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ESCLUSIVO – Corrado: «Non guardo la classifica, il Parma verrà fuori»

ESCLUSIVO – Corrado: «Non guardo la classifica, il Parma verrà fuori»

Sentimenti e scherzi del destino. Parma-Pisa è il derby personale di Giuseppe Corrado, parmigiano d’adozione, dal dicembre 2016 presidente del Pisa.

I toscani sono la capolista della serie B: 5 vittorie su 5. Un momento magico, compreso bomber Lucca (4 reti). Di fronte un Parma in crisi, reduce da due sconfitte consecutive e travolto dalle critiche dei suoi tifosi. Corrado ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sportparma.com.

Parma-Pisa è una partita speciale, possiamo definirlo il suo derby personale?
“Parma è la città dove risiedo per cui è sicuramente una partita sentita, per me e per mio figlio, che è nato a Parma, ma non certo per la squadra. Ma è stata molto sentita anche la gara precedente contro il Monza del mio amico ed ex collega Galliani”.

Si aspettava di arrivare alla sfida del Tardini con il Pisa in testa alla classifica e a +8 dai crociati?
“Diciamo che non è il momento di guardare la classifica. Per me è il terzo anno di serie B, è un campionato molto strano, c’è un grandissimo equilibrio verso l’alto e il basso, dipende i punti di vista. C’è molto equilibrio anche se a volte il fattore campo è fondamentale. E poi: il campionato di B cambia completamente nel girone di ritorno, anche perché il mercato di gennaio può cambiare la forza di diverse squadre. Ci sono molte variabili che entrano in gioco. Ci sono squadre che hanno fatto grandi rimonte, e poi ci sono playoff che sono un terno a lotto. I punti di distacco in classifica al momento non contano nulla; le prime valutazioni si potranno fare alla fine del girone d’andata. A parte questo, troveremo sicuramente un Parma incattivito che farà di tutto per rispondere ai malumori dei propri tifosi. Avrei preferito incontrarlo in un altro momento, magari dopo due vittorie e non dopo due sconfitte”.

Che idea si è fatto del Parma dopo le ultime due sconfitte?
“Il Parma è una delle squadre più forti del campionato, è al livello del Monza, almeno teoricamente, perché poi le partite si giocano sul campo. Ho seguito le ultime due gare del Parma: con la Cremonese partita compromessa nel primo tempo, ma quando si è trovato con l’uomo in meno ha cominciato a giocare e creare occasioni. A Terni il terreno di gioco ha rappresentato un limite non indifferente per una squadra molto tecnica come quella di Maresca. Averi preferito incontrare il Parma dopo due vittorie. Il Pisa non parte favorito, che sia chiaro. Il Parma è una piazza importante, trovarsi in serie B non è mai facile; sono convinto che alla fine i valori della rosa verranno fuori”.

C’è grande entusiasmo a Pisa tant’è che al Tardini avrete più di 2mila tifosi al seguito…
“E’ una partita molto importante per tutte e due le squadre. I nostri tifosi, in casa e fuori, sono una grande forza. Pisa è una piazza calda, in trasferta non ci siamo mai sentiti soli: a Terni settore ospiti esaurito, stessa cosa a Vicenza e domani a Parma. E poi il Tardini è uno stadio storico e affascinante”.

Quella di domenica sarà la terza partita in una settimana. La stanchezza può essere un fattore determinante?
“E’ l’ultima del primo trittico di questa stagione. Sono difficili da gestire sia fisicamente che psicologicamente. C’è grande dispendio di energie. A volte alla fine del trittico qualche squadra la paga. In genere si fa molto turnover, noi lo stiamo facendo. Di sicuro in questo periodo si vedono risultati strani, come la Cremonese che fa un partitone a Parma e poi sbaglia la successiva col Perugia”.

Complimenti per l’acquisto di bomber Lucca, vice cannoniere del torneo con 4 reti. Portarlo a Pisa non è stato facile, vero?
“Sì, c’era molta concorrenza attorno al ragazzo, tra cui club importanti, soprattutto dopo l’arrivo del Covid, ma noi eravamo sulle sue tracce da diverso tempo. E’ un ragazzo con grandi dote fisiche, per noi un investimento importante. Abbiamo costruito una squadra solida, per dare valore e continuità alla società. Anche perché, come ha detto Mourinho, molte squadre pensano all’oggi e non al domani”.

 

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