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IL GEDE: «Il Parma deve dare una svolta e imporre il proprio gioco»

IL GEDE: «Il Parma deve dare una svolta e imporre il proprio gioco»

Nuovo appuntamento di inizio settimana con “Il Gede Risponde”, la storica rubrica di Sportparma con la firma inconfondibile dell’ex tecnico crociato Pietro Gedeone Carmignani.

Focus sull’ultima sconfitta del Parma contro il Napoli e una classifica sempre più da codice rosso, oltre al resto della ventesima giornata di serie A.

Mister, come valuta la prestazione dei crociati allo stadio Maradona?
“Il Parma ha giocato, ha avuto una reazione, ha avuto il possesso palla ma non ha concluso in porta, perché non è abituato a farlo. Fino a ieri ha sempre giocato in contropiede, infatti il Napoli non gli ha concesso spazi, tranne una ripartenza all’inizio di Gervinho. Il possesso palla del Parma non trovava sbocchi, la squadra non faceva i movimenti giusti per le giocate strette. Comunque, ho visto carattere, voglia, determinazioni e corsa.
La voglia di uscire da questa situazione c’è, ma non sarà facile, perché hanno tutti hanno capito che il Parma è pericoloso solo nelle ripartenze. Poi, dopo il secondo gol la squadra si è demoralizzata e il Napoli ha avuto il sopravvento. Quello che dispiace che il secondo gol è arrivato proprio mentre D’Aversa aveva fatto due cambi”.

Vista la classifica, il Parma deve cambiare mentalità e tipo di gioco per sperare nella salvezza?
“Il Parma deve poter giocare di rimessa, altrimenti è dura. Naturalmente, siccome bisognerà recuperare punti in classifica, da qui in avanti dovrà cercare di imporre il proprio gioco. Serve una svolta. Ma devono migliorare i movimenti delle punte, i movimenti brevi negli spazi stretti. Ieri è stato il Parma ad aver condotto la partita, eppure Ospina non ha fatto parate. Il primo gol è frutto di una grande prodezza di Elmas, ma con la complicità dei nostri difensori. Poi, tutte le volte che ripartiva, il Napoli arrivava alla conclusione, come faceva una volta il Parma. Nel secondo tempo si è giocato solo nella metà campo avversaria. Ripeto, in questo momento giocare all’attacco non è la cosa che sa fare meglio il Parma”.

D’Aversa, riferendosi al mercato, ha detto che non sempre le direttive dell’allenatore vengono ascoltate dalle società. Cosa ne pensa?
“D’Aversa ha fatto le sue richieste, ma al momento la società fa dell’altro, puntando sui giovani e non su giocatori pronti, tranne Conti e Bani. Evidentemente il progetto di D’Aversa non si sposa con quello della nuova società. Arrivano solo giovani, vediamo cosa succede oggi nell’ultimo giorno di mercato. Si ritorna al peccato originale, si è perso troppo tempo ad inizio stagione: cambio società, cambio direttore sportivo, cambio allenatore…
Che sia chiaro, non ti salvi solo col mercato, ma ti può dare una mano. Poi è naturale che se arriva un giocatore importante ti fa fare il salto di qualità, ma non credo arrivi l’ultimo giorno”.

Quali sono gli aspetti positivi da cui ripartire?
“Certe qualità caratteriali e morali si sono viste, è questo il punto di partenza. Fisicamente il Parma sta bene. Ora servono due vittorie di fila per rivedere la luce, perché adesso in campo manca la tranquillità”.

Intanto il Milan vince a Bologna (prossimo avversario del Parma) e resta primo in classifica…
“Il Milan ha gli attaccanti che tirano in porta, creano occasioni e fanno gol. Il Bologna ha fatto la sua partita, ha attaccato solo dopo essere passato in svantaggio, ma trovando un grande Donnarumma. Il Bologna è tornato in partita grazie ai cambi tattici di Mihajlovic e a quelli casuali di Pioli che pur di dare minutaggio a qualcuno ha rischiato grosso. Nel finale è stato un assedio del Bologna. Le grandi squadre non devono avere questi cali”.

