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Calcio Serie B

Lucarelli a BMagazine: “Noi buona squadra, il Frosinone la favorita”

Lucarelli a BMagazine: “Noi buona squadra, il Frosinone la favorita”

Il settimanale BMagazine, la rivista ufficiale della Serie B, ha ripercorso le scalata del Parma Calcio 1913, dalla Serie D alla cadetteria in soli due anni, intervistando il capitano dei crociati Alessandro Lucarelli. Lui che a quarant’anni sarà protagonista ancora una volta con la maglia del Parma, indossata per la prima volta nell’estate 2008, al suo arrivo. Proprio quando il club emiliano era chiamato a ripartire dopo una scottante retrocessione. Nell’intervista, realizzata dal giornalista Cesare Barbieri, il numero 6 crociato ha ricordato alcuni momenti importanti della sua lunga esperienza nel Ducato, quali ad esempio la vittoria della Serie D e, in ultimo, il rigore decisivo calciato nella semifinale playoff contro il Pordenone. Riportiamo qui di seguito alcuni dei temi più importanti emersi dalle dichiarazioni di Alessandro Lucarelli.

IN CAMPO A 40 ANNI – «Gioco perché spinto dalle motivazioni personali e dalla voglia di divertirmi. Non ho nulla da dimostrare a nessuno, non sono alla ricerca di contratti più vantaggiosi… A quarant’anni gioco per il piacere di esserci. E io in questo Parma volevo esserci! La ripartenza dalla D? Una cosa del genere avrei potuto farla solo a Parma, non avrei accettato proposte da altri club. Qui aveva un senso perché l’ultima stagione di A ci aveva lasciato l’amaro in bocca, perché qui nomi importa in che categoria gioco. Gli stimoli non mi arrivano dall’essere in A o in D, ma dalla maglia che indosso».

IL RIGORE COL PORDENONE – «Era un po’ come chiudere il cerchio: dalla A alla D, poi la risalita, verso la seconda promozione consecutiva. Quanti rigori ho calciato in carriera? Zero! Prima di quel rigore, da professionista, sul dischetto non ci ero mai andato… Anzi, ne avevo sbagliati due su due nella Primavera del Piacenza, però in quel momento sulla palla dovevo andarci io, non era solo una questione di tecnica. Mio fratello Cristiano (era in tribuna, ndr) è sbiancato in volto e pare abbia detto: “Ma che fa? Ma è pazzo…”».

LA SERIE B – «La B è molto diversa: la Lega ha lavorato per contenere i costi, per indurre le società a puntare sui giovani. Quando l’ho fatta io non c’erano liste contingentate, parecchi calciatori scendevano dalla A senza remore perché gli ingaggi erano comunque molto interessanti, il livello era più alto, ma oggi la mission è quella di aiutare i giovani a maturare».

I PRONOSTICI – «Siamo una neopromossa, la dirigenza ha allestito un’ottima squadra, ma dobbiamo essere umili. Di certo, se ci sarà l’occasione non ci faremo pregare. Noi favoriti? Non è così, siamo una buona squadra e ce la giocheremo ovunque. Ma non da favoriti. Le più forti? Il Frosinone l’anno scorso ha sfiorato la promozione in A, poi ci sono Pescara, Palermo ed Empoli che sono retrocesse e vedrai che un paio di sorprese non mancheranno, magari proprio tra le neopromosse. La B è così c’è spazio per chi riesce ad allestire un’ottima squadra e pure per chi ha un gruppo affiatato, coeso».

 

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