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LIVERANI: «Tante difficoltà, restiamo uniti. Rischio esonero? Sono sereno»

LIVERANI: «Tante difficoltà, restiamo uniti. Rischio esonero? Sono sereno»

Sereno e pacato, Fabio Liverani si è presentato così alla conferenza pre partita di Atalanta-Parma.

Il tecnico, la cui panchina resta in bilico e strettamente collegata alla gara di domani a Bergamo e forse a quella di domenica contro la Lazio (leggi qui), ha ammesso il momento di grande difficoltà (infortuni compresi), ma ha evitato l’argomento calciomercato, rispondendo che “il ds sa cosa serve”.
Ecco le parole di Liverani:

“In questo momento ci sono poche certezze, se non il lavoro e la preparazione di una partita che sulla carta è proibitiva. Abbiamo avuto solo 36 ore per prepararla, l’abbiamo preparata in un certo modo. Le difficoltà sono tante, ma quello che ho detto anche alla squadra è che possiamo uscirne da soli, aiutandoci tra di noi, senza aspettare aiuti da fuori. Il gruppo storico e quello giovane si devono conoscere e adeguiare, e per questo serve tempo, soprattutto con i più giovani”.

Le tante assenze non possono essere un alibi, ma obiettivamente sono troppe (Gervinho, Kucka, Iacoponi, Osorio): “Il morale squadra è basso, d’altronde abbiamo perso due scontri diretti”.

E sul rischio esonero: “Sono nel mondo del calcio da 44 anni, conosco le dinamiche. Vengo qui al campo la mattina alle 8 a vado via al tardo pomeriggio, cerco di lavorare e dedichiamo con il mio staff tutto il nostro tempo al lavoro mettendo tutto quello che abbiamo. So che vivo di risultati, tempistiche, situazioni, ma lo vivo con la massima serenità proprio perchè lo so e vado avanti con il mio lavoro. Ci sono persone che valutano il lavoro, i risultati e sono adibiti a prendere decisioni. Fino a che sono allenatore del Parma vivo come se dovessi rimanere qui una vita, poi questo ce lo dirà il tempo”.

Di fronte ci sarà l’Atalanta, una macchina da gol: ” Incontriamo una squadra in grande condizione, lo ha fatto vedere due giorni fa: sulla forza e i giocatori dell’Atalanta credo sia quasi superfluo soffermarsi. Si tratta di una partita di grandissimo sacrificio, la compattezza ci può aiutare a soffrire meno; se dovessimo fare una gara allungandoci e creando troppi spazi credo sia difficile portare a casa un risultato”.

E poi c’è il calciomercato: E’ fuori luogo parlarne oggi”. Comunque “il direttore sportivo sa quello che serve, le caratteristiche ce le siamo dette”.

Infine il capitolo formazione (e gli assenti): “Gervinho non è pronto, è arrivato e sta proseguendo senza alcun intoppo; Mihalia è un po’ più pronto ma è un giocatore che ha avuto un’operazione ed è fermo da 3-4 mesi, anche su questo bisogna avere pazienza. Abbiamo pensato in certi momenti che la squadra avesse un equilibrio, dopo Genova e Milano, così come i pareggi contro Benevento e Cagliari ci avevano dato una quadratura. Per tantissimi motivi questa squadra difficilmente lavora con gli stessi giocatori e riesce a dare continuità. Non credo che in questo gruppo debba esserci una rivoluzione, abbiamo 5 o 6 giocatori fuori dunque parlare di rivoluzione diventa difficile. C’è bisogno di risentire quel fuoco dentro che per vari motivi è stato altalenante; cercherò di scegliere gli uomini migliori che in questo momento mi possono dare un po’ più di garanzia tenendo presente che in alcune situazioni abbiamo delle scelte obbligate”.

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