo fermi, mentre nel secondo abbiamo perso un pallone in uscita e siamo stati puniti. L’aspetto positivo è che abbiamo chiuso la partita in crescendo contro la prima in classifica e con una squadra dal potenziale enorme. Il rammarico è aver perso una partita del genere, dovevamo essere più furbi. Penso che oggi i ragazzi meritassero il pareggio.
Kulusevski ha fatto meglio nel secondo tempo, ma non me la sento di addossargli troppe responsabilità. E’ giovane, ha potenzialità importanti, deve giocare spensierato; ha quantità e qualità, ha margini di miglioramento. Kucka ha interpretato bene il ruolo, sono fortunato ad averlo in squadra. Rispetto all’anno scorso siamo più ambiziosi, ma dobbiamo recuperare giocatori importanti. Inglese veniva da un infortunio lungo e oggi si è fatto ancora male; ha sentito tirare al flessore. Abbiamo una rosa corta, ma se riusciremo ad avere tutti i giocatori a disposizione potremo fare male. Le difficoltà e gli infortuni ci hanno portato a soffrire”.

SARRI: “Abbiamo fatto una partita meno pulita del solito, abbiamo la responsabilità di non averla chiusa pur avendone tante possibilità. Poi si finisce per soffrire negli ultimi 5 minuti, anche perchè abbiamo giocato contro una squadra fisica e in salute.
Su Rabiot il mio unico problema è che sta giocando a destra. Ramsey all’Arsenal faceva spesso il trequartista ed è un ruolo che può fare tranquillamente. Vengono da altri mondi, non si sono allenati tantissimo ma mi sembrano entrambi in crescita. E’ un discorso di caratteristiche, sicuramente di intensità mentale. Nella gestione di certi momenti possiamo crescere. Queste gestioni del finale non mi piacciono molto, come dico sempre ai giocatori preferisco prendere gol in contropiede che subire nell’area di rigore. Mettendo dentro Higuain il messaggio era di andarla a chiudere per non finire in sofferenza”.

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