Vince anche l’Inter con Eriksen nel nuovo ruolo di regista basso. Per Conte e per il danese può essere la svolta?
“Un giocatore che ha la storia di Eriksen è un valore aggiunto, quindi se non rende per quello che pretende l’allenatore, si deve interrogare anche lui. Ericksen non è un ragazzino di belle speranze, ma un giocatore già formato. Il nuovo ruolo può essere una svolta, meglio tardi che mai. Col Benevento non c’è stata partita, l’Inter ha giocato sempre all’attacco, la coppia Martinez-Lukaku ha fatto 25 gol in due. La prestazione è stata dominante in ogni parte del campo e la difesa non ha concesso neanche un tiro agli avversari”.

La Roma è guarita dai tutti i suoi problemi, dentro e fuori dal campo?
“La Roma fa punti, Fonseca è in discussione, ma anche ieri ha costruito la vittoria nel primo tempo, approfittando degli errori difensivi del Verona e del suo portiere. La fiammata della Roma è coincisa con gli errori degli avversari, 3 gol in 10 minuti. Nel secondo tempo Juric ha cambiato la sua squadra e ha avuto diverse occasioni per riaprire la gara. La Roma può solo crescere in attesa di risolvere i problemi con Dzeko”.

Vince fuori casa anche la Juventus. Anche in questo caso si può parlare di svolta?
“La Juventus ha fatto una partita in cui è stata capace di produrre molte palle gol. Superiorità netta e costante. Gioca con un 4-4-2 ma grazie alla duttilità dei suoi esterni è un 4-3-3. La Sampdoria nel primo tempo ha pensato solo a difendersi. La Juve è in crescita, quando cade poi si rialza e vince 3-4 partite di fila. Pirlo sta cercando di cambiare pelle, probabilmente pensando anche al dopo Ronaldo”.

Questa Lazio, ieri vincente in casa dell’Atalanta, può fare paura a tutte le grandi del campionato?
“Mi piacerebbe capire cosa hanno pensato i giocatori dell’Atalanta quando hanno visto una Lazio così forte. La Lazio ha fatto quello che ha fatto il Genoa nella precedente gara: pressava alto e non permetteva la costruzione del gioco all’Atalanta. E’ venuta fuori una partita in cui la squadra di Inzaghi giocava in verticale e arrivava con una certa facilità al tiro. Pronti via si è subito vista una Lazio lucida, che segna spesso nei primi minuti, se questo significa che ha un grande approccio alle partite. L’Atalanta non è riuscita a trovare gli spazi dove inserirsi come fa abitualmente. E’ andata un po’ in confusione. Quinta vittoria di fila in campionato per la Lazio, in classifica ha sorpassato l’Atalanta”.

Arriviamo alla lotta salvezza: colpi pesanti per Genoa e Udinese, steccano ancora Torino e Cagliari…
“Il Genoa non si ferma più, è rinato con Ballardini, è una squadra con carattere, sicura, concreta, con un Destro in più; ha affondato il Crotone, brutta sconfitta interna per Stroppa.
Il primo tempo di Spezia-Udinese è stato equilibrato, anche nelle occasioni, secondo tempo più fisico, forse lo Spezia ha pagato la terza partita in una settimana. L’Udinese ne ha saputo approfittare, partita spigolosa, 2 espulsioni e 9 cartellini gialli.
Cagliari e Sassuolo hanno giocatopartita in modo diverso, il Sassuolo ha costruito dal basso, con pressing alto, il Cagliari è rimasto chiuso e ripartiva, due tattiche diverse che hanno portato alla divisione dei punti, ma è il Cagliari che deve recriminare perché ha preso gol al 94’. Suona come una sconfitta.
Il Torino ha trovato una Fiorentina che a tratti ha espresso grandi potenzialità e qualità, come poche volte aveva espresso nelle precedenti gare. La Fiorentina sta crescendo, anche dal punto di vista caratteriale, e non dimentichiamoci che ha chiuso la gara in 9. Dal Torino di Nicola ci si aspettava qualcosa in più, non ha avuto quell’aggressività necessaria per contrastare l’avversario, però ha in Belotti il suo salvatore”.

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