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L’ex Baraldi presenta Parma-Bologna: «Crociati favoriti, si è creata la chimica giusta»

L’ex Baraldi presenta Parma-Bologna: «Crociati favoriti, si è creata la chimica giusta»

Nove punti separano Parma e Bologna. E’ un derby salvezza, la classifica non deve ingannare (almeno per il momento), ma sicuramente meno drammatico del famoso doppio spareggio del 2005 che salvò i gialloblù e condannò i felsinei alla retrocessione. Una pagina indelebile della storia del Parma, che va oltre ogni limite e difficoltà, perché quella era la squadra del post crack Parmalat, dell’amministrazione controllata; la fine del grande sogno e delle fette di salame sugli occhi. Era il Parma di Gedeone Carmignani, sapiente traghettatore verso i lidi di una salvezza acciuffata per i capelli. Era il Parma di Luca Baraldi, uno dei principali artefici di quel “miracolo” sportivo che generò nei tifosi e nella città un grande senso di appartenenza. Tutti uniti, in un’unica direzione. Ed è proprio l’ex Baraldi a raccontare a Sportparma, passato, presente e futuro di Parma-Bologna.

Al di là della classifica, come arrivano a questo derby Parma e Bologna?
“Sono due squadre che vivono situazioni molto diverse sia dal punto di vista sportivo che societario. Parma molto solido che ha fatto una prima parte di campionato positiva. Sono rimasto impressionato della prova contro il Milan in cui si è perso immeritatamente. Ho visto una squadra molto quadrata, ben messa in campo e motivata che ha dato filo da torcere a molte avversarie. Una squadra che giocava a tutto campo, un bel gruppo. Il ritorno degli azionisti di Parma è stato un segnale importante, mentre a Bologna sembra che Saputo stia manifestando qualche dubbio sul proseguimento dell’avventura. Diciamo che ai punti il Parma è favorito, il campo e non solo dice questo”.

E’ un derby salvezza oppure visto la situazione attuale il Parma può ambire a qualcosa di più?
“Se togliamo Juve e Napoli e forse l’Inter, è un campionato che si gioca molto sotto il profilo delle motivazioni, dove la qualità dei singoli è meno importante del passato. D’Aversa sta lavorando molto bene e dal mercato sono arrivati giocatori motivati. Si è creata la chimica giusta, è questa la verità. Il Parma teoricamente può ambire anche qualcosa di più. Vediamo cosa faranno sul mercato. Il gioco del Parma richiede un grande dispendio di energie, se la preparazione è fatta bene penso che potrà togliersi altre grandi soddisfazioni, ma non credo che a gennaio farà grandi acquisti”.

Parma-Bologna è (anche) il derby di Luca Baraldi, per mille motivi e storie. Lo spareggio del 2005 è una favola incredibile. Come è stato possibile?
“Quello spareggio resta un ricordo eccezionale, ancora oggi girando in città tutti mi associano a quella partita, a quello spareggio, perché significa che è rimasta nel cuore di tutti i tifosi. Quella salvezza fu per certi versi la rinascita del Parma, perché evitammo il fallimento e la scomparsa dal calcio che conta; poi lasciamo stare la gestione Ghirardi e Leonardi e tutto quello che hanno combinato. Dal punto di vista sportivo quello spareggio fu uno spartiacque. Non dimentichiamoci che venivamo dal crac Parmalat, ma grazie al lavoro, caparbietà e determinazione di tutti eravamo riusciti a mantenere alto il nome di Parma. E la gente ha apprezzato quello sforzo e tutta la passione che ci abbiamo messo, ricambiando con amore e con uno straordinario senso di appartenenza che alla fine ha fatto la differenza”.

Cosa pensa di Lizhang?
“Sono sincero, non credo molto ai magnati stranieri che vengono da certi paesi e che spuntano dal nulla. Sono molto negativo davanti a queste situazioni, spesso umiliano anche chi lavoro bene. Per fortuna il Parma ha azionisti che sono grandi industriali e persone responsabili. Anche perché il calcio è fatto di emozioni e per viverle bisogna avere tanta passione. In definitiva, io credo alla passione di Pizzarotti e soci e non a quella cinese”.

Chiudiamo con il Var, sperando che non sia lui a decidere il derby emiliano: fin qui il bilancio è positivo o negativo?
“Sono molto favorevole. E’ uno strumento utile però so che gli arbitri stanno lavorando tantissimo per trovare un uniformità di comportamento. Poi è chiaro che ci vuole sempre il buon senso. Se utilizzato in modo omogeneo può fare solo bene. Anche per disincentivare i furbetti, e avere atteggiamenti più corretti in campo”.

 

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