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IL GEDE: «Parma, le sostituzioni non hanno mai inciso»

IL GEDE: «Parma, le sostituzioni non hanno mai inciso»

Puntuale come ogni lunedì torna su Sportparma.com la rubrica “Il Gede Risponde”. Analisi e commenti sull’ultima giornata di serie A firmati dall’ex tecnico crociato Pietro Gedeone Carmignani.

Si parte dalla sconfitta del Parma a Cagliari che sancisce la retrocessione virtuale dei crociati, per poi passare al resto del campionato, dallo scudetto ormai virtualmente nelle mani dell’Inter alla lotta Champions che si fa sempre più intrigante.

Buongiorno mister, da inizio stagione il Parma incappa sempre negli stessi errori. La retrocessione è cosa certa o lei ha ancora qualche briciolo di speranza?
“Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Una buona prestazione vanificata ancora una volta da una rimonta incredibile. Nel secondo tempo è successo di tutto. E’ stata una lotta fratricida, con due squadre accomunate dallo stesso destino. I tre punti forse danno più un’illusione che una certezza, perché molto dipende dai risultati degli altri, di chi sta davanti in classifica.
Mancano 7 partite, il Parma dovrebbe ottenere 4 vittorie e gli altri dovrebbe perdere. Tu puoi anche vincerle tutte, ma che gli altri devono cedere di schianto”.

Quali dono le colpe del Parma e di D’Aversa?
“Il Parma è colpevole di aver subito 63 gol, in pratica 2 gol a partita. I secondi tempi sono stati sempre un problema. Ci sono problemi di condizione fisica, di condizione psicologica, problemi di panchina: i cambi non hanno mai effetti positivi, non hanno diffuso serenità per gestire i finali di partita; troppo spesso gli ultimi minuti sono stati determinanti. Tutto questo porta ad una retrocessione che non è ufficiale solo per una questione matematica.
Poi ci sono gli errori estivi, un progetto nato male, è evidente”.

Le sostituzioni nel secondo tempo l’hanno convinta?
“I cambi non hanno mai aiutato il Parma, ma non voglio addossare tutta la colpa su D’Aversa.
Quello che conta sono i numeri, non puoi nasconderli, i numeri non danno ragione a D’Aversa. Bisogna rendersene conto. Le prestazioni non sono mai state complete. Il Parma è stato spesso rimontato, questo significa che c’è qualcosa che non va. Basta guardare l’ultimo gol, quello del 4-3: Cerri è alto quasi due metri, lì servivano marcature specifiche”.

E poi ci sono gli errori di Sepe…
“Sepe non esce, il primo e il secondo gol sono arrivati dentro l’area piccola. Se io non uscivo sul dischetto del rigore i miei compagni mi urlavano dietro. Il portiere è più agevolato sulle palle alte perché può allungare le mani. E’ un’annata no per tutti, da Sepe a Gervinho. Giocatori sotto rendimento, imparagonabili allo scorso anno. Manca serenità, anche se il Parma è una squadra viva, riesce ad andare in vantaggio, è superiore all’avversario fino al crollo nei minuti finali”.

Non ci resta che la Juventus (mercoledì sera)?
“La sfida con la Juventus ha il suo fascino, ma i bianconeri hanno in ballo la Champions. La lotta per andare in Europa è serrata, non possono perdere altre partite. La Juventus farà alla svelta a dimenticare l’Atalanta e concentrarsi sul Parma Partita che emotivamente è sempre stata una gran partita, anche se questa è molto diversa per la situazione di entrambe le squadre.
Ieri l’Atalanta ha battuto i bianconeri grazie ad un gol di un subentrato, è una caratteristica della squadra di Gasperini. Solo la giocata di un singolo poteva risolvere la partita: Malinovskyi sarebbe titolare in qualsiasi squadra”.

Il pareggio dell’Inter a Napoli è un altro segnale di maturità dei nerazzurri o un’occasione sprecata?
“Partita bloccata tatticamente tra due squadre che hanno cercato di non commettere errori e non scoprirsi; molto possesso palla e molta noia, evidentemente il pari andava bene ad entrambe le squadre. L’Inter ha interrotto il filotto di vittorie, ma lo scudetto è ormai una certezza; il Napoli continua la rincorsa Champions”.

Il Milan vince anche senza Ibra ma sembra un’altra squadra…
“Nel primo tempo il Milan ha fatto tanti cross in area ma non c’era Ibrahimovic. Con un giocatore come Leao bisognava giocare diversamente. Genoa compatto e organizzato, soprattutto nella fase difensiva, sapeva adattarsi alle situazioni, pressava basso o alto. Grande equilibrio anche nel secondo tempo, ma alla fine ha vinto la casualità”.

Il Torino non si ferma più e batte anche la Roma…
“Primo tempo giocato con istinto e tante ripartenze da parte della Roma; dopo lo svantaggio il Torino ha preso in mano le redini dell’incontro; i cambi di Nicola hanno inciso più di quelli della Roma. 17 punti in 12 partite per Nicola, ha saputo ribaltare il trend negativo, la salvezza è vicinissima. Bravo”.

Partita piena di gol (8) quella che ha visto di fronte i fratelli Inzaghi…
“La Lazio è una squadra che ha potenzialità enormi, ha ritrovato i gol di Immobile, ma è rivedibile per la gestione che fa della gara. Era sul 3-0 ma poi ha sofferto fino alla fine. Comunque, è la quinta vittoria di fila per la Lazio che, tra l’altro, deve recuperare la gara col Torino”.

Il Verona di Juric è in crisi?
“Direi di sì, per il Verona è la quinta sconfitta consecutiva dopo un primo tempo dominato dove ha fatto solo un gol. Poi nel secondo tempo Ranieri ribalta tutto e trascinato la Samp alla vittoria. La Samp è a metà classifica, probabilmente il Verona sta pagando un calco psicofisico dopo un intenso girone d’andata”.

Vincono anche le altre due emiliane Bologna e Sassuolo…
“Stavolta si è visto un bel Bologna, ha giocato una grande gara per 90 minuti, con grande determinazione. Ha saputo soffrire quando lo Spezia ha tentato di rientrare in gara.
Possesso e giocate orizzontali per il Sassuolo, ma la Fiorentina ripartiva alla grande, vantaggio meritato nel primo tempo. Poi nel secondo De Zerbi non ha più pensato alla tattica e ha messo dentro qualità tecnica, vedi Berardi e Defrel. È cambiato gioco e risultato. Il Sassuolo vola, la Viola deve ancora pensare alla salvezza”.

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