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L’Atalanta al Tardini, le polemiche, l’ira del sindaco e il codice di gradimento

L’Atalanta al Tardini, le polemiche, l’ira del sindaco e il codice di gradimento

E’ finita una settimana di polemiche e veleni sul fronte tifosi. Un ingarbugliamento da mal di testa, tra vecchi e nuovi problemi.
Partiamo dall’Atalanta che ieri ha giocato e pareggiato l’ultima partita di campionato sul neutro del Tardini. Partita finita 2-2 ma segnata da un interruzione forzata di 3 minuti a causa di cori razzisti provenienti dalla curva bergamasca e rivolti al giocatore brasiliano della Viola Dalbert. L’arbitro Orsato sospende la gara, lo speaker del Tardini richiama il pubblico ma piovono fischi assordanti.
Un gesto che purtroppo si ripete settimanalmente su buona parte degli stadi italiani, da nord a sud. Un gesto che ha scatenato l’ira del sindaco di Parma Federico Pizzarotti che su Facebook, altro luogo pieno di odio e razzismo, ha scritto poche righe a ha attaccato i tifosi bergamaschi. Il tutto poco prima che la società nerazzurra pubblicasse sui propri canali ufficiali una breve lettera di ringraziamento per l’ospitalità ricevuto. “Parma vi ospita con gentilezza, siete ospiti in casa d’altri – scrive il sindaco Pizzarotti – , ma anziché tifare con rispetto, sporcate la città con i vostri cori razzisti. Vergogna. La nostra è una città civile, noi parmigiani il razzismo lo abbiamo cacciato da una vita fuori dalla porta. Nessuno può permettersi di farlo rientrare dalla finestra. Mi auguro che questi incivili vengano individuati e cacciati per sempre dagli stadi italiani”.

Ma è stata anche la settimana degli ultras, delle retate e delle multe. A Parma i Boys hanno preso una posizione netta contro il caro prezzi nei settori ospiti e soprattutto contro il “codice di gradimento” introdotto negli ultimi anni in serie A per regolamentare i flussi e comportamenti dei tifosi all’interno degli stadi. Tardini compreso.
Un codice indigesto, che sembra figlio di tanti altri provvedimenti ai limiti della costituzionalità e del buon senso varati in passato.
“Le società hanno a loro disposizione due “armi”. La prima è quella più ovvia, sotto gli occhi di tutti, ovvero il biglietto; libero arbitrio sul costo dei biglietti (…). La seconda “arma” molto più pericolosa e alquanto incomprensibile è il “codice di gradimento” o “codice etico” che dir si voglia; questo strumento è stato imposto dall’osservatorio per le manifestazioni sportive a Figc e Lega-Calcio, strumento con il quale si dà alle società di calcio la possibilità di punire, e quindi escludere dallo stadio, quegli individui che non rispettano obblighi o infrangono divieti presenti nel suddetto codice e nel regolamento d’uso dello stadio. Detto così può anche non sembrare nulla di ché ma se lo si va ad analizzare si riescono ad inquadrare meglio i problemi, sì perché questa nuova formula prevede punizioni anche per atti che non comportano reato ma che secondo l’insindacabile giudizio della società in oggetto rappresentano un gesto che non può rimanere impunito (…). Quel che si vuol fare non è creare terrorismo ma porre l’attenzione su ciò che gli ultras dicono da anni, i tifosi, gli ultras e più in generale tutti coloro che non si conformano ai crismi imposti dalla moderna società sono per chi governa un problema e per arginarli usano tecniche che van contro ogni principio di dignità; siamo il loro esperimento, il loro banco di prova e in questo caso sfruttano contro di noi ciò che amiamo, il Parma”.

Polemiche, polemiche e ancora polemiche. Ma anche ignoranza, arroganza, inciviltà, incertezza della pena e semplice propaganda.

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