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Il Gede Risponde

IL GEDE: «Parma punito da un episodio. Covid e Dpcm? Al calcio si danno colpe che non esistono»

IL GEDE: «Parma punito da un episodio. Covid e Dpcm? Al calcio si danno colpe che non esistono»

Nuovo appuntamento con il Gede Risponde, la rubrica del lunedì di Sportparma firmata dall’ex tecnico crociato Pietro Gedeone Carmignani.

Sotto la lente di ingrandimento la sconfitta del Parma a Udine, il caos Covid-19 e il resto della quarta giornata di serie A.

Una settimana tremenda per il Parma, culminata con la sconfitta beffa di Udine. Eppure…
“All’inizio sono rimasto ben impressionato dal Parma che giocava come vuole Liverani, con tanti giocatori oltre la linea della palla. Aveva parecchie soluzioni offensive. L’altra cosa che chiede Liverani e che mi sembra giusta è che bisogna arrivare al tiro velocemente, quello che il Parma ieri ha fatto raramente. Il Parma ha perso la partita non per mancanza di prestazione, ma per un episodio, per una casualità. Partita equilibrata, giocata su ritmi elevati e costanti. Tanta corsa in modo continuato, ma anche tanti errori difensivi su entrambe i fronti”.

Considerando gli assenti, tra Covid-19 e infortunati, era il massimo che si poteva fare?
“E’ naturale che il Parma ha preparato la partita in modo differente rispetto all’Udinese a causa degli infortuni e del Covid. Aveva tante assenze, non è facile preparare una partita in questo modo. Purtroppo ogni settimana può nascondere un problema, non è facile.
Per quanto riguarda il Covid dico che con si può rimandare le partite, se c’è il numero legale dei giocatori si va a giocare, se no il campionato finisce prima di novembre. Se cominciamo a non andare a giocare è tutto finito. Mettiamoci in testa questo concetto. Servono regole precise. Si può rinviare una partita solo una volta, altrimenti il campionato non finisce più. Servono dei compromessi, bisogna convivere con il Covid-19. Il Parma ha fatto bene ad andare a Udine e giocare”.

Domenica al Tardini arriva lo Spezia. Che tipo di avversario è?
“E’ una squadra che gioca come dovrebbero fare le squadre che lottano per la salvezza, lottando su ogni pallone. Ieri ha rimontato la Fiorentina e sfiorato anche di vincere nel finale. Piuttosto, chi sa se questo pareggio possa costare la panchina a Iachini?”

Prima di passare al resto della serie A, sappiamo che lei è molto attivo nel mondo del calcio giovanile. Come giudica le restrizioni del nuovo Dpcm che ferma la Terza categoria e una parte dei campionati giovanili (provinciali)?
“Stanno uccidendo il calcio di base, come se la colpa fosse dei bambini o dei ragazzi e non dei ristoranti e della movida. Cosa centra il calcio dei ragazzi con l’incremento dei casi di Covid-19? Non se la prendano con il calcio dei ragazzi. Non fanno le cose che vanno fatte. Al calcio si danno delle colpe che non esistono. Le attività delle scuole calcio è già improntata alla sicurezza; ci pensano i genitori, gli allenatori, le società, ecc. Sono controllatissimi. Fermarli è una cattiveria. Il calcio è la prima cosa che un bambino fa quando smette di gattonare. Adesso dove vanno e cosa fanno? E’ una cosa che mi fa incavolare. Se vogliono limitare i contagi devono fare altro.
Chiedo alle istituzioni che le persone importanti del mondo del calcio, come ad esempio Lippi e Sacchi, spendano qualche parola in favore della base del calcio. Oggi, con tutti protocolli del caso, è molto più sicuro giocare a calcio che andare alla movida. E’ una vergogna”.

