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Il Gede Risponde

IL GEDE: «D’Aversa ha esaltato lo spirito di squadra, ma non parliamo di moduli»

IL GEDE: «D’Aversa ha esaltato lo spirito di squadra, ma non parliamo di moduli»

Torna l’appuntamento del lunedì di Sportparma con “Il Gede risponde”. Analisi e commenti sulla 13esima giornata di serie A e sul derby Bologna-Parma. La firma inconfondibile è quello di mister Pietro Gedeone Carmignani.

Dopo il derby del Dall’Ara prevale l’amarezza per i 3 punti sfumati al 95’ o la consapevolezza i aver fatto una grande prestazione?
“E’ stata una partita entusiasmante, il Parma ha nel contropiede un’arma micidiale, che esegue con grande abilità anche in assenza di Gervinho. Questo è il frutto del lavoro fatto in allenamento. Ieri intenzionalmente il Parma ha lasciato il giro palla al Bologna, portando i suoi giocatori sotto la linea della palla e facendo volume in mezzo, lasciando le fasce. Ad ogni riconquista della palla era pronto a ripartire e far male.
Il Parma era senza attaccanti, ma non ha mai rinunciato a questo tipo di gioco. Affidandosi all’estro di un incontenibile Kulusevski e all’adattamento di un bravissimo Kucka, ha sempre cercato la vittoria. Il secondo gol è un esempio.
Il Bologna ha fatto diverse conclusioni ma il pari mi sembra un risultato molto stretto per i gialloblù. D’Aversa ha esaltato lo spirito di squadra in una partita giocata a ritmi vertiginosi, segno di una condizione psicofisica eccellente. Il pari di Dzemaili ha premito la generosità del Bologna ma non cancella la prova di spessore dei crociati”.

Quanto hanno influito (positivamente) le scelte tattiche e il modulo scelto da D’Aversa?
“I moduli centrano fino a un certo punto, sono discorsi da bar. Il Parma attaccava e difendeva con molti giocatori. Nessun allenatore rimane legato ad un modulo. Cerco di spiegarmi meglio: se giochi col 4-2-3-1 significa che attacchi solo con un giocatore? No. E’ solo un modulo di partenza, poi in campo si vede tutt’altro. I moduli variano a secondo se si difende o si attacca. E’ solo uno schema iniziale in cui decidi quanti difensori, centrocampisti e attaccanti mettere in campo. Poi è naturale che se attacchi a sinistra l’attaccante di destra viene in mezzo. Il modulo iniziale è come come un “pongo” che si modella intorno alla palla. E’ una barzelletta pensare che il modulo resti sempre quello per tutta la partita.
Il secondo gol di Iacoponi è da manuale: questo esalta la bravura di un allenatore che non può solo affidarsi alle individualità dei singoli, ma all’organizzazione. Gli allenatori come D’Aversa che hanno a che fare con giocatori buoni ma non fuoriclasse, adattano i giocatori a giocare nel modo migliore, ognuno deve saper fare le tre parti: difesa, centrocampo e attacco. Il Parma sa fare bene tutte e tre le fasi”.

Domenica c’è uno strano Parma-Milan, con i crociati avanti in classifica di 4 punti. Che partita sarà?
“Sarà una partita difficile per entrambe. Pioli ritorna a Parma e troverà una squadra su di giri. Il Parma sia in casa che fuori gioca sempre per vincere, difendendosi al meglio e attaccando nel modo più rapido possibile, verticalizzando il gioco. Dritto per dritto”.

Ieri intanto i rossoneri hanno fermato un Napoli sempre più in crisi, dentro e fuori dal campo…
“E’ stata una partita equilibrata sia nel gioco che nelle occasioni. Potevano vincere entrambe, il pari è un mezzo successo per il Milan che continua a crescere dal punto di vista del gioco, ma è un mezzo insuccesso del Napoli che si allontana sempre di più dalla vetta della classifica. Il Napoli è in una fase involutiva anche dal punto di vista del gioco. Il Milan si trova in una difficile posizione di classifica, ma c’è la certezza che sta cominciando a giocare un buon calcio.
La situazione del Napoli non dovrebbe risolversi per vie legali, anche perché ne va di mezzo l’interesse di tutti, società e giocatori. Devono chiarirsi, anche usando parole forti, per il bene comune; c’è di mezzo ancora un campionato e la Champions League che porta soldi. Poi a fine stagione ognuno prenderà le sue decisioni. Di sicuro non è l’atmosfera ideale per lavorare bene e produrre al meglio”.

Alla Juventus bastano 20 minuti per ribaltare l’Atalanta, è un messaggio scoraggiante per l’Inter e le altre inseguitrici?
“La vittoria della Juve è un messaggio pesante al campionato perché è riuscita a ribaltare il risultato in 20 minuti, contro una squadra indiavolata come l’Atalanta. Questo vuol dire che le speranze di spodestarla dal trono sono veramente difficili. Manca ancora il gioco di Sarri, ma le giocate individuali sono determinanti. Sconfitta che fa malissimo all’Atalanta perché quando giochi bene e perdi, moralmente accusi il colpo”.

Ha ragione Conte a dire che meno male che c’è L’Inter, altrimenti il campionato sarebbe giù chiuso?
“Sì, ha ragione Conte. L’Inter è lì, a un punto dalla Juve, e continua a covare ambizioni scudetto. Ha superato un Toro timido, anche se ha l’attenuante di aver perso subito Belotti”.

Al terzo e quarto posto ci sono le due romane. Possono continuare così?
“La Lazio vince al 90’ grazie ad un giocatore subentrato dalla panchina, Caicedo, perché ci crede fino alla fine. Il terzo posto in classifica conferma tutte le sue potenzialità. Per lunghi tratti il Sassuolo non è riuscito ad uscire dalla propria metà campo, quando la Lazio ti attacca sono cavoli amari. La Roma nel primo tempo era rimasta bloccata, impantanata nel suo gioco, ha accelerato ad inizio secondo tempo e in 8 minuti ha cambiato la gara. La vera notizia è che finalmente c’è stato il ritorno in campo di Florenzi. Non ho ancora capito perché sia rimasto fuori per così tanto tempo. Al Brescia, invece, è già finita l’avventura di Balotelli? Vedremo cosa succederà”.

Quali sono i segreti della sorpresa Verona?
“Ho sempre parlato in termini più che positivi di questo Verona, fin dalle prime giornate, perché lo vedevo ben messo in campo, grintoso e determinato. Juric ha trovato l’ambiente giusto, ha superato la Fiorentina in classifica, ha gli stessi punti del Parma. E’ in una condizione tecnico-tattica eccellente. La Fiorentina invece è sembrata una squadra priva di idee e gioco”.

Possiamo affermare con certezza che Ranieri ha rivitalizzato la Sampodoria?
“Da quando è arrivato Ranieri la Samp ha iniziato a fare punti, anche se la partita di ieri è stata determinata dagli episodi, contro un Udinese che sembrava avesse il pieno controllo della partita. Eccezionale il gol di Gabbiadini. Il secondo giallo ha costretto i friulani in 10. Gli allenatori devono prendere in considerazione che se ammoniscono un difensore o un centrocampista a metà primo tempo, devono pensare alla sostituzione, perché il rischio di rimanere in 10 è alto. Per non parlare del solito comportamento degli arbitri col Var, che sinceramente mi ha stufato: se un giocatore dice all’arbitro di andare a vedere deve andarci”.

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