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L’ottimismo futurista di Krause e la classifica che piange

L’ottimismo futurista di Krause e la classifica che piange

Se non fosse per la classifica, l’ottimismo di Kyle Krause sarebbe super contagioso. Il presidente americano, che da diversi giorni vive stabilmente in città, è impegnato nella trasformazione della società crociata, per proiettarla nel futuro, con l’ingresso di nuove figure professionali (leggi qui), sia nell’area gestionale-finanziaria che in quella tecnica. Un club in crescita, ambizioso e proiettato verso la modernità.

Investimenti milionari, al momento fuori dalla logica della sostenibilità e per certi versi fuori luogo rispetto al periodo che stiamo vivendo (pandemia), ma necessari e fondamentali per costruire un club con basi solide e durature. Investimenti coraggiosi in un mondo, quello del calcio italiano, che resta intrappolato nei soliti problemi, in mano a personaggi che fino ad oggi hanno generato una montagna di debiti, tanto che che in serie A la parola d’ordine è sempre la stessa, “insostenibilità“. Cioè, debiti, spaventose esposizioni bancarie e scarsi risultati in campo internazionale.

L’entusiasmo di Krause, dicevamo, è contagioso e fa ben sperare, malgrado in città e provincia l’esercito dei “complottisti” sia sempre in agguato (quanto durerà l’effetto Krause?). E malgrado tutti i soldi spesi sul fronte calciomercato che ad oggi non hanno dato i frutti sperati, anzi rischiano di trasformarsi in un pericoloso boomerang, oltre che in un clamoroso flop, anche a livello personale, considerando che diversi acquisti estivi e invernali sono stati decisi direttamente dalla famiglia Krause.
Lo spettro della serie B è dietro l’angolo, sebbene la speranza sia l’ultima a morire, e nel giro di poco tempo Krause dovrà pensare ad un piano B. Come tornare in tempi brevi nel calcio che conta, dove i diritti tv fanno da padrone e dove la visibilità è di un altro pianeta. A come rinforzare e rifondare una rosa che in questa stagione ha evidenziato numerose lacune, sotto tutti i punti di vista, non solo in termini di risultati e classifica.

Krause è carico, segue quasi tutti gli allenamenti, parla con tutti, cerca di capire gli ingranaggi, suona la carica e e paga gli stipendi con regolarità; ma momento alla serie B non sembra pensarci. Eppure l’eventualità di una retrocessione, indipendentemente dal famigerato paracadute (al Parma spetterebbero circa 25 milioni), sarebbe comunque un bagno di sangue, con strascichi dolorosi.
Tralasciando questa visione pessimistica del futuro, il progetto Krause va avanti a gonfie vele: il nuovo Tardini, un nuovo amministratore delegato (forse) e un nuovo direttore dell’area tecnica. Poi c’è il capitolo settore giovanile, l’area scouting da rivedere, la pubblicità, i fondi americani che spingono per entrare nella Lega di serie A e la fetta di torta dei diritti tv.

Nel bel mezzo della rivoluzione, però, c’è il campo: domenica la Roma e poi il Genoa, sempre al Tardini, probabilmente le ultime due possibilità per riaprire il discorso salvezza, sebbene i numeri e i record (negativi) stagionali siano scoraggianti.

 

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