La quarta giornata di serie A è stata ricca di colpi di scena: partiamo dal Milan capolista…
“Il Milan è una squadra con un allenatore che ha saputo applicare il miglior gioco in base ai giocatori a disposizione. Ibra a 39 anni continua a stupire tutti, ha voglia, forza e classe. Si vede molto la mano di Pioli: gioca in difesa uno contro uno anche contro Lukaku e Martinez. Primo tempo straordinario del Milan, nel secondo si è vista un Inter più attenta soprattutto in difesa, dove nel primo tempo non riuscivano a fare le giuste coperture preventive. Il Milan ha sempre ribattuto colpo su colpo, anche se nel finale le squadre erano molto stanche. Direi esame superato per i rossoneri”.

La Juventus continua ad essere un’opera incompiuta?
“La Juventus senza Ronaldo stecca a Crotone. Non si capisce la gestione del caso, non si può fare quello che si vuole. La Juve non è attualmente una squadra dominante come eravamo abituati a vedere. E’ logico che Pirlo chieda tempo per imparare il suo gioco. Ma a un certo punto le idee sono quelle, in 11 contro 11 c’è poca da inventare. Senza Ronaldo e Dybala è dura per i bianconeri.
Poi l’espulsione di Chiesa, il palo di Morata e il gol annullato per un fuorigioco millimetrico… sono validi scusanti, ma con questo non bisogna togliere i meriti al Crotone per la bella impresa, è una squadra migliorata rispetto alla prima uscita stagionale”.

Il Napoli schianta l’Atalanta, i partenopei possono essere considerati una pretendente allo scudetto?
“Il Napoli è partito forte, senza dubbio, ha segnato subito il doppio vantaggio, Lozano sta facendo la differenza. Atalanta irriconoscibile, in ogni reparto. Il Napoli ha fatto una grande prestazione, a livello di singoli e di squadra. L’Atalanta resta quella che è, nessun dramma, si può sbagliare una partita. Se il Napoli trova continuità può lottare per il titolo, certo”.

Cosa sta succedendo alla Lazio, sconfitta a Marassi da una Sampdoria travolgente?
“Brutta Lazio, senza Immobile e in piena emergenza. La Sampdoria ci ha creduto, all’inizio forse era incredula di vedere una Lazio così dimessa. La squadra di Inzaghi non ha avuto la giusta reazione. Ranieri è stato bravo perché è riuscito a dare determinazione e organizzazione alla sua squadra. Lazio irriconoscibile dopo il lockdown. Bisognerebbe capire cosa stia succedendo, è la brutta copia del girone d’andata dello scorso anno”.

A differenza della Roma che sembra aver trovato la strada giusta?
“La Roma si è confermata una macchina da gol, ma in difesa ha bisogno di essere più protetta. Potenzialmente è da zona Champions, anche se il risultato finale(5-2) è stato esagerato, il Benevento è rimasto in gara per 70 minuti, facendo vedere un buon calcio, coraggioso. Il risultato è stato ampio perché la squadra di Inzaghi si è sbilanciata alla ricerca del pari”.

Il Sassuolo non si ferma più. Merito di De Zerbi e della società di mantenere inalterata la rosa dello scorso campionato?
“Il Sassuolo per me non è una sorpresa, perché gioca un calcio di alto livello. Bologna e Sassuolo hanno mentalità offensive, pensano più ad attaccare che a difendere, vedi i 7 gol. Poi bisogna dire che De Zerbi è stato bravo a ribaltare la gara con i tre cambi e ha saputo cambiare il volto della sua squadra; ma c’è anche la colpa del Bologna che si è fatto rimontare, non ha saputo gestire il doppio vantaggio, forse c’è stato un calo fisico. Il Sassuolo è secondo in classifica”.

Buio pesto in casa Torino?
“Il Torino è un problema, terza sconfitta consecutiva. E’ una squadra che ha diversi problemi, per ora non si vede la mano di Giampaolo, forse deve cambiare modulo e trovare la soluzione più adatta con i giocatori a disposizione. Ha regalato un tempo agli avversari, malgrado un grande Belotti. Grande prova del Cagliari, invece, si sono viste le idee tattiche di Di Francesco”.

 

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