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Hope Group, cerchi lumi e trovi lampade

Hope Group, cerchi lumi e trovi lampade

Iniziamo con una considerazione parzialmente (o totalmente) “off topic”: in Italia viviamo tempi strani. Il cambiamento a tutti i costi sta portando ad eliminare figure dall’elevata credibilità in favore di personaggi (senza titoli o esperienza) che poi pontificano nei più disparati campi della scienza, della tecnica o anche del management e della politica anche quando è chiaro che le posizioni che questi sostengono sono al limite della logica, per non parlare del buon senso. Se il nuovo è questo, forse è meglio un usato sicuro.

Uso questa breve digressione per dare un tono semi-serio su una questione che in realtà all’inizio ci ha fatto semplicemente sorridere (e poi riflettere) ma che ben si presta a sottolineare che dovremmo essere meno critici su quanto accade a casa nostra, perchè non è che altrove se la passino meglio. Ad esempio tra Cina, Spagna e resto del mondo qualche problema di “comunicazione” c’è. E l’Italia qui non c’entra niente nonostante la secolare attribuzione ai nostri concittadini di scarsa serietà. C’è chi riesce a fare peggio e non fa proprio nulla per nasconderlo, anzi.

Certo stiamo parlando di calcio e non di fisica nucleare, ma visto che in ballo (per quanto riguarda il Parma ad esempio) ci sono milioni di euro, farebbe piacere sapere che i propri interlocutori siano affidabili al 100%.

E se neanche il tuo sito web  (pubblico e raggiungibile da tutti) riesce a chiarire quale sia il tasso di affidabilità dell’interlocutore e anzi, contribuisce ad affossarlo, forse qualche domanda dobbiamo porla a chi si presenta come nuovo che avanza.

Venendo al dunque,  agli inizi di dicembre qui in redazione eravamo alla ricerca di informazioni di prima mano (in particolare contatti e informazioni economiche) su Hope Group dopo l’attacco via comunicato di Jiang Lizhang inviato un mese fa a Nuovo Inizio. Poichè un nostro contatto a Madrid da allora non ci ha fornito più informazioni rilevanti (basti pensare al silenzio sull’adesione o meno al recente aumento di capitale) abbiamo cominciato a fare ricerche sul web per provare a tracciare un filo conduttore su quelle che erano le attività recenti del gruppo innanzitutto per provare a prevedere se all’annuncio bomba sarebbero poi seguite delle azioni concrete.
Il “no comment”, insomma, per chi come noi ha una vera e propria passione per il giornalismo d’inchiesta e soprattutto non ha padroni, non poteva essere un’opzione.

Dopo una prima raccolta sulle agenzie stampa e i siti web delle notizie riguardanti il gruppo e il suo fondatore (e altri personaggi chiave) abbiamo cercato di individuare documenti ufficiali. Prima fermata obbligata il sito web ufficiale del gruppo. E qui la prima sorpresa. Sulla prima pagina il fondatore, poi i departments con i nomi e le foto (alcune) delle figure chiave e poi ecco la pagina news dove con ogni probabilità avremmo dovuto trovare un archivio ordinato delle recenti attività ufficiali.

E invece no: ad accoglierci lampade, vasi e complementi d’arredo.

Avete letto bene e potete vederlo nello screenshot (Fig. 1) qui sotto. Anche noi ci abbiamo messo qualche minuto a digerire la cosa. Poi il pensiero è stato uno solo: ma come? Investi milioni di euro nei principali campionati di calcio europei, ti proponi come partner globale per le società che devono aprirsi ai nuovi mercati, hai partnership con colossi come Scout7, Red Bee, Hudl, Besoccer e poi come tuo biglietto da visita online utilizzi un sito pre-formato (per i fan delle nuove tecnologie: basato su Website Builder by Microweber) senza nemmeno togliere le pagine dimostrative? L’errore ci sta, ma in piena “crisi” (con il Parma) e dopo un comunicato così aggressivo non si possono tralasciare dettagli come questo. Anche di fretta qualunque webmaster per poche centinaia di euro avrebbe completato il sito o almeno consigliato di non attivarlo fino al completamento dei contenuti al suo interno. Un errore così può avvenire in un contesto di “fai da te” e zero investimenti. E il “nerd” che è in me proprio non può digerirlo.

Abbiamo quindi atteso qualche giorno prima di completare e pubblicare questo articolo, lasciando il beneficio del dubbio che si trattasse di un picco di lavoro per il povero webmaster impegnato nell’aggiornamento. Dopo circa due (2) settimane le pagine sono state solo “nascoste” ma non rimosse dal sito e infatti iniziando una qualsiasi ricerca sul motore interno (vedi Fig. 2) gli arredi rispuntano puntualmente. Il sito è semi-vuoto, in home page campeggia la foto di Jiang, alcune informazioni chiave dei departments sono sparite e c’è una sola news relativa all’ultima acquisizione e niente relativo al precedente comunicato. E poi, appunto ancora lampade e proposte di arredamento in alcune pagine interne.

Se qualcosa del genere può essere plausibile in micro organizzazioni, è imperdonabile se ti vuoi porre come “partner tra il mercato cinese e gli sport professionistici internazionali”. Sempre che qualcuno non abbia hackerato il sito (il giorno dell’apertura) o che questo non sia stato semplicemente occupato abusivamente (sebbene il posizionamento del server a Madrid faccia supporre diversamente).

In ogni caso, come dicono a Parma: “chi gh’é cuél che ‘n cuädra mìga…”. Qui c’è qualcosa che “strusa”.

 

 

Fig. 1: La pagina news al 1 dicembre 2018 (hopefootballgroup.com)

 

Fig. 2: Una pagina tra i risultati della ricerca effettuata in data 19 dicembre 2018 (hopefootballgroup.com)

 

 